Un murales per la Polisportiva “G. Castello”

di Francesca Vitalini Inaugurato alla presenza di Amedeo Ciaccheri, presidente del Municipio Roma VIII, il murales realizzato da Yest con le quartine in rima baciata d’Er Pinto per omaggiare l’esperienza di impegno e di resistenza poco più che cinquantennale della Polisportiva G. Castello in questo territorio.Un progetto autofinanziato per parlare di sport, educazione sociale e … Leggi tutto

Apre Social Market, lo spaccio per chi ha bisogno

La pandemia ha scosso gli animi di tutti. È proprio nei momenti di difficoltà però, che si scoprono i gesti di grande altruismo. Dopo il Municipio Solidale, la piattaforma online nata in piena emergenza sanitaria per portare i pacchi spesa a domicilio, scambiarsi informazioni, messaggi di condivisione, usufruire di lezioni per i ragazzi, nelle ultime settimane ha preso vita in alternativa il Social Market della Garbatella, in Via Francesco Passino 12, nei locali adiacenti il centro sociale La Strada.

Ecco i cittadini dell’VIII municipio eletti in Campidoglio

“Solo se i mali di Roma saranno affrontati, solo se la parte più oppressa e più debole della società, dai poveri e dagli emarginati agli anziani, dalle borgate ai ghetti della periferia, avranno un peso nuovo su tutta la città, essa potrà essere risanata e rinnovata”; è rileggendo queste parole, pronunciate nel 1979 da Luigi Petroselli, che il neosindaco Roberto Gualtieri è salito al Campidoglio. Riascoltandole oggi non possiamo che ritenerle drammaticamente attuali. La città di Roma negli ultimi quaranta anni ha divorato troppo suolo ed è cresciuta numericamente sia in termini di abitanti che nel numero di autovetture in circolazione, con tutte le conseguenze del caso. E  poi ci sono le tante incertezze che l’attuale emergenza sanitaria ha causato.

Indovina la foto

Continua il concorso “Indovina la foto”, dove i lettori di Cara Garbatella sono invitati a scoprire i luoghi dimenticati del loro quartiere.Anche nell’ultima edizione del giornale di ottobre  tante sono state le risposte giunte via mail alla Redazione.Ma a vincere è stato solo uno, Enrico Gobbi che ha indicato Via Guglielmotti, la strada che collega piazza Pantero Pantera con via delle Sette Chiese.Sulla destra erano ancora presenti le villette Icp del lotto 1, che furono abbattute negli anni Cinquanta.

E’ in libreria “Se bruciasse la città” di Massimiliano Smeriglio

Sarà nelle librerie dal 9 dicembre l’ultimo romanzo di Smeriglio “Se bruciasse la città”. Sì, proprio come il titolo della canzone di Massimo Ranieri del ’70 e una copertina che è già mezzo libro: il gazometro sullo sfondo e il Ponte di Ferro che va a fuoco. ”No, tranquillo- assicura l’autore- non c’è nessuna relazione con la canzone, se non di striscio e l’incendio del Ponte è una metafora. Quella di una città affaticata, piegata, che ha perso coscienza di sé, una città plumbea, incattivita che può prendere fuoco anche per autocombustione”.

