La Lazio Nuoto vince la partita al Tar

ACCOLTO IL RICORSO CONTRO L’ESITO DEL BANDO COMUNALE PER LA PISCINA DI VIA GIUSTINIANO IMPERATORE

di Ilaria Proietti Mercuri

“In questo bando non esiste meritocrazia, e noi ci batteremo fino alla fine”. Così aveva risposto Massimo Moroli, presidente della S.S Lazio Nuoto, quando mesi fa andammo a chiedergli cosa ne pensasse del bando di assegnazione deciso da Roma Capitale, che aveva visto strappargli via la piscina di Viale Giustiniano Imperatore alla Garbatella. E già da quella sua risposta, ci aspettavamo che avrebbe fatto di tutto pur di non lasciarsi sfuggire l’impianto, che da ben oltre trent’anni porta la bandiera biancoazzurra. Come è andata a finire? Aveva ragione lui, e il Tar lo ha confermato.


Ma facciamo un piccolo passo indietro. Nel 2019, la vasca della Lazio Nuoto venne messa a gara dal Comune di Roma poichè era scaduta la concessione. Il Presidente Moroli così non perse tempo e si ritrovò a partecipare al nuovo bando contendendosi con altre società la piscina. Tra queste, la Juventus Nuoto, che si sarebbe poi aggiudicata l’impianto.

Una vittoria meritata? “Per come era impostata la gara, non avrebbe mai vinto il migliore.” Ha sempre sostenuto Moroli. Il perché, a suo avviso, era chiaro agli occhi di tutti. “Basta vedere i risultati, dove una società come la Lazio ha 120 anni di storia gloriosa, 220 titoli italiani assoluti di nuoto, la migliore società di pallanuoto su Roma, vanta campioni olimpici e paraolimpici.

La nostra scuola nuoto è un modello per tutti.” Infatti, sul piano tecnico la Lazio Nuoto aveva avuto un punteggio maggiore rispetto alla Juventus Nuoto. Ma alla fine dei conti, la vittoria è stata determinata dall’offerta economica. Così, convinto di aver perso il bando solamente perché la Juventus avesse offerto più soldi al Comune, Moroli decise di voler ribaltare la situazione a colpi di battaglie legali.


Poi finalmente, qualche giorno fa, è stato pubblicato il dispositivo della sentenza che ha dato ragione alla Lazio. Ora si attende la pubblicazione delle motivazioni, ma finora è comunque un gran traguardo. Un traguardo che però ha più il sapore di un nuovo inizio. Già perché ripartire dopo due anni di lotte e una pandemia in atto non è così semplice. “Ne usciamo con le ossa rotte, i costi, il ricorso al TAR, ma piano piano ci rimetteremo in sesto” rassicura il Presidente della Lazio Nuoto.


E quindi ora, cosa dobbiamo aspettarci? Be’ lo scenario più probabile è uno. Secondo l’avvocato Daniele Sterrantino, legale che ha condotto la battaglia vinta al Tribunale amministrativo regionale, si procederà all’esclusione dell’attuale aggiudicataria e la Lazio vedrà assegnarsi la concessione. Ma non si escludono altre ipotesi. Comunque vada, noi facciamo un grande in bocca al lupo alla Lazio Nuoto, che da decenni ci insegna i valori del sociale, dello sport, e con quest’ultima battaglia, anche della competizione.

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