Misure anticovid nei ristoranti di zona: quasi tutti promossi

di Stefano Baiocchi

Tutti promossi!!!

Superata la prova, chi a pieni voti, chi abbondantemente sopra la sufficienza. I ristoranti e le pizzerie di Garbatella, dopo il lockdown della primavera, hanno tutti trasformato in parte i propri locali.

Ciò che si riscontra è la riduzione sensibile della capienza in modo da garantire un adeguato distanziamento fisico, alcuni gestori hanno persino posizionato dei pannelli in plexiglass in modo da isolare ancor di più i commensali. È il caso della Nuova Cantinetta di via Basilio Brollo, nota trattoria del quartiere di cucina romana a conduzione familiare, rimasta chiusa per tre mesi esatti dall’8 marzo all’8 giugno. “La ripartenza è stata dura, ma possiamo dire con orgoglio che moltissimi dei nostri clienti ci stavano aspettando”, dicono i proprietari. Ai costi della chiusura si sono aggiunti quelli legati all’emergenza sanitaria in corso: “Soltanto per i plexiglass abbiamo speso circa 3.000 euro, a cui si aggiungono i costi dei dosatori e delle colonnine per il gel e i saponi, la plastificazione dei menù e l’imbustamento delle posate”, concludono. Le spese sono ulteriormente lievitate poiché è stato necessario ridurre i posti a sedere, di un terzo quelli all’aperto e di circa la metà nella sala interna.

Chiunque entra è tenuto a scrivere su un foglio le proprie generalità e il numero di telefono, cosa comunque prevista dalla legge e che abbiamo riscontrato in ogni locale visitato. Stesse modalità al Ristoro degli Angeli, noto ristorante davanti al Palladium, dove anche qui troviamo una riduzione dei posti per i commensali, i plexiglass a fare da divisorio e una notevole attenzione da parte dei camerieri. Elisabetta, titolare del locale, ha imposto e fornito persino la mascherina FFP2 – considerata una delle migliori barriere contro il CoVid19 – ai propri dipendenti. Oltre ad una sanificazione costante nel locale, sui tavoli e su tutti gli oggetti ad uso di personale e clientela, è adoperata una bacchetta che emette una luce UV-C germicida e che può anche neutralizzare i cosiddetti superbug che hanno sviluppato una resistenza agli antibiotici.

Alla pizzeria o’ Masto di Via Passino è stata ridotta la capienza del 45% aumentando sensibilmente le distanze di sicurezza, ma senza l’installazione dei plexiglass; in ogni angolo del locale ci sono i gel igienizzanti, mentre i locali vengono sanificati con detersivi appositi. In quasi tutti i negozi del quartiere c’è molta attenzione, si entra contingentati e rigorosamente con la mascherina e spesso troviamo all’ingresso il gel lavamani. Da Eataly fino a poco tempo fa una guardia all’ingresso misurava con il termo scanner la temperatura ai clienti, ora questa pratica sembra misteriosamente scomparsa mentre ai Granai prima di entrare resta obbligatorio sottoporsi al controllo.

Al Carrefour di via Matteucci, dove prima erano presenti all’ingresso dei flaconi di gel, ora si fa evidentemente affidamento all’igiene della clientela, mentre al Conad Superstore di via Tito a San Paolo i vari dispenser per il gel continuano ad essere utilizzati dagli acquirenti.

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