Picchio, nizza, fionda e i giochi dei ragazzi di quarant’anni fa

Dall’Oratorio dei Filippini ricordi del decano padre Guido Chiaravalli

Picchio, nizza, fionda e i giochi dei ragazzi di quarant’anni fa

Signor direttore, ho letto con vivo interesse la dotta  disquisizione del signor Recchi sulla “mazzafionda”, pubblicata nel numero di giugno di Cara Garbatella. Mi ha fatto rivivere quella stagione di quaranta anni fa quando, al termine della scuola, qualche piccolo gruppo andava a “pesca” (di ranocchie) nella marrana di Grottaperfetta, dove ora vi sono le vie di Tiberio, Giustiniano, Costantino imperatori, oppure a caccia di uccellini.
Andavano in due o tre con la fionda infilata nei calzoni posteriormente per evitare incontri non graditi (guardie ecc.).
Un buon luogo di caccia era la rupe di San Paolo sul versante di Via Giovannipoli. Ho notato il silenzio del signor Recchi sull’alternativo bersaglio in caso di insuccesso venatorio. E’ bene che un’idea del genere non si diffondi.Oratorio San Filippo Neri - Chiesoletta
Nell’impeccabile descrizione del signor Recchi si parla del bosso e del frassino, ma alla Garbatella non vi è reperibilità di tali piante. E’ opportuno invece portare attenzione sui ligustri presenti nei Lotti. La forcella si divarica simmetricamente ed è un buon legno. Sarebbe bene che qualche “tecnico” (di età almeno sessantenne) descrivesse i giochi del “picchio” e della “nizza”. Occorre rivolgersi ai nonni perché vi è alle spalle un salto generazionale. Giochi intelligenti, come le biglie, scomparsi, purtroppo sostituiti, come il gioco nelle piazze, dall’abuso dei mezzi virtuali che rubano la bella socialità di allora.
Un gioco invece ormai impossibile col traffico attuale era quello dei “carrettini” o “pattini”. Iniziava anche esso con le vacanze. Dopo una “passata” dai meccanici per rimediare due cuscinetti piccoli e uno grande, all’Oratorio che forniva gli attrezzi sembrava di essere a Maranello in una catena di montaggio. Il problema maggiore era trovare il legno adatto. Una pista di prova la offriva Via Lorenzo da Brindisi ma il meglio era Via Massaia con lo scarso traffico di allora. Una volta in Via Tosi traslocavano ed avevano smontato dei mobili riservandosi di prenderli successivamente. Sparirono alcuni pezzi. Il proprietario preoccupato della cosa venne all’Oratorio a cercarli, ma non li trovò. Era veramente inquieto. Ne parlai agli agenti del CIO (Centro investigativo Oratorio) specializzato nel recupero palloni, scarpe ed anche qualche strumento musicale. Lui aveva promesso una buona ricompensa.
“Radio scarpa” entrò in azione e si venne a sapere che li avevano presi alcuni ragazzi di Via Giovannipoli per fare una capanna sulla rupe. La mancia venne pagata.
Era il mondo dei ragazzetti (e ragazzette) di allora. Non si finirebbe di raccontarlo. Un mondo che è bello non si perda. Fine anni cinquanta. Era stato donato per la Colonia un canotto gonfiabile Pirelli. Era uno dei primi e lo avevano mandato da Milano. A turno a Torvaianica lo pagaiavano: una cosa ambita. La sera, al rientro, lo si lavava con cura e lo si appendeva ad asciugare. Una mattina era scomparso. Costernazione. Assemblea. La traccia: l’ha preso certamente un ragazzo del quartiere.
Passare la voce. Arriva una ragazzina: questa mattina due del mio Lotto sono andati al mare col trenino per il Lido con un canotto.. Piano di recupero: a turno due controlleranno i trenini in arrivo. Non accade nulla. Aspettare. La sera mentre il sottoscritto era a cena una scampanellata. I due compari erano stati pedinati sino alla Garbatella ed in un cortile erano assediati da una massa vociante. Se la squagliarono infuriati e la mattina dopo il canotto rientrò in servizio.
Padre Guido Chiaravalli

Ringraziamo padre Guido per la preziosa testimonianza che ha voluto affidare a Cara Garbatella. Cogliamo l’occasione per augurare un buon tornato a padre Guido, era stato indisposto per un periodo di tempo.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 7 – Novembre 2010

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