A Natale cori, presepi, mercatini e tombolate

L’attivissimo Don Alessandro Parroco di San Francesco Saverio, dopo i festeggiamenti del Santo Patrono del 3 dicembre alla presenza del Cardinale Rodè,  ha messo in programma per domenica 19 dicembre alle  17 il grande Coro Accademia Musicale di Roma Capitale. La corale nata nel 2009 con lo scopo di diventare uno strumento di aggregazione intorno all’attività musicale giovanile è cresciuta in questi 12 anni con varie aggregazioni fino all’attuale composizione di oltre 25 elementi. Il Concerto di Natale  rappresenta un ritorno alle esibizioni pubbliche dopo un’assenza di circa due anni a causa del Covid-19 e proprio per questo, assicurano, sarà una esibizione densa di emozioni. Il repertorio, proposto insieme al Gruppo musicale da camera dei docenti dell’Accademia ( un quartetto d’archi e un pianoforte) spazierà dalla tradizione sacra, con brani di Caccini, Mozart, Bach, Vivaldi, Pachelbel, ai brani popolari di quella natalizia. Don Alessandro ha pensato anche ad una distribuzione gratuita straordinaria di pacchi alle famiglie più bisognose e l’ha organizzata con il patrocinio dei Cavalieri di Malta, evento che si terrà il 16 dicembre alle ore 9. Ma la grande novità che tutti nel quartiere stanno aspettando, e che si spera si potrà realizzare – misure antiCovid permettendo – è il Presepe Vivente allestito dai bambini del catechismo.

Conferme e volti nuovi nella Giunta municipale

È stata varata con alcune novità, non senza qualche polemica, la nuova giunta municipale presieduta da Amedeo Ciaccheri. Una squadra volta a continuare – come è stato più volte ribadito – il lavoro già iniziato dalla precedente consigliatura e che è stata premiata dai cittadini dell’VIII Municipio.Tre i volti conosciuti nel segno della continuità: Alessandra Aluigi alle politiche sociali, terza età e invecchiamento attivo, sanità, politiche abitative e Diritti LGBTQ+, Francesca Vetrugno alle politiche scolastiche, educative e giovanili e all’edilizia scolastica; Michele Centorrino all’Ambiente, gestione rifiuti e Tutela e promozione del Tevere e dell’Almone.Altrettante le novità: Maya Vetri, Antonio Calicchia e Luca Gasperini.

Quei giorni di settembre del ’43 a via delle Sette Chiese 212

Pierina è una ragazzina di quattordici anni (figura 1). Ci sarebbe poco da essere allegri nella Roma del ‘43, ma la vita vista con gli occhi di un’adolescente, anche in tempo di guerra, ha sempre i colori forti della gioia e della fantasia. La famiglia di Pierina abita in via delle Sette Chiese 212, in un caseggiato basso a forma di elle con una piccola corte interna, davanti al cancello d’entrata della Tenuta dei Santambrogio, ex Nicolai. Condividono il vicinato con altri due nuclei familiari, gli Unfer e i Giammarini.

In casa ci sono papà Virgilio Solaini, classe 1894, già combattente nella Prima Guerra Mondiale, lui lavora in un cantiere stradale che sta realizzando la via Imperiale, quella che sarà la Cristoforo Colombo. Mamma Marianna Paladini è una bella donna alta, che in quel periodo di stenti e rinunce pesa a malapena 45 chili. Con loro ci sono anche i due fratelli, Piero del 1921 e l’ultimo maschietto Aldo del ‘37. L’altra famiglia di vicini è composta da Giovanni Unfer, dalla moglie Franca e dal nipote Dante. Gli Unfer sono originari di Timau, una piccola frazione in provincia di Udine dove, sin dal medioevo, si parla un particolare dialetto carinziano simile al tedesco. Loreto Giammarini, che lavora con Virgilio e fa il guardiano del cantiere stradale, è il terzo inquilino del fabbricato.

