Piazza Brin elevata a “patrimonio culturale”

Epigrafe della fondazione della Garbatella | 18 febbraio 1920

La piazza e gli edifici prospicienti passano sotto la tutela dei Beni Culturali e Paesaggistici: una garanzia per la loro conservazione

Una antica foto aerea dove è possibile riconoscere via Giulio Rocco da Cesinale e Piazza Brin

di Eraldo Saccinto

Il 2 aprile la Direzione regionale dei Beni culturali e paesaggistici ha ritenuto di dover sottoporre a tutela gli edifici e le strutture annesse di Piazza Benedetto Brin, dichiarandoli di interesse particolare e garantendone così la conservazione secondo le norme vigenti. L’edificio sottoposto a tutela è quello sito al civico numero 6, cioè il lotto 5. L’edificio, eretto nel 1923, fa parte del primo nucleo della “Borgata Giardino denominata Garbatella”, la cui realizzazione, iniziata nel 1920, prevedeva la costruzione di cinque lotti di case destinate ad artigiani ed operai, occupando la collina a ridosso della Ferrovia Roma-Ostia. In particolare l’edificio di Piazza Brin, facente parte del lotto 5, è il fulcro centrale del complesso delimitato da Via delle Sette Chiese, Via della Garbatella e Via Alessandro Cialdi.

Dal suo portale centrale passa l’asse che, partendo da Via Giulio Rocco e dal cavalcavia della ferrovia, prosegue con la scenografica scalinata di accesso alla piazza (il cosiddetto Pincetto) e, attraverso il portale, proseguendo in discesa su Via Luigi Orlando, confluisce in Piazza Bartolomeo Romano. L’edificio in questione è, dal punto di vista planimetrico, simile ad una grossa C, con il lato lungo prospiciente la piazza e i due lati corti che vanno a creare sul retro lo spazio verde che orna la corte aperta del fabbricato, disimpegnando i due corpi scala posti ai due angoli. Architettonicamente l’edificio richiama i motivi della tendenza denominata “barocchetto”, che influenzò l’opera dell’architetto Sabbatini nei suoi primi anni di lavoro presso l’ICP.

Da rilevare, rispetto al corpo dell’edificio, la loggetta d’angolo del corpo destro, con otto colonnine che sostengono il tetto ed il perimetro ondulato del sottobalcone sostenuto da sette mensoloni lavorati. La facciata sulla piazza è quella più ricca di elementi architettonici, costituiti da comignoli, gocciolatoi che escono dalla bocca di una leonessa che sormontano i tubi discendenti, archi ribassati profilati in mattoncino con l’uso decorativo del tufo del basamento che crea motivi particolari  attorno alle caditoie.

Sulla stessa facciata, addossata al basamento e accanto alla trattoria romana “Il Moschino”, è possibile osservare una statua funeraria romana acefala rinvenuta nei pressi (la zona, in antico, ospitava una necropoli) . Al lato destro del portale è murata l’epigrafe che ricorda la fondazione della Garbatella, “per la mano augusta di sua maestà il re Vittorio Emanuele III”, avvenuta il 18 febbraio 1920. Questo edificio è stato tra i primi ad essere eretto ed è attualmente quello più importante dell’area, dopo l’abbattimento, avvenuto negli anni Sessanta, dei suoi prospicienti gemelli, per una tentata speculazione edilizia peraltro faticosamente scongiurata: furono tuttavia demoliti tre lotti di “casette per sobborghi giardino”, abitazioni semplici ad uno o due piani di tipologia uguale, che furono eliminati con l’intenzione di far posto alla costruzione di villette destinate ad abitazione private per funzionari del Banco di Santo Spirito. Al posto di due dei lotti demoliti furono creati negli anni Novanta, dopo trent’anni di squallido abbandono, gli attuali due giardini di Piazza Brin, uno dedicato a Maurizio e Marcella Ferrara, l’altro a Maurizio Arena. Recentemente la terza area di demolizione è stata trasformata in un utile pubblico parcheggio.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 9 – Luglio 2012

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