Apre “Eataly”, megastore il Luna park del cibo

Apre “Eataly”, megastore il Luna park del cibo

Occupa i locali abbandonati da 22 anni dell’Air Terminal Ostiense.
17mila metri quadrati di esposizione e vendita di alimenti di ogni genere.
Orario continuato tutti i giorni dalle 10 alle 24

E’ il Luna park del cibo, il più grande mercato alimentare d’Italia, si chiama Eataly e occupa quell’inutile Terminal costruito 22 anni fa per accogliere i viaggiatori che venivano in aereo a Roma per i Campionati mondiali di calcio del 1990: in quella stazione terminale non ne sbarcono poche decine. Ci sono proprio tutte le varietà di cibi e di bevande, regionali, nazionali e estere. Forse contribuirà ad uccidere definitivamente le botteghe sotto casa, ormai in agonia per il proliferare dei supermercati. Ma, tant’è, pare inutile rifugiarsi nell’amarcord. …..

Apre “Eataly”, megastore il Luna park del cibo

Occupa i locali abbandonati da 22 anni dell’Air Terminal Ostiense.
17mila metri quadrati di esposizione e vendita di alimenti di ogni genere.
Orario continuato tutti i giorni dalle 10 alle 24

E’ il Luna park del cibo, il più grande mercato alimentare d’Italia, si chiama Eataly e occupa quell’inutile Terminal costruito 22 anni fa per accogliere i viaggiatori che venivano in aereo a Roma per i Campionati mondiali di calcio del 1990: in quella stazione terminale non ne sbarcono poche decine. Ci sono proprio tutte le varietà di cibi e di bevande, regionali, nazionali e estere. Forse contribuirà ad uccidere definitivamente le botteghe sotto casa, ormai in agonia per il proliferare dei supermercati. Ma, tant’è, pare inutile rifugiarsi nell’amarcord.
Eataly è un invenzione di uno spericolato imprenditore di Alba di 58 anni, Oscar Farinetti, orgoglioso figlio di un partigiano. Finora si era occupato di lavatrici e frigoriferi. Lui dice che cambia attività ogni nove anni. Ora è passato al cibo con un investimento di 80 milioni di Euro e ha comprato quell’immobile che è spartito in 17 mila metri quadrati dove si vende di tutto: pane, pasta, salumi, formaggi, ortaggi, frutta, carne, pesce, vini, birre, bevande, liquori, cioccolata, dolci, gelati. Comprende ristoranti, pizzerie, friggitorie in uno spazio che finora non si sapeva come utilizzare: si era parlato che potesse accogliere l’anagrafe comunale oppure delle sale per concerti.
Farinetti si definisce “un mercante di utopie” tra le quali davvero non trascura gli affari. E’ instancabile.
Nella nuova attività ha inserito moglie e due figli e ha assunto finora circa 600 persone (i curricula erano stati migliaia, “la meglio gioventù”). Sulle magliette che portano c’è lo slogan che caratterizza Eataly: “Facciamo cose buone”. Al buon gusto del mangiare e del bere si picca di affiancare anche la cultura: al quarto piano espone anche opere di Modigliani. “La bellezza ci salverà” – dice – ed è chiaro che nella bellezza per lui c’è innanzitutto il cibo.
L’acquisizione di quegli spazi non è stata semplice. Bisognava condonare le opere di trasformazione. Tra gli interlocutori, il Comune, la Sopraintendenza, la proprietà. Il cambio di destinazione d’uso ha riguardato anche i 3.200 metri quadri passati da servizi di stazione a servizi commerciali. C’erano i problemi legati alla tendopoli di rifugiati afgani allocati nei pressi. C’era la protezione estetica degli impianti tecnologici della stazione Ostiense. E poi la sistemazione dei parcheggi, destinati anche ad ospitare le auto dei passeggeri dei treni di NTV, quelli di Montezemolo.
Ma ormai, il dado è tratto. Aperti i battenti, orario continuato dalle 10 alle 24 tutti i giorni. Speriamo che non ci porti una nuova movida.

 

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 9 – Luglio 2012

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