Giampiero Imperi: quella sera toccò a me marcare il grande Pelè

L’ex giocatore della Roma gestisce la piscina di Via Pigafetta

Giampiero Imperi: quella sera toccò a me marcare il grande Pelè

di Francesca Vitalini

Giampiero Imperi comincia a gestire negli anni ’70 i centri sportivi di famiglia, occupandosi di quella piscina – la piscina Imperi, appunto – il cui nome evoca una sensazione familiare e rassicurante agli abitanti della Garbatella. L’attività sportiva ad alti livelli ha accompagnato però il nostro protagonista fin dall’adolescenza, quando a quattordici anni viene selezionato da un commissario della A.S. Roma in visita all’Oratorio della parrocchia di San Luca Evangelista nel quartiere Prenestino: “Anche se avevo solo quattordici anni, possedevo una forte presenza che calcisticamente vale tanto. …..

L’ex giocatore della Roma gestisce la piscina di Via Pigafetta

Giampiero Imperi: quella sera toccò a me marcare il grande Pelè

di Francesca Vitalini

Giampiero Imperi in un momento della sua carriera di calciatore

Giampiero Imperi comincia a gestire negli anni ’70 i centri sportivi di famiglia, occupandosi di quella piscina – la piscina Imperi, appunto – il cui nome evoca una sensazione familiare e rassicurante agli abitanti della Garbatella. L’attività sportiva ad alti livelli ha accompagnato però il nostro protagonista fin dall’adolescenza, quando a quattordici anni viene selezionato da un commissario della A.S. Roma in visita all’Oratorio della parrocchia di San Luca Evangelista nel quartiere Prenestino: “Anche se avevo solo quattordici anni, possedevo una forte presenza che calcisticamente vale tanto.
Fui così selezionato dall’allenatore che mi disse di andare a fare una prova al campo della Roma di Via Sannio. Feci questa prova ed entrai nelle giovanili della Roma”.

Fino ai venti anni Giampiero Imperi gioca con le formazioni giovanili della squadra capitolina senza che la sua vita venga sconvolta dai ritmi del mercato calcistico. La stagione 1966/67 inaugura grandi novità, perché Giampiero Imperi passa al Catania, in serie B, e il grande entusiasmo iniziale si amplifica: ” />E’ anche l’anno dei più importanti ricordi calcistici, perché in un’amichevole con il Santos, Giampiero Imperi incontra Pelè: “E’ stato un episodio un po’ particolare della fine di giugno.
Nel pomeriggio, mentre stavamo andando a cena, l’allenatore, che a quel tempo era Oronzo Pugliese, mi disse che durante la partita della sera mi avrebbe fatto marcare Pelè, il più grande giocatore di tutti i tempi. E’ stato abbastanza emozionante. Ho giocato quella partita con molta suggestione perché ero giovane e stavo marcando il più grosso giocatore del mondo.
Avevo grande stima e rispetto per lui … Mi ricordo che verso la fine della partita mi disse: Ma mi stai sempre chiedendo scusa, guarda che giochiamo lo stesso pallone!”.
Di questo percorso calcistico, però, Giampiero Imperi preferisce ricordare con maggiore intensità il piacere del gioco che non è mai stato turbato da dissapori con i compagni di squadra. La fine della carriera è repentina e condizionata dalle esigenze di gestione dei due centri sportivi familiari.
Da quel momento il nostro protagonista si dedica esclusivamente e con interesse a questa attività che gli permette di mantenere un forte contatto con lo sport e con la preparazione atletica dei più piccoli.
Il ricordo del periodo vissuto nel mondo del calcio è sempre vivo e, oltre che dalle parole di Giampiero Imperi, che la redazione ringrazia per la gentile intervista, emerge da articoli giornalistici e da fotografie affissi con cura sulle pareti della sala d’aspetto della piscina in via Pigafetta.

 

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 3 – Marzo 2006

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