Riducendo la velocità delle auto migliorano le condizioni di vita degli utenti della strada e dei residenti
Garbatella “Zona 30”? Vantaggi e benefici
di Fabrizio Caristi
All’inizio degli anni Venti del secolo scorso nasceva la Garbatella, un agglomerato urbano che è stato indicato come modello di città giardino. Un modello da molti ammirato, esaltato e persino copiato. L’essere stato un modello ha costituito un vanto per molte amministrazioni cittadine e locali. Oggi, a circa 100 anni dalla nascita, si propone l’opportunità di essere di nuovo un modello. Un modello per una nuova vivibilità urbana, un modello che consenta ai suoi abitanti di riappropriarsi degli spazi e delle strade del quartiere. Il modello si chiama zona 30. Molti si chiederanno che cos’è una zona 30?
Una “Zona 30” è un’area della rete stradale urbana dove il limite di velocità è di 30 chilometri orari invece dei consueti 50 previsti dal codice stradale in ambito urbano. Molto più
complesso è l’aspetto applicativo. Ma andiamo con ordine. I suoi punti fondamentali sono la sicurezza e la multifunzionalità, criteri che potrebbero essere sinteticamente riassunti con un semplice slogan: “la strada non è solo lo spazio delle automobili, ma anche della vita di quartiere”.
Ma vediamo vantaggi e benefici che ne avremmo: Per ciclisti e pedoni: minore mortalità in caso di incidenti. Questo è sicuramente il punto più importante di tutti: ogni anno, 35.000 persone in Europa muoiono a seguito di incidenti stradali, e 1,5 milioni rimangono gravemente feriti. L’Italia contribuisce in gran parte a queste cifre, con 5.000 morti e 300.000 feriti all’anno. Quasi un quarto delle vittime di incidenti stradali sono pedoni e ciclisti.
Fra i fattori che aumentano la pericolosità delle strade, la velocità delle automobili ha il ruolo più importante; Per quanto riguarda i pedoni, le cifre sono impressionanti e parlano
da sole: se una macchina investe un pedone a 65 km/h, lo uccide nel 90% dei casi; se lo investe a 50 km/h, lo uccide nel 20% dei casi; se lo investe a 30 km/h, lo uccide nel 3% dei casi.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità, in un rapporto sulla sicurezza pedonale, ribadisce l’importanza di introdurre limiti a 30 km/h nelle città.
Più volte il nostro giornale ha segnalato, anche su indicazione dei lettori, la pericolosità di alcune strade che “tagliano” la Garbatella, Via Macinghi Strozzi su tutte.
In altre capitali europee, per esempio a Londra, si è visto che dopo l’introduzione in alcuni quartieri di zone con limiti a 30 km/h, c’è stata una riduzione in media del 46% nel numero di persone uccise o gravemente ferite in seguito a incidenti; Per i residenti: maggiore vivibilità delle strade. Nelle zone a 30 il rumore prodotto dal traffico si riduce di circa il 40%. Come ricordato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’esposizione a un alto rumore di fondo disturba la qualità del sonno, provoca malattie cardiovascolari e disturbi nel comportamento. Più in generale, se le macchine vanno piano si può camminare e pedalare con maggiore serenità, o lasciare i bambini più liberi di girare da soli per il quartiere.
Per la collettività, minori costi sanitari. La riduzione del numero di morti e feriti gravi, oltre a essere positiva in sé, si traduce anche in minori costi per l’assistenza sanitaria.
Minore inquinamento: la riduzione della velocità di punta delle auto comporta minori accelerazioni, una velocità media più costante, un traffico più scorrevole: ciò si traduce in una significativa riduzione dell’inquinamento atmosferico; Per chi usa l’automobile, minori costi di gestione. Una minore velocità di punta vuol dire anche una significativa riduzione dell’uso del carburante (del 12% secondo alcuni studi tedeschi), sicuramente apprezzabile oggi che il prezzo della benzina è al suo massimo storico.
Tutte queste cifre portano chiaramente a un’importante conclusione: l’introduzione delle zone 30 non è una misura che favorisca un gruppo ai danni di un altro; essa va a vantaggio di tutti gli utenti della strada e di tutta la società in generale. Altri spunti di riflessione potrebbero essere stimolati con alcuni esempi. Chi è passato per Via Caffaro, magari di sabato mattina, l’avrà vista completamente congestionata! Auto in doppia fila, altre che girano alla ricerca di un prezioso posto in doppia fila, altre che finito quanto dovevano, cercano di lasciare il parcheggio e sono sequestrate da chi ha parcheggiato in doppia fila. Qualcuno potrà obbiettare: ma cosa c’entra questo con l’andare a 30 all’ora? C’entra eccome!
Perché in una zona 30 la gente è più propensa a lasciare la macchina e a spostarsi a piedi o magari in bici, non creando inutili ingorghi, perdite di tempo e nevrastenie.
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tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 10 – Luglio 2014









