Garbatella è centenaria

Ormai da diversi giorni, in giro per la Garbatella, si respira un’aria di attesa. Sia al forno, che al bar o in fila al supermercato, può capitare di sentire persone interrogarsi tra di loro: “Ma allora, si sa quando cominciano i festeggiamenti?”, “Pare si inizi a Piazza Brin”, “ Dicono che poi c’è musica al Palladium, aperta a tutti”. Ebbene sì, ci siamo, Garbatella compirà 100 anni esattamente il 18 febbraio 2020: infatti lo stesso giorno di 100 anni fa il re Vittorio Emanuele III pose la prima pietra proprio a Piazza Brin. E, proprio da lì, il quartiere e il Municipio tutto daranno il via ai festeggiamenti per il Centenario. Si inizierà alle 10,30 con il saluto del Presidente dell’VIII Municipio, Amedeo Ciaccheri, del Presidente della Regione Nicola Zingaretti e di altre cariche Istituzionali (è stata invitata anche la Sindaca Raggi, che ancora non ha confermato la presenza), seguiti dalle note festose della banda dei Vigili Urbani. In contemporanea, intorno ai sei Istituti Comprensivi del Municipio, ci saranno animazioni dei ragazzi. In particolare, alle 10,30 quelli di Padre Semeria organizzeranno un flash mob tra il Pincetto e la scalinata di Via Giulio Rocco, formando un unico cuore rosso, simbolo di Garbatella 100; replica due ore dopo a piazza Damiano Sauli con gli studenti della Cesare Battisti: il tutto verrà ripreso da droni, per la realizzazione di un video-racconto che comprenderà anche i back-stage.

Annullata la gara per il Farmer’s Market

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“Volete sapere l’ultima? Rimarrà chiuso nell’anno del centenario di Garbatella il Farmer’s Market di via Passino”. Con un post su facebook ha avvertito così i cittadini il minisindaco Amedeo Ciaccheri. Un mercato che era stato inaugurato nel 2013 per sostituire quello a km 0 di Testaccio. Una quarantina di banchi con carni locali, formaggi, pane e pizza, frutta e verdura, produzioni tipiche e specialità locali. Un vero punto di ritrovo per tutti quei clienti che amano i sapori tradizionali, i colori, le mille forme. Dove amavano andare gli anziani non solo per risparmiare, ma anche per chiacchierare un po’ dei loro ricordi tra le battute di chi vende e i sorrisi di chi compra.

Un caos di antenne, fili e condizionatori

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“Pronto?” “Pronto, alla TV non se vedono più i canali” “Da quando?” “Da ieri pomeriggio. Prima se vedeva Primo, Secondo, Terzo, Rete Quattro, Canale Cinque, Italia Uno, La Sette, Otto, Nove…” “Va beh, basta così, non dirne più, ho capito” “Quando vieni ad aggiustarla?” “Ma’, vengo più tardi, nel pomeriggio.” “Bene, grazie tanto, bellodemamma”. Mi fa sempre sorridere quando mi chiama così. Nel pomeriggio arrivo a casa di mia madre, abita al terzo piano di uno dei lotti più belli della Garbatella, prendo le chiavi della terrazza, che si trova al piano subito sopra, salgo su. Due rampe di scale, cento ricordi. La terrazza condominiale è sempre stata uno spazio particolare. Era simbolo e luogo di sole, di aria, di luce, di libertà. Spesso nelle riunioni domenicali tutta la famiglia andava su in terrazza per la foto ricordo, poi si restava a parlare, a respirare un’aria diversa, mentre i bambini scorrazzavano felici in lungo e in largo. Click, clack, apro la porta, l’impatto è immediato e traumatico: una sfilza di antenne e parabole satellitari occupano tutti i pali portanti dei fili per stendere, la vista del panorama è compromessa, bisogna intrufolarsi tra gli spazi liberi per dare un’occhiata ai palazzi adiacenti e anche di fronte lo spettacolo non muta.

