Alla Garbatella sono poche le strade intitolate alle donne

Alla Garbatella sono poche le strade intitolate alle donne

In caso di intitolazione di nuove vie, il Municipio auspica che almeno tre vengano dedicate a figure femminili che si siano distinte nelle scienze, nella cultura, nell’arte, nelle istituzioni e nel sociale

Nel nostro territorio su 482 vie e piazze intitolate a santi, martiri, missionari, navigatori, sportivi, pittori, scrittori, ecc. le strade dedicate a figure femminili sono solo 24, cioè “ben” il 4, 97%!
Considerata l’esiguità di tale percentuale rispetto agli uomini, l’Undicesimo tuttavia è il Municipio di Roma con la più alta concentrazione di nomi di donne incisi sulle targhe toponomastiche. …..

Alla Garbatella sono poche le strade intitolate alle donne

Rosa Guarneri Carducci

In caso di intitolazione di nuove vie, il Municipio auspica che almeno tre vengano dedicate a figure femminili che si siano distinte nelle scienze, nella cultura, nell’arte, nelle istituzioni e nel sociale

Nel nostro territorio su 482 vie e piazze intitolate a santi, martiri, missionari, navigatori, sportivi, pittori, scrittori, ecc. le strade dedicate a figure femminili sono solo 24, cioè “ben” il 4, 97%!
Considerata l’esiguità di tale percentuale rispetto agli uomini, l’Undicesimo tuttavia è il Municipio di Roma con la più alta concentrazione di nomi di donne incisi sulle targhe toponomastiche. Tra i quartieri del Municipio, la Garbatella spicca su tutti per le vie intitolate alle donne: troviamo le madri del Risorgimento italiano, quali Maria Drago Mazzini, madre di Giuseppe Mazzini; Adelaide Bono Cairoli, patriota italiana e madre dei fratelli Cairoli; Adelaide Zoagli Mameli, il cui giovane figlio Goffredo, autore dell’inno d’Italia, cadde nel 1849 nella difesa della Repubblica romana.
C’è anche Rosa Guarnieri Carducci, medaglia d’oro al valor civile, romana, madre della Resistenza: era una casalinga, nel 1943 fu trucidata sulla porta di casa da una squadraccia di fascisti e nazisti, perché si opponeva con tutte le sue forze all’arresto del figlio antifascista.
Troviamo, poi, le nobili del Rinascimento e dell’800 italiano: Caterina Sforza, Signora di Imola e Ferrara, politica e guerriera; Alessandra Macinghi Strozzi, nobildonna fiorentina (1407-1471) moglie di Matteo Strozzi, che ha speso la propria esistenza per difendere la propria famiglia dalle ingiustizie ed autrice della prima collezione epistolare in lingua italiana scritta da una donna; Guendalina Borghese, dedita alla cura dei poveri.
Tante sono le sante o le antiche romane legate alla cristianità: Francesca Saveria Cabrini, nel 1800 missionaria in America; Pomponia Grecina, donna romana di alto rango che, condannata da Nerone per “superstitio extrema”, riuscì a salvarsi; Sant’Emerita, martire cristiana; Santa Galla, vissuta nel VI sec. dC: mentre Roma era devastata dalle incursioni barbariche, lei serviva ogni giorno un pasto nella propria casa a dodici bisognosi; Commodilla, ricca matrona romana che regalò il terreno su cui sorge l’omonimo ipogeo paleocristiano; Lucina, matrona romana soccorritrice dei primi martiri cristiani; San’Eurosia del IX sec.dC, il cui vero nome era Dobroslava poiché nativa della Boemia, molto amata alla Garbatella anche per l’antica chiesetta a lei dedicata: fu martirizzata da una banda di malviventi a soli sedici anni, durante il viaggio intrapreso per raggiungere il suo promesso sposo, ma in quel momento si scatenò una tempesta e così ad Eurosia fu attribuito il dono di sedare le tempeste e proteggere i raccolti.
Se usciamo, poi, dalla Garbatella le vie dedicate a donne si riducono veramente ad una manciata. Ecco, alla Garbatella le vie dedicate alle donne sono tutte qua: sembra una cosa da niente, invece, soffermandoci a riflettere un po’, pensiamo a quante volte ognuno di noi ripete il nome della strada in cui abita o di quelle dove svolge le attività quotidiane della vita, e ci accorgiamo così che, nella miriade dei luoghi urbani, quelli con nomi maschili risuonano con prepotenza ovunque, mentre i nomi delle donne sono richiamati molto raramente sedimentando, inconsciamente, l’idea che gli uomini sono stati, vista l’enorme sproporzione, più bravi e importanti delle donne nella storia dei popoli.
Dall’insieme dei nome delle strade dei nostri centri urbani si leggono le scelte politiche, ideologiche, di orientamenti e mode delle società nei vari periodi storici, restituendo un immaginario collettivo di figure illustri in pratica tutto al maschile, come se le donne non avessero contribuito al progresso della società.
Per questo la Commissione delle elette del Municipio XI ha aderito con entusiasmo alla campagna nazionale “8 marzo, tre donne, tre strade” lanciata da Roma, con il gruppo di ricerca su face book “Toponomastica Femminile”, dalla Professoressa Maria Pia Ercolini che da anni si occupa di equità di genere.
In occasione dell’8 marzo 2012 il Consiglio del Municipio XI, in una seduta dedicata a temi relativi alle pari opportunità, ha discusso una mozione che chiede “l’intitolazione delle prossime possibili tre strade del Municipio XI a tre figure femminili che si siano particolarmente distinte nella cultura, nelle istituzioni, nelle scienze, nell’arte e nel sociale, per iniziare una buona prassi che dia un segnale di rinnovamento per la reale parità tra i generi”. 

Paola Angelucci
Presidente della Commissione delle elette del Municipio XI

 

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 9 – Luglio 2012

 

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