Dove la cucina è cultura

Il ristorante “Tanto pe’ magnà” di Via Giustino de Jacobis

Dove la cucina è cultura

di Guido Barbato

Il titolo non lo abbiamo inventato noi. E’ il motto con cui si autopresentano i gestori del delizioso locale “Tanto pe’ magnà” sito in via Giustino de Jacobis 9 – 15,
tra Piazza Sant’Eurosia e Piazza Giovanni da Triora, nel cuore della Garbatella storica. …..

Il ristorante “Tanto pe’ magnà” di Via Giustino de Jacobis

Dove la cucina è cultura

di Guido Barbato

Il titolo non lo abbiamo inventato noi. E’ il motto con cui si autopresentano i gestori del delizioso locale “Tanto pe’ magnà” sito in via Giustino de Jacobis 9 – 15,
tra Piazza Sant’Eurosia e Piazza Giovanni da Triora, nel cuore della Garbatella storica.
In ordine di tempo è l’ultimo arrivato in tema di ristorazione ma è certamente tra i primi dal punto di vista gastronomico. Ha aperto a gennaio 2005 e in pochi mesi è diventato una delle mete culinarie preferite dagli abitanti del quartiere, ma ormai anche un po’ da tutta Roma. Animatrice di questa bella novità è la titolare, Paola. Ha fatto per tutta la vita la cuoca, per molti anni nella mensa della Casa dei Bimbi. Ma nel 2004 ha fatto il grande passo e si è messa in proprio, mossa dal desiderio di creare un’attività che fosse anche un investimento per il futuro dei figli e dalla voglia irrefrenabile di esprimere il suo estro in cucina senza i vincoli, sani ma frustranti, dei nutrizionisti dell’infanzia.

L’operazione è nata con la scelta del nome, un omaggio a Nino Manfredi che si era appena spento, e alla sua canzone “Tanto pe’ cantà…”. E’ proseguita poi con la scelta dell’impostazione gastronomica, che è un vero e proprio inno alla tradizione romana: Paola ha fatto una ricerca di antiche ricette di piatti tipici e ha inserito i principali nel suo menù. Coerentemente con l’aspetto gastronomico è venuto l’arredamento del locale, molto curato, rifinito, decoroso e insolitamente pulitissimo (con un bagno immacolato, a dimostrazione dell’attenzione all’igiene di chi per anni ha lavorato negli asili).
E’ un locale a conduzione rigorosamente familiare. Vivono tutti alla Garbatella da due generazioni e ci tengono a sottolinearlo. C’è Paola assistita dal figlio Ivano in cucina, l’altra figlia Giorgia in sala, insieme a parenti acquisiti. Carlo, il marito di Paola, si occupa dei fornitori. Ed è qui che inizia il successo del locale. Infatti l’attenzione alle materie prime è massima: vino sfuso da una cantina sociale di Colonna, carne dalla prestigiosa e storica macelleria Feroci in Piazza della Maddalena, e così via.
Il menu si snoda in un tripudio di prelibatezze, alcune delle quali ormai quasi introvabili: per i primi pasta e fagioli o ceci, la richiestissima cacio e pepe (specialità di Ivano), carbonara, amatriciana ma anche con le vongole e alcune variazioni, al giovedì gnocchi fatti da Paola e domenica fettuccine fatte da sua mamma; per i secondi abbacchio superbo (anche brodettato), coratelle, paiata di agnello, seppie con carciofi, baccalà con peperoni o alla romana (con cipolla, uvetta e pinoli), coda alla vaccinara e tanti altri; per i contorni eccellenti carciofi alla romana al punto da dover essere prenotati, e altri classici ripassati; per i dolci poche semplici cose fatte in casa, prevalentemente crostate, ma di qualità assolutamente fuori dal comune; limitata ed essenziale la lista dei vini, ma d’altronde qui, in sintonia con l’atmosfera familiare, va di più il vino sfuso, che però è fra i migliori che abbiamo bevuto. Eccellenti i prezzi, che assomigliano decisamente a quelli in vigore prima dell’Euro.
Nella recente fioritura culturale del nostro quartiere questa novità si inserisce alla perfezione e non sarà un caso se, a meno di un anno dall’apertura, molti personaggi famosi hanno visitato il locale lasciando attestati di stima e apprezzamento: fra i tanti Gigi Proietti, Oliviero Beha, Valerio Mastrandrea che è cliente abituale. A noi la definizione “Dove la cucina è cultura” è sembrato appropriato e meritatissimo.
l locale è chiuso il sabato a pranzo e la domenica a cena (in inverno) o a pranzo (in estate). Sarà aperto (solo a pranzo) a Natale, a Santo Stefano e a Capodanno.

 

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 2 – Dicembre 2005

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