Com’eravamo: visioni dalla Città Giardino

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Buongiorno Garbatella, anche oggi come ti ha dipinta bella il sole. Eppure, cento anni non sono poch, ma te li porti benei. I racconti custoditi in un secolo hanno tracciato piano piano la tua storia, le tue pagine più belle. Una storia che parte dall’idea della città giardino, passando per la lotta contro il fascismo dei ribelli degli Alberghi Suburbani. Poi generazioni di bambini cresciuti all’oratorio. Quel cinema della domenica che oggi è diventato un teatro e i pullman pieni di turisti pronti a invadere le piazzette e la fontana di Carlotta. Cento anni ci sono voluti per disegnare tutti i tuoi vicoli. Quelle stradine dove non ci cammini ma ti ci imbatti. Quei lotti che consentono ancora oggi ai bambini di giocare a pallone invece che con l’iphone.

la garbatella di ieri e di oggi

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La borgata-giardino Concordia era nata nei primi decenni del Novecento, intorno a piazza Brin, per ospitare gli “artefici del rinascimento economico della Capitale” e cioè gli operai della zona industriale dell’Ostiense, che nei progetti dell’ingegner Paolo Orlando, il suo fondatore, avrebbe dovuto competere con le ciminiere e gli opifici delle città del nord come Milano, Torino e Genova.Ma pochi anni dopo la situazione cambiò radicalmente. Dopo la fatidica marcia su Roma il fascismo di Mussolini prese il potere e l’Ente per lo Sviluppo Marittimo e Industriale di Roma, già nel 1923, fu messo in liquidazione. Svanirono così i sogni avveniristici del suo Presidente.

CLANDESTINE, L’ALTRA ITALIA DELL’ARTE

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Nonostante siano trascor­si oltre 70 anni dalla data della prima vera emancipazione delle donne, il diritto al voto (era il 1946), tanti ancora sono i condizio­namenti che in modi e misure diverse il genere femminile si trova a subire nell’espressione delle sue capacità. A tutt’oggi si può dire che per lo più le donne sono costrette ancora ad agire da “clandestine” nella vita di tutti i giorni, per arri­vare quasi in incognito a far valere la loro creatività. Il progetto “Clandestine” di Ma­ria Pia Orlandini (Making of), realizzato dall’Associazione Controchiave, si propone “di renderne visibili idee e talenti per offrire alle nuove genera­zioni esempi di passione e de­terminazione, per esaltare l’identità di genere attraverso la creatività, costruendo cer­tezze e valori che facciano muro contro la violenza.” Il Progetto è rivolto a ragazze e ragazzi delle Scuole Superiori e delle Università, per stimo­lare in particolare la produ­zione culturale delle donne come antidoto alla discrimi­nazione e si concretizza nella realizzazione non solo di un film documentario, ma anche di mostre e di laboratori di­dattici sulla creatività, nelle Scuole e Università.

degrado e abbandono alla stazione ostiense

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FUORI USO DA ANNI SCALE MOBILI, TAPIS-ROULANT E ASCENSORI di Stefano BAIOCCHI “Impianto fermo per manutenzione, ci scusiamo per il momentaneo disagio”. Recita così, il cartello appeso a ridosso di una scala mobile. Una delle tante, che aiutano i passeggeri – o perlomeno dovrebbero farlo — a spostarsi con comodità nei meandri della Stazione Ostiense. … Leggi tutto

Ancora strascichi sul servizio mense scolastiche

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A distanza di un mese rimane alta l’attenzione sulle mense scolastiche a Garbatella. Grazie all’impegno dei genitori della scuola primaria “A. Alonzi”, è stato presentato a fine gennaio al Commissariato di Polizia “C. Colombo” un esposto per disporre gli opportuni accertamenti sui fatti del 7 gennaio scorso. Cosa sia successo quel giorno è cosa ben nota: l’avvio del nuovo servizio di ristorazione scolastica comunale ha lasciato 1000 bambini dell’VIII Municipio, metà degli studenti dei plessi scolastici del territorio, senza cibo. Non meglio è andato negli altri quartieri romani.

Riapre la storica edicola di piazza B. Romano

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Negli ultimi quindici anni in Italia, infatti, la metà delle edicole ha chiuso i battenti; al momento su tutto il territorio nazionale resistono 42mila esercizi, mentre almeno la metà di questi si trova in difficoltà. L’Ottavo Municipio rispecchia l’andamento del Paese con una costante e inesorabile chiusura di diverse edicole. È un problema sociale, ma soprattutto culturale perché dove non c’è più un chiosco, non si vendono più giornali e ciò significa che non si legge e che quelle copie perse non si recuperano più.

L’opera di padre Guido in un cortometraggio

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E lui era così. Padre Guido, chi ha avuto la fortuna di conoscerlo lo sa, è stato accanto ad intere generazioni. I ragazzini della Garbatella, alcuni ormai padri di quei figli anche loro cresciuti con lui, porteranno sempre con sè qualche ricordo di quel prete straordinario. A volte però i ricordi non bastano. Sono come pagine di un libro di cui gli altri possono solo leggere il titolo. Come fare allora per condividere veramente quei racconti?