di Giorgio Guidoni
Dopo più di cinquant’anni di attività chiude il negozio di Riad a via Ignazio Persico

C’è un piccolo negozio, unico nel suo genere, che per tanti anni ha regalato atmosfere magiche agli abitanti della Garbatella. Rimarrà aperto ancora qualche settimana poi, dopo 54 anni di attività, chiuderà i battenti. È l’inimitabile “Il Piccolo Bazar” di via Ignazio Persico, ideato e gestito per questo lungo periodo dal signor Riad insieme alla moglie Costanza. Alla veneranda età di 88 anni, incitato anche dai suoi tre figli, Riad ha deciso di chiudere l’attività e dedicarsi al meritato riposo. Originario della Siria, appassionato di cinema e televisione, arrivò in Italia nei primi anni sessanta. Frequentò l’Istituto Sperimentale di Cinematografia a Cinecittà e partecipò a un corso presso la Rai sulle tecniche di ripresa televisiva. Nel suo curriculum risulta anche una collaborazione con il famoso regista e sceneggiatore Anton Giulio Majano. A Roma intanto incontrò Costanza, di origini abruzzesi, che diventerà la donna con cui condividerà tutta la sua vita. Non riuscendo a trovare una occupazione stabile decise, insieme a lei, di puntare su una propria attività commerciale. Sul finire degli anni Sessanta si trasferirono nel nostro quartiere e aprirono un negozio crocevia tra giocattoli, articoli da regalo e oggettistica, il tutto condito da un’atmosfera orientale evocata in primis dall’originale insegna.

Agli inizi Riad e Costanza meditavano sulla bontà della loro scelta, poiché le vendite non decollavano come sperato. Successivamente decisero di ampliare l’offerta commerciale con articoli dal sapore misterioso ed esotico e al contempo di allestire la vetrina del negozio con scelte originali e fantasiose, divenute in seguito motivo di interesse e curiosità per la collettività. Fu così che gli affari presero la giusta piega e Il Piccolo Bazar divenne un punto di riferimento per il quartiere. Non mancarono piccole disavventure, come quella volta che avevano allestito la vetrina con uno scaffale colmo di articoli e preziose bambole di ceramica di Capodimonte. In quegli anni a Garbatella transitava la linea 11 del tram. Tanti abitanti ricorderanno muri e pareti vibrare al passaggio del pesante veicolo, evento che dava l’impressione di assistere a un piccolo terremoto. Il tram transitava anche a via Persico, proprio di fronte alle vetrine del negozio. Un bel giorno, all’ennesimo passaggio, lo scaffale tremò così a lungo che gran parte della preziosa merce esposta cadde in terra e si frantumò. Grande fu il dispiacere e la delusione per Riad e Costanza che, però, si rimboccarono le maniche e continuarono nella loro avventura. L’allestimento delle vetrine divenne un punto di forza del negozio, complice anche la dismissione della linea del tram 11 a favore del più silenzioso e meno possente autobus. Gli anni Settanta videro arricchire la loro vita con l’arrivo di tre figli. Muna nacque proprio nel 1970, si laureerà in Belle Arti con 110 e lode e bacio accademico: oggi lavora come scenografa alla Rai.

Sausan la secondogenita arrivò nel 1973, conseguirà una laurea in Giurisprudenza; attualmente opera come avvocato negli studi di Cinecittà. Omar, l’ultimo dei tre che venne al mondo nel 1975, intraprese quella carriera che era stata il sogno di papà Riad: oggi è uno stimato cameraman freelance, che vanta tra le sue collaborazioni l’aver lavorato nello staff di Roberto Giacobbo (tra l’altro sono nati lo stesso giorno, ndr). Come da tradizione anche quest’anno, con l’avvicinarsi del Natale, Il Piccolo Bazar ha allestito la sua vetrina con un presepe. Per grandi e piccini ci sarà un’altra ultima occasione per fermarsi di fronte al negozio, ammirare Re Magi e Bambinello, fantasticare su doni magici provenienti dall’Oriente Misterioso, porgere un saluto a Riad. Anche noi di Cara Garbatella lo ringraziamo per aver portato nel quartiere la sua atmosfera accogliente colma di colori, profumi, rispetto e delicatezza.