I volti della Garbatella al premio Simpatia in Campidoglio

Tanta Garbatella al Premio Simpatia, giunto alla Cinquantesima edizione nella sala della Protomoteca in Campidoglio. La tradizionale manifestazione, che premia personaggi famosi ma anche semplici cittadini, infatti, fu ideato dal celebre studioso della romanità Domenico Pertica, con Aldo Palazzeschi e Vittorio De Sica, nel lontano 1971. A ricevere la medaglia commemorativa anche il “nostro” Ugo Martorelli, il ciabattino di piazza Giovanni Da Triora, già premiato dal sindaco Veltroni nel 2007.  Dopo aver ricevuto il riconoscimento da Miguel Gotor, Assessore alla cultura, accompagnato da Maya Vetri dell’VIII Municipio, Ughetto così è conosciuto dagli abitanti della Garbatella, si è esibito in una “Lectio Magistralis” sulle scarpe di gomma, che poco fanno lavorare i ciabattini e le scarpe di cuoio molto più eleganti e salutari, strappando sorrisi ed applausi ad una platea divertita. Tra i premiati anche Renato Di Benedetto che svolge un prezioso lavoro di volontariato nel quartiere popolare. Tutti i martedì e i venerdì regala momenti di spensieratezza e felicità agli ospiti della casa di riposo “Istituto Delle Suore Discepoli di Gesù Eucaristico” in via delle Sette Chiese, suonando e cantando i vecchi successi discografici, con la sua tastiera.

La gabbietta del tappo di spumante

Durante le feste natalizie, tra un brindisi e l’altro, tutti noi trascuriamo un piccolo oggetto che viene gettato distrattamente con indifferenza nell’immondizia differenziata. Eppure con questo attrezzo, e con un pizzico di immaginazione, possiamo vivere una straordinaria esperienza sensoriale, un’incredibile illusione ottica. L’oggetto di nostro interesse è la gabbietta del tappo di una bottiglia di spumante (figura 1). Seguite ora le istruzioni dettagliate:

A dicembre a teatro e al cinema nell’VIII Municipio

Di Francesca Vitalini Forti del ritorno alla piena capienza, i luoghi di cultura e spettacolo del Municipio VIII presentano a dicembre un cartellone con diverse proposte, per riscoprire la tradizione natalizia e non, tra musica, prosa, teatro-ragazzi e tanto divertimento, che coinvolgerà gli spettatori di ogni età. Ricordando che per entrare sarà necessario il Green … Leggi tutto

Ponte dell’Industria: la riapertura entro Natale

Il Ponte dell’Industria dovrebbe riaprire tra circa 10 giorni. La novità battuta dalle agenzie è arrivata nel primo pomeriggio di venerdì 3 dicembre quando l’esito delle indagini ha evidenziato che la struttura non ha subìto danni rilevanti tali da renderlo inagibile e quindi non percorribile dalle auto.

Chiude per sempre l’antica Saccheria Sonnino

Un altro esercizio storico della zona chiude i battenti. Parliamo della famosa Saccheria Sonnino, punto commerciale di riferimento per tanti anni del quadrante Ostiense e di Roma. Alzi la mano chi non ha acquistato un qualcosa almeno una volta nel famoso magazzino di via del Porto Fluviale: un sacco a pelo, una tenda, un fornelletto o una lampada da campeggio, ma anche casalinghi, tavolini, sedie, piatti e giocattoli. Il bazar, conveniente e colmo di oggetti utili, con alle spalle una storia lunga almeno un paio di secoli, dal primo settembre ha abbassato le saracinesche. Ce lo racconta Mario Sonnino, l’ultimo gestore insieme alla sorella Alberta, dopo aver ereditato l’attività dal fratello Carlo, scomparso tre anni fa. La prima licenza commerciale viene rilasciata dall’allora Stato della Chiesa nientemeno che nel 1856, quando i Sonnino avevano la saccheria in via Bocca Della Verità, nel rione Ripa. Rione che conosciamo molto bene, poiché dà i natali a Clementina Eusebi, la donna chiamata Garbatella, che ci nasce in via San Giovanni Decollato nel 1796. L’attività dei Sonnino, il cui inizio si colloca nel secolo XVIII, è molto fiorente, visto il carattere prettamente agricolo dell’Italia di quei tempi, i suoi sacchi e teli sono rinomati e richiesti per molti anni. Nel 1930 però, cambiato il clima politico, con la furia cieca di abbattere “il pittoresco sudicio tramite sua Maestà il Piccone” con l’obiettivo di costruire strade più ampie, anche i Sonnino sono costretti a scegliere una nuova sede. Ecco allora che il nonno Alberto compra il terreno nella odierna zona di via del Porto Fluviale, su cui poi costruirà il palazzo e il magazzino che vediamo in una foto d’epoca.

