‘Laicità, battaglia per la libertà’: caloroso dibattito alla Villetta

‘Laicità, battaglia per la libertà’: caloroso dibattito alla Villetta

di Lorena Guidaldi

Sarà che tira un’aria strana, un po’ di malcontento, un po’ di riflessione. E sarà che chi è più attento a queste cose ci fa caso.
Si chiede se sia giusto o meno che ai cittadini venga detto di fare o non fare certe cose; se sia giusto o meno entrare nella coscienza personale e pretendere di gestirla come un’entità meccanica, senza sentimenti o dubbi.
E sarà che, trovandoci ancora una volta a fare i conti con l’ingerenza della Chiesa …..

‘Laicità, battaglia per la libertà’: caloroso dibattito alla Villetta

di Lorena Guidaldi

Sarà che tira un’aria strana, un po’ di malcontento, un po’ di riflessione. E sarà che chi è più attento a queste cose ci fa caso.
Si chiede se sia giusto o meno che ai cittadini venga detto di fare o non fare certe cose; se sia giusto o meno entrare nella coscienza personale e pretendere di gestirla come un’entità meccanica, senza sentimenti o dubbi.
E sarà che, trovandoci ancora una volta a fare i conti con l’ingerenza della Chiesa nella vita quotidiana delle singole persone, l’Associazione culturale Altrevie, in collaborazione con Cara Garbatella, si è chiesta quanto sia sentito il problema nel quartiere.
Si è così organizzato un incontro alla Villetta martedì 6 marzo dal titolo “Laicità: battaglia per la libertà”.
Erano presenti al dibattito: Claudio Bocci, presidente dell’Associazione Altrevie, in qualità di coordinatore dell’incontro; Giovanni Franzoni, fondatore della Comunità di base di San Paolo: Piergiorgio Donatelli, professore di bioetica presso l’Università di Roma la Sapienza: Sergio Lariccia, giurista.
L’introduzione di Claudio Bocci ha messo in rilievo l’importanza di fare una grossa riflessione sul tema della laicità in questo momento, vista la grande eco prodotta ad esempio dal “caso Welby” e dai DI.CO.
La Chiesa si è posta con una dottrina molto rigida in queste due situazioni e forse è arrivato il momento di fare il punto di una situazione un po’ anomala; ci si chiede che ruolo dovrebbe avere, e che invece non ha (perché ne assume un altro che forse non le compete), la Chiesa oggi. Anziché parlare di valori e principi cristiani universali quali, ad esempio, amore ed uguaglianza, pone soltanto dei dogmi non negoziabili su vita, famiglia ed educazione. Questo naturalmente per un certo tipo di Chiesa, quella che si basa esclusivamente sulle gerarchie, sul potere economico e che non è naturalmente la Chiesa che è vicina alle persone.
La parola è poi passata a Giovanni Franzoni secondo il quale il problema non è contrastare l’invadenza della Chiesa ma accettare il rapporto tra noi e gli altri, poiché esiste un grosso deficit di rispetto ed è chiaro che il potere, in ogni campo, poi ne approfitti. Occorre riflettere sul senso della possibilità; come la possibilità è fonte di angoscia, così la possibilità di peccare è la fonte della fede: ma la Chiesa gestisce il suo potere e chiede di rendere illegale il peccato. Allora
bisogna togliergli la credibilità e lo spazio ed avere la libertà di non avere paura, perché chi ama il popolo gli permette di peccare e lo perdona: Bisogna essere ciò che si è, prosegue Franzoni, con fierezza e fermezza: questa è la vera laicità e così si demolisce il clericalismo.

La parola è poi passata al professor Donatelli, il quale ha sferrato un duro attacco alla Chiesa partendo da alcune considerazioni etico-politiche “di un paese intossicato dalla religione”.
La Chiesa in Italia non è la voce di Giovanni Franzoni ma è fonte di un’enorme tensione sociale. La vita privata dei cittadini è un’ossessione, mentre non si cura affatto della sua “vita pubblica”: ha convissuto e convive con delle situazioni gravissime: la crisi della DC, la connivenza con la mafia, gli scandali economici.
Eppure non si preoccupa affatto di questo; l’importante è non accettare compromessi in nessun contesto: dall’inizio alla fine della vita ci sono soltanto divieti e tutto ciò che esce dal suo controllo è immorale.
Mentre, secondo Donatelli, la vera immoralità è non amare le persone per quello che sono, spingendole alla clandestinità se non rispondono a certi canoni, con una totale sordità alle loro sofferenze.
L’incontro è proseguito con l’intervento del professor Lariccia, il quale ha subito premesso che se una società non è molto laica non è neanche molto democratica. Ha poi ricordato che, fin dallo Statuto Albertino del 1848, la Chiesa ha sempre avuto un ruolo di primo piano nel nostro Paese. Nella Costituzione del 1948 sono stati inseriti molti articoli per dimostrare che l’Italia è uno stato laico, ma di fatto la Chiesa ha molti diritti e pochissimi doveri e quando parla molti politici, e quindi anche gli elettori, chinano il capo.
Anche il professor Lariccia ha comunque tenuto a sottolineare che la Chiesa non è soltanto il cardinal Ruini, ma è una serie di realtà diverse, tra cui Giovanni Franzoni, e nota che comunque la società è tornata a discutere e questo è sicuramente un bene. L’incontro è poi proseguito con un dibattito molto sentito, durante il quale i cittadini hanno portato le loro esperienze di vita fuori da una certa dottrina religiosa pur sentendosi ugualmente cattolici e questo fa capire ulteriormente quanto una “certa” Chiesa sia fuori dal vivere quotidiano delle persone; quanto sia diversa la teoria dalla pratica; quanto ci si ami veramente senza se e senza ma quando i se e i ma sono a volte lo squallido alibi di una vita senza amore.

 

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 4 – Aprile 2007

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