un gigantesco cormorano mangia smog al Porto fluviale

ANCORA STREET ART NEL MUNICIPIO
di Enrico RECCHI

Può un’opera d’arte combattere l’inquinamento?
Sembra proprio di sì!
È stato inaugurato a fine ottobre il grande murales di Federico Massa, in arte Iena Cruz, dipinto sul palazzo all’angolo di via del Porto Fluviale con via del Gazometro, che come caratteristica tecnica ha proprio quella di “mangiare l’inquinamento”. La vernice utilizzata si chiama Airlite, un preparato mangia smog ideato da una azienda bolognese, che grazie all’azione della luce è in grado di scomporre gli agenti inquinanti in molecole di sale e ridurne quindi l’effetto nocivo. Il titolo del murales è “Hunting Pollution” ovvero “A caccia di inquinamento”. Sul palazzo è raffigurato un gigantesco uccello blu su un piedistallo rosso, un inquietante cormorano, che stringe nel becco un pesce pronto per essere inghiottito. In alto un fiore stilizzato, lo stesso presente anche sul sito dell’artista milanese. I colori che fanno da sfondo al disegno sono alcune tonalità di verde, il blu, il bianco ed il beige. Ognuna delle finestre del palazzo, di proprietà della famiglia di costruttori romani De Angelis, ha sulle serrande un goccia dipinta come se dall’alto scendesse una pioggia regolare a rinfrescare l’animale e questo angolo di Roma.

La vera rivoluzione è proprio quella di utilizzare l’opera d’arte non solo come un qualcosa da ammirare o come denuncia sociale, ma in questo caso anche come strumento ecologico. Quel palazzo, situato in uno degli incroci più trafficati della zona, è diventato infatti una superficie in grado di respirare trattenendo lo smog e purificando l’aria, proprio come fosse un albero.
L’artista milanese, che da tempo vive e lavora negli Stati Uniti a New York, è riconosciuto a livello internazionale come uno dei maggiori street artist. In soli ventuno giorni di lavoro ha realizzato l’opera di Street Art più grande d’Europa, un vero e proprio record per il quartiere Ostiense e per Roma tutta.
Più nel segno della tradizione invece l’opera muraria di piazza Caduti della Montagnola, dipinta sulla parte superiore sinistra dell’entrata della direzione dell’Ama. Il soggetto, la testa con elmetto di un ufficiale nazista delle SS che si difende dai dardi scagliati con l’arco da due angioletti in cielo, vuole rappresentare la difesa dei patrioti civili nella cosiddetta battaglia della Montagnola il 10 settembre del 1943, quando dopo l’annuncio dell’armistizio gli ex alleati tedeschi assalirono a cannonate un reparto italiano dei granatieri di stanza al Forte Ostiense.

Questi nuovi murales vanno ad aggiungersi agli altri già presenti a Garbatella e a Tormarancio, contribuendo ulteriormente al rilancio ed alla valorizzazione dei quartieri dell’VIII Municipio.

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