Quel lotto ai confini della Garbatella

Giocare è il modo più immediato per avvicinare le generazioni. Nell’ultimo numero di Cara Garbatella abbiamo lanciato il concorso “Indovina la foto”: si chiedeva di scoprire il nome della via nella quale era ritratto un bambino che accarezzava un cane. Il concorso ha sollevato grande curiosità e partecipazione tra i nostri lettori, c’è stata una divertente premiazione dei vincitori alla Villetta, e soprattutto abbiamo apprezzato la capacità di giocare, di partecipare e di riportare a galla quei ricordi profondi legati al nostro quartiere. Abbiamo poi ricevuto una segnalazione di Annalisa, la nipote del bambino della foto, che ci ha consentito di contattarlo. Siamo così andati ad intervistare Massimo Cardarelli, che all’epoca in cui la foto fu scattata aveva quattro anni, e ancora oggi residente al “quarto” del lotto 11.

Dopo la sentenza del Consiglio di Stato

Torna alla Lazio la piscina di via Giustiniano Imperatore Di Ilaria Proietti Mercuri Nel mondo dello sport è sempre stata prassi che le piscine cambino gestione. Così nel 2019, dopo ben 34 anni di Lazio Nuoto, la storica dimora biancoceleste alla Garbatella venne messa a bando e a vincere la nuova gestione fu su la … Leggi tutto

“Com’era il gioco del calcio al lotto 9”

Al lotto 9 si gioca al calcio, quello vero! Pari o dispari e i due capitani scelgono i componenti delle due squadre, prima i fenomeni e poi i più scarsi, i più agguerriti, pronti a dare l’anima per smentire la dura realtà. Se il numero dei giocatori è dispari si materializza, alla fine dalla conta, il fatidico e crudele “scarto o palla e porta”, dove lo scarto è, senza ombra di dubbio, il peggio che più peggio non si può ed al quale si opta, quasi sempre, per il calcio d’inizio e porta controsole. Il campo è di terra battuta ed il polverone non ha nulla da invidiare ai campi di battaglia delle legioni romane alla conquista dei territori del nord, coprendo mischie, contrasti e improbabili finezze. In pratica da fuori non si vede niente.

Al via il “Caffè Memoria

Dopo il centro di Don Liegro all’Ostiense, a due passi dalla centrale Montemartini, anche nel cuore della Garbatella apre un altro Caffè Memoria, un’iniziativa per alleviare l’isolamento e la frustrazione dei malati di Alzheimer. Nella Città Giardino a spalancare le porte all’Associazione Alzheimer Uniti Roma della professoressa Luisa Bartorelli , sarà il Ristoro degli Angeli di via Luigi Orlando 2, uno spazio che già in passato si è distinto per esperienze di inclusività e solidarietà sociale. Gli incontri, della durata di due ore, saranno guidati dalla psicologa Laura Cherubini. Il primo è stato effettuato il 23 settembre alle ore 16, il secondo è in calendario per il 4 novembre. “La fase di accoglienza delle persone prevede un momento più conviviale in un’atmosfera di festosità, consumando insieme bibite e dolci-spiega la Bartorelli- quindi si conversa in un clima disteso e tollerante, senza giudizi, dove tutti vengono incoraggiati ad aprirsi, favorendo così anche il senso di appartenenza al gruppo.In seguito si ascolta musica assecondando le preferenze dei partecipanti e poi si propongono vari giochi di memoria, come il memory card o anche Giovani nel Tempo, veri e propri esercizi mnemonici in veste di figure stimolanti e appropriate. La stimolazione cognitiva dunque, avviene soprattutto in modo informale.”

