Al Pincetto di piazza Benedetto Brin

Degrado al lotto 5: crolla anche un fregio del “barocchetto romano”

di Stefano BAIOCCHI

Cento anni e sentirli tutti. La Garbatella sta mostrando interamente l’età che porta, perlomeno in alcuni scorci, purtroppo nei più celebri.
Da diverso tempo, infatti, al Lotto 5 di piazza Benedetto Brin, le abitazioni sono in uno stato di ingente degrado; i muri mostrano evidenti crepe legate all’incuria e allo scorrere del tempo, i tetti sono fatiscenti mentre i terrazzi sono soggetti a infiltrazioni. Non bastasse, anche le mura che circondano il condominio cadono a pezzi. Ed è di pochi giorni fa un intervento del Comune, per  impedire ulteriori crolli sulla strada, in via Alberto Guglielmotti.


A ciò si aggiunge, da diversi mesi, la chiusura di via delle Sette Chiese a causa di uno smottamento tra via Sant’Adautto e via Alessandro Cialdi, mentre dal terremoto del 30 ottobre 2016 il ponte di via Giulio Rocco – proprio sotto il Parco di piazza Brin – è totalmente chiuso al traffico e dovrà essere demolito e ricostruito daccapo. Sulla stessa via delle Sette Chiese, nel tratto già pedonale, un bel pezzo delle mura è stato puntellato per impedirne la caduta. Insomma siamo in presenza di un deterioramento generalizzato, ma non sembra che le opere di ristrutturazione arriveranno presto.

A complicare le cose sul Lotto 5, targato Innocenzo Sabbatini, si accavallano diverse  competenze : i vincoli del Ministero dei Beni Culturali e contestualmente la gestione ordinaria dell’Ater. In realtà, proprio l’Azienda romana per l’edilizia residenziale è intervenuta installando delle impalcature all’interno delle abitazioni, che hanno evidenziato i maggiori problemi legati all’ammaloramento. Si tratta tuttavia di un provvedimento di emergenza, in attesa di una vera e propria operazione risolutiva. Un altro intervento tampone ha visto una ditta edile apporre delle vere e proprie pezze lungo i muri di una palazzina: il risultato ottenuto non si discosta dal mimetismo dei felini della savana africana.


E a proposito di felini, di recente, dopo pochi giorni di maltempo, si è verificato anche il crollo e il conseguente sbriciolamento di un fregio raffigurante una leonessa. Uno di quei particolari del “barocchetto romano”che lo hanno reso famoso in tutta Roma e non solo.

In questo ginepraio di competenze ci sono i proprietari disperati, che metterebbero mani al portafogli per la ristrutturazione, mentre gli inquilini attendono un intervento radicale da parte dell’Ater.

Ciò che colpisce è che proprio il luogo dove fu posta la prima pietra, nel febbraio 1920, il luogo della fondazione della Borgata Giardino Concordia

( Garbatella) sia oggi in queste condizioni. Andrebbe invece salvaguardato, posto sotto una teca e mostrato al mondo intero come uno degli esempi più affascinanti dell’edilizia del primo Novecento. A questo proposito il Municipio, per migliorare il decoro della piazza, ha avviato una serie di interventi di pulizia con i gruppi locali di Retake ed ha in programma la ristrutturazione della scalinata di accesso al Pincetto.

L’interrogativo che si pongono, non soltanto proprietari e inquilini, ma anche i cittadini del quartiere, è cosa accadrà da qui ad un anno, quando la Garbatella celebrerà il suo primo secolo di vita e vedrà nuovamente accendersi i riflettori dei media e l’interesse dei tanti appassionati di architettura (e non solo), che giungeranno a Roma per l’occasione.

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