Luciana Castellina e la sua Garbatella

Non ci ha mai vissuto, ma con la Garbatella ha un lungo rapporto. Luciana Castellina — giornalista, scrittrice, parlamentare italiana ed europea, cofondatrice de “Il Manifesto” nel 1969 — conosce la Borgata Giardino da oltre cinquant’anni. Era il 26 maggio 1970 quando un nutrito corteo si riunisce al parco Schuster. L’obiettivo è marciare fino all’Eur, dove è stato convocato il Consiglio generale della Nato presieduto da William Pierce Rogers, Segretario di Stato del governo Nixon. Sono gli anni delle lotte studentesche ed operaie, e mentre in Italia il clima si fa incandescente, a livello internazionale montano le proteste contro gli Stati Uniti e la guerra in Vietnam. Dopo numerose cariche della polizia, il corteo del parco Schuster finisce per disperdersi nella Garbatella, tra la circonvallazione Ostiense e piazza Damiano Sauli. L’effetto è simile a quello prodotto da una miccia accostata al fuoco: al Palladium è in corso una riunione del gruppo de Il Manifesto, che subito si unisce al corteo. Anche i residenti del quartiere prendono parte alla manifestazione che già rasenta la “guerriglia di piazza”, come scrive il quotidiano Il Tempo. Quel giorno c’era anche Luciana Castellina. “Sono momenti che ricordo benissimo” ci ha raccontato. “Ho un ricordo vivissimo soprattutto di Aldo Natoli, che era lì presente, e della corsa per il quartiere in fuga dalla polizia.”
E come dimenticare Natale Di Schiena, il sindacalista di Garbatella? “Comunista scomodo, a tratti irsuto, ma con una passione politica non comune”: così l’ha descritto Gianni Rivolta sulle colonne del nostro giornale. “È stato uno dei primi militanti del Manifesto, e lo consideravamo uno dei nostri” ha confermato la Castellina, che a “Natalino” ha dedicato un proprio articolo il 3 maggio scorso, poco dopo la sua scomparsa. Oggi ne parla da un tavolo dell’osteria della storica Villetta di via degli Armatori 3. Nel cortile c’è molto movimento, è la sera del 6 settembre e la Castellina è appena scesa dal palco del festival “Visionaria”. Si è parlato di crisi della democrazia e di bisogno di riqualificare la sovranità popolare. Sembrano lontanissimi gli anni in cui le vie della Garbatella si riempivano di manifestanti, e una crisi della partecipazione democratica sarebbe stato lo scenario più inverosimile tra tutti quelli immaginabili.
Tra un boccone e l’altro della cena offerta dalla Villetta, le chiediamo come valuta il panorama attuale, e le sue parole sono nitide e dure.

con Maria Jatosti a La Villetta

“La democrazia liberale, che una volta riusciva a dare un margine d’intervento nei processi decisionali attraverso i partiti, oggi è esangue.
Uno strumento che veicola la società civile verso le istituzioni non c’è più. Il rischio è che la democrazia in quanto tale sparisca” ha detto.
Eppure non tutto è perduto. Per la Castellina si può e si deve ripartire dalle realtà locali: formazione di consigli di quartiere, gemellaggi tra municipi, scambi internazionali per i lavoratori.
“È necessario un potere locale che elabori proposte applicabili anche in altre zone del mondo” ha detto.
E ancora: “bisognerebbe mettere insieme gruppi di giovani e anziani che comincino a pensare, in un territorio come la Garbatella, a quali spazi poter rendere pubblici, a come creare comunità energetiche o aumentare il numero di abitazioni, insomma a come ripensare tutta l’organizzazione della vita.”
Un processo, questo, in cui l’informazione gioca un ruolo non secondario.
“La Garbatella e il Quarticciolo sono i miei quartieri preferiti” ha detto la Castellina. “Garbatella in particolar modo, perché è l’unico quartiere ad avere un proprio giornale.”
L’intervista completa a Luciana castellina è possibile leggerla sull’articolo “La democrazia si salva dai quartieri”.

[Articolo pubblicato sul periodico Cara Garbatella, Anno XVIII – Ottobre 2025/numero 69, pag. 5]

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