c’è una domus romana tra la stazione ostiense e eataly. rendiamola visitabile ai cittadini

Cinque anni fa rivolsi un appello all’ VIII Municipio, a Eataly, alla Rete Ferroviaria Italiana ed alla Soprintendenza Archeologica
di Roma per rendere di nuovo fruibile l’accesso ai resti di un muraglione di una residenza romana con ben sette absidi, ritrovata durante gli scavi degli anni Novanta per la costruzione del sottopasso, che faceva accedere dalla Stazione Ostiense all’allora Terminal Ostiense.

Si tratta probabilmente solo di una piccola parte di una residenza denominata Horti Serviliani, come ha ipotizzato la dottoressa Barbara Roggio, che è stata la prima a cercare di ricomporre il puzzle di tutte le testimonianze esistenti. Secondo lei Ostiense e
Garbatella non erano solo territori fuori della città desolati e utilizzati solo per le sepolture.

Questi resti archeologici per motivi di igiene e sicurezza non sono più accessibili dalla parte dei sottopassaggi della stazione ferroviaria Ostiense che collegavano il binario 8 con il binario 15 ed il Terminal Ostiense, in quanto gli accessi sono stati completamente tombati.

La chiusura di quei sottopassi fu dettata dalla necessità di impedire, che continuassero ad essere solo degli immensi dormitori con evidenti criticità sanitarie. Occorre però ricordare che il contratto di compravendita del 2006 tra la Rete Ferroviaria Italiana e la Geal srl, attuale proprietaria del Terminal, prevedeva la riattivazione del sottopasso ed anche altre servitù di stazione.

Ora nessuno, neanche noi abbiamo interesse alla riapertura di tutto quel sottopassaggio, anche perché le criticità in termini di sicurezza e sanitarie, potrebbero ripresentarsi. Crediamo però che con buona volontà sarebbe ancora possibile l’accesso dal piano inferiore del fabbricato del Terminal, che ora ospita Eataly, all’ambiente sotterraneo dove sono conservati i reperti archeologici e le absidi per consentirne la visione e la visita.

Questo anzi sarebbe un ulteriore motivo di richiamo verso Eataly per romani e turisti italiani e non. Basta ricordare il grande effetto di immagine e l’appeal che ha avuto la presenza di reperti archeologici all’apertura della sede della Rinascente in via del Tritone. In noi, che come associazione abbiamo avuto la possibilità e l’onore nel 2001 di renderla per un solo giorno visitabile, è rimasto impresso il ricordo dell’iscrizione del Prefetto Settimio Mnasea, che amava come noi il posto dove viveva al punto che aveva contribuito, a proprie spese, al restauro ed abbellimento di un edificio nelle vicinanze.

Sensibilizziamo quindi chi di dovere a rendere di nuovo fruibili a tutti queste importanti testimonianze di come era il nostro territorio tanti secoli fa. Speriamo che questo nuovo appello trovi riscontro.
Fulvio De Pascale
per Associazione Insieme per Ostiense

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