Cosa mangiare alla Garbatella

I Cesaroni? I film di Nanni Moretti? Gli storici lotti? Garbatella è tutto questo si, ma anche molto altro ancora. Garbatella è quel luogo dove ti perdi tra le vie, per poi ritrovarti a pancia piena in un’osteria rustica, una stuzzicante pizzeria, o perché no in un elegante bistrot. Certo scegliere cosa mangiare alla Garbatella e dove, ma ecco qualche consiglio da seguire possibilmente a pancia vuota. 

SOMMARIO

  • BISTROT

COSA MANGIARE ALLA GARBATELLA: CUCINA ROMANA

I PIATTI TIPICI DELLA GARBATELLA

“Un popolo, se è grande, lo è anche grazie a una cucina che sappia valorizzare colori, sapori, gusto”. I romani, oltre ad aver costruito un impero, sono fortissimi anche a mangiare. Cosa? Se volete provare i capisaldi della cucina tipica romana, alla Garbatella non ci sfugge niente. Iniziamo con i piatti più noti:

CARBONARA

A volte la felicità può essere semplicemente arrotolata su una forchetta. Pasta al dente, guanciale croccante, e quell’uovo così morbido come fosse un vestito che calza alla perfezione. Insomma il consiglio è questo, entrate nella prima osteria garbatellese che vi ispira, chiedete per curiosità il piatto del giorno, ma senza poi pensarci troppo sorridete al cameriere dicendo “per me una carbonara”!

PUNTARELLE

E mentre la carbonara regala felicità, le puntarelle non sono da meno, anche loro non deludono mai. Un contorno fresco (dopo la carbonara ci vuole), semplice ma saporitissimo. Le puntarelle sono una varietà di cicoria, cui la tradizione romana vuole che vengano servite con olio, aceto, peperoncino e alici. Tagliate a listarelle sottoli e ripassate in padella lasciano in bocca un gusto leggermente amarognolo e una consistenza croccante. 

CARCIOFI ALLA ROMANA 

Non tutti hanno un cuore, ebbene i carciofi sì. Quando poi questo viene ripieno di aglio, prezzemolo, mentuccia romana e cotto al tegame, nasce il famigerato carciofo alla romana.

CARCIOFI ALLA GIUDIA 

Avete presente la sensazione delle patatine che scrocchiano in bocca? Ecco immaginate quel suono, ma con il sapore dei carciofi. I carciofi alla giudia infatti, vengono immersi in acqua e limone e poi fritti nell’olio bollente. Un contorno un pò meno leggero ma del quale non vi pentirete statene certi.    

TRIPPA ALLA ROMANA

La vera trippa alla romana, c’è solo una donna che può veramente spiegarci come si cucina: la Sora Lella, memorabile personaggio di Roma. Attenzione però, se siete facilmente impressionabili, lasciate stare questa pietanza ed andate avanti a leggere. Per trippa infatti si intende la pancia del bovino. A Roma nell’antichità si mangiava durante il pranzo del sabato. Ancora oggi infatti se capitate da queste parti nel weekend davanti a molte osterie potete ancora trovare la lavagnetta con scritto “Sabato Trippa”. 

ABBACCHIO SCOTTADITO 

Fin dai tempi dei 7 re di Roma, la specialità dei mercati romani era l’abbacchio. Una tradizione lontana dalla cui hanno preso vita centinaia di ricette, tra cui l’abbacchio scottadito. Come è fatto? Si tratta di costolette d’agnello con olio e rosmarino cotte alla griglia. C’è però il rischio di bruciarsi ogni volta che si gira la carne, da qui il nome scottadito. 

COSA MANGIARE ALLA GARBATELLA: LA PIZZA

Siamo onesti, il più grande contributo italiano all’umanità è la pizza. Quell’insieme di acqua farina lievito e amore, talmente buono, che gli americani credono di averlo inventato loro. E noi, glielo lasciamo credere. C’è a chi piace bassa e croccante, a chi con i bordi alti, chi impazzisce per la margherita o chi abbonda con mille colori e condimenti, guai poi ad usare coltello e forchetta invece delle mani. Insomma, ognuno ha un suo modo di mangiare la pizza, ma un dubbio che assale chiunque è: a taglio  o tonda?

PIZZA A TAGLIO ALLA GARBATELLA

Se andate di fretta, il buon rimedio per un pranzo al volo o un attacco di fame è proprio la pizza a taglio. La Circonvallazione Ostiense, la lunga Via che taglia la Garbatella collegando il ponte Settimia Spizzichino con la Cristoforo Colombo, è destinata da sempre ad avere tantissimi negozi. Tra questi, state certi di trovare pizzerie a taglio pronte ad accogliervi a qualsiasi ora.

PIZZE TONDE ALLA GARBATELLA

Dopo una lunga passeggiata per i vicoli del quartiere, volete invece passare una serata tranquilli a gustarvi la vostra pizza? Bene, non dovete fare altro che scegliere quale tipo. Mi raccomando però, qualunque scegliate, mangiatela usando le mani che coltello e forchetta a Garbatella sono vietati. 

BASSA

Fina e scrocchiarella. Senza permetterci di fare paragoni con quella napoletana, la pizza romana tonda e bassa continua ad avere un numero di seguaci non indifferente. Se passate per Via Roberto de Nobili, la lunga salita conosciuta grazie al famoso bar dei Cesaroni, troverete una sfilza di pizzerie storiche del quartiere. Gestite tutte da anni da proprietari nati e cresciuti alla Garbatella. Non vi sorprendete se anche nella pizzeria egiziana, nonostante i lineamenti un pò del sud, vi parleranno un romano che più romano non si può. 

PINSA 

Lei è la pizza che rinuncia alla rotondità. Più piccola della pizza classica e di fama ovale, la pensa fino a poco tempo fa era conosciuta solo nella capitale. Dopo un boom improvviso oggi siamo arrivati a più di 5mila pinserie nel mondo. Il successo probabilmente è stato dovuto alla qualità e digeribilità del prodotto, grazie al mix di farine con cui viene realizzata: frumento, soia o riso. Dove potete trovarla? Spostatevi nei pressi della Cristoforo Colombo, ai confini della Garbatella, più precisamente in Via Leon Pancaldo e lasciatevi trasportare dalla vera pinsa romana. 

BISTROT DELLA GARBATELLA

A quanto pare, anche la cucina romana si sta raffinando. È vero ci piacciono le osterie, l’abbacchio e le galline, ma non vorremmo mica restare indietro con i tempi? Per questo, anche a Garbatella, spuntano Bistrot qua e là come fossero funghi in autunno sotto alle querce. Insomma li trovereste anche camminando ad occhi chiusi. Ad esempio, attraversando Viale Massaia, passando per Piazza E. Biffi fino ad arrivare al Giardino Malaspina, incontrerete tanti locali semplici e dalle piccole dimensioni, così accoglienti che vi sembrerà di essere ospitati in un salotto di una casa. A differenza delle tipiche osterie romane, non ci sarà il vostro vicino di tavolo che a metà della cena già conoscerete meglio di vostra madre per quanto ha urlato fino a quel momento.