CAPUT MUNDI – VISIONARIA

6-11 SETTEMBRE 2021LA VILLETTAVia degli Armatori, 3 PROGRAMMMA Lunedì 6 18:00 – Sulla buona strada.Con i candidati e le candidate del nostro territorio e la capolista Paola Angelucci. I volti le storie e le idee.Brindisi a tutte e tutti noi per il Municipio VIII parteciperà Amedeo Ciaccheri. A seguire dj set con Soul kitchen19:30 – … Leggi tutto

UN GIARDINO PER LE SCUOLE MAPPAMONDO

L’ultima campanella dell’anno scolastico è appena suonata; tripudio di gioia tra i piccoli studenti che finalmente possono liberarsi per tre mesi dalle incombenze giornaliere della scuola. Tra mascherine, distanziamento e quarantene possiamo dire, senza dubbio, che è stato tra gli anni scolastici più difficili per l’apprendimento e l’insegnamento.

TOR MARANCIA INCONTRA MEDELLÌN

Che cosa accomuna due realtà geograficamente così lontane e all’apparenza così dissimili tra loro?
Un punto di contatto potrebbe essere rappresentato dagli stereotipi per cui sono conosciuti questi luoghi: Tor Marancia è una vecchia borgata della città di Roma con un passato difficile e San Javier un quartiere della Comuna 13 di Medellín, in Colombia, conosciuto solo per il legame con il narcotraffico e col cartello di Pablo Escobar.

Amarcord dal lotto 8

Nell’era del digitale videogiochi, tablet e smartphone hanno soppiantato da anni i passatempi all’aria aperta, le partitelle a pallone, a palla prigioniera o la classica campana. Facciamo un salto indietro, nel passato. E proviamo ad immaginare il lotto 8, quello progettato dall’architetto Plinio Marconi, al tempo della guerra, nei primi anni Quaranta. Tra via Fincati e via Ansaldo non c’erano cancellate ( il ferro serviva alla patria per farne cannoni) nè giardini fioriti. In ogni piccolo appezzamento gli inquilini ricavavano orti di guerra per autoprodurre insalate, zucchine e pomodori. Ma anche in quei minuscoli quadrati di terra i bambini di allora trovavano il modo di divertirsi scavando in mezzo alle verdure piccoli circuiti dove far scorrere a schicchere le palline di coccio. Obiettivo arrivare primi al traguardo individuato nella zucca più grande o vicino alla pianta di cetrioli. E giocavano accucciati fino a che non arrivava qualche adulto urlando: “Disgraziati… se ve pijo” e allora era un fuggi fuggi generale tra grida, risate e confusione. Si perché i bambini del lotto 8 negli anni Quaranta erano parecchi, una trentina circa tra le 100 famiglie che abitavano nelle sette scale. C’erano Bruno, Gastone e Robertino – ricorda un vecchio abitante del lotto-un trio inseparabile. Scorrazzavano tutto il giorno dentro e fuori lo stabile alla ricerca di cibo da mangiare, cose semplici tipo i cardi, di cui divoravano l’interno come se fosse una leccornia, tanta era la fame. Con la tessera avevano diritto a una “ciriola” al giorno, mentre quella che ricevevano a scuola, insieme alla minestra, dovevano portarla a casa per dividerla con il resto della famiglia. Ma giocando riuscivano anche a dimenticarsi della fame almeno per un po’, e allora via a fare gare di “nizza” , dei piccoli pezzi di legno lanciati con dei bastoni ricavati dai rami più bassi. “A chi lancia più lontano !” E che goduria prendere di mira quello che chiamavano “er federale” sempre rigidamente in divisa, che abitava al secondo piano della scala D. E quando qualcuno riusciva a colpirlo, al furente “Chi è stato?” rispondeva un coro di trenta pernacchie dai vari nascondigli in mezzo al lotto.