Manifestazione 4 ottobre – Dopo le oltre trecentomila persone scese in piazza per lo sciopero generale, Roma si prepara a vivere un’altra giornata di protesta. Domani, sabato 4 ottobre, alle ore 14:30 da Porta San Paolo partirà un corteo nazionale per la Palestina e la Global Sumud Flotilla, che attraverserà il cuore della Capitale per concludersi a piazza San Giovanni in Laterano.
Associazioni palestinesi attive in Italia, reti civiche, sindacati e movimenti sociali hanno promosso la manifestazione, uniti dall’obiettivo di chiedere la fine dei bombardamenti su Gaza, la fine del genocidio, l’apertura di corridoi umanitari e il riconoscimento dei diritti del popolo palestinese.
Il percorso della manifestazione
Il corteo attraverserà alcune delle principali vie del centro: viale della Piramide Cestia, piazza Albania, viale Aventino, piazza di Porta Capena, via di San Gregorio, piazza del Colosseo, via Labicana e via Merulana, fino all’arrivo a Piazza San Giovanni.
Le strade resteranno chiuse al traffico fino alle 19:00 e Atac predisporrà deviazioni per diverse linee di autobus: nell’VIII Municipio saranno interessate le linee 23, 30, 160, 280, 714, 715, 716, 769 e 792. Il servizio nella stazione Piramide della metro B potrebbe subire interruzioni.
Una lotta che unisce
La mobilitazione non rappresenta soltanto un gesto di solidarietà internazionale: porta con sé un forte valore politico e sociale. La causa palestinese ha fatto convergere movimenti che tradizionalmente manifestavano autonomamente: studenti, lavoratori, operatori sanitari, sindacati dei trasporti, portuali, abitanti delle periferie.
Un fronte ampio e variegato trova così nel sostegno al popolo palestinese un terreno comune di lotta e una piattaforma condivisa di rivendicazioni.
Molti manifestanti sottolineano le contraddizioni del Governo italiano: mentre il Parlamento partecipa allo stanziamento europeo di oltre 800 miliardi di euro per la spesa militare, riduce progressivamente le risorse per sanità, scuola e welfare. Questa critica intreccia la questione internazionale con le urgenze sociali del Paese.
Stop Genocidio
Gli organizzatori ribadiscono il carattere nazionale della manifestazione, con pullman e treni che arriveranno da numerose città italiane. Essi vogliono lanciare un segnale netto al Parlamento e alle istituzioni europee: fermare i bombardamenti, imporre un embargo sulle armi a Israele e aprire una nuova fase diplomatica capace di riconoscere lo Stato palestinese.
Il corteo di Roma si inserisce in un calendario più ampio di mobilitazioni internazionali: nello stesso weekend movimenti e associazioni manifesteranno a Madrid, Londra, Parigi e Berlino. Un’ondata di piazze che, da capitali diverse, intende gridare con forza: Stop al genocidio!

Roma Sud in prima linea
L’VIII Municipio, da sempre tra i territori più attivi nel sostegno alla causa palestinese, dedica un’attenzione particolare alla mobilitazione. Lunedì scorso, dall’albergo rosso di piazza Biffi e dagli archi di piazza Sauli, attivisti e attiviste hanno lanciato volantini accompagnati dal suono di sirene antiaeree: un’azione simbolica per ricordare i messaggi che l’esercito israeliano invia ai palestinesi pochi minuti prima dei bombardamenti. Il volantino recita: La tua casa sarà bombardata tra 10 minuti. Vattene subito.
Alla Garbatella, in piazza Giovanni da Triora, la Rete Roma Sud ha colorato l’intera scalinata con la bandiera palestinese, mentre gli studenti e le studentesse hanno occupato il liceo Socrate denunciando pubblicamente la situazione di Gaza.

Verso Porta San Paolo
In vista del corteo di domani, diversi gruppi hanno organizzato pre-concentramenti per raggiungere insieme Porta San Paolo. Dalle 12:00 alle 13:30 l’appuntamento è fissato a Parco Shuster, mentre dal liceo Socrate partirà un corteo studentesco con striscioni e interventi. L’Anpi, invece, ha convocato i partecipanti alle 13:30 a piazzale Ostiense, all’incrocio con Campo Boario.
Il messaggio che attraversa questa manifestazione resta diretto: Siamo l’equipaggio di terra, contro l’economia di guerra!










