Un comunista scomodo, pungente nel dibattito, a tratti irsuto, ma con una passione politica non comune, profonda, colta. Così si potrebbe ricordare Natale Di Schiena con quel suo baffo inconfondibile, che per divergenze politiche si era allontanato dall’impegno come attivista.
La sua famiglia venne alla Garbatella nel 1938, quando suo padre di origine pugliese, operaio al Poligrafico, si trasferì nelle case popolari. A metà degli anni Sessanta Natale è un giovane che respira la propaganda comunista. La lettura dell’Unità, insieme al settimanale Vie Nuove, distribuite capillarmente nel quartiere, lo formano. Dalla casa nel lotto 32, tra via Giustino de Jacobis e via Rubino (quella dei Cinelli) alla Villetta, la storica sezione del Partito comunista, il passo è breve.
Lì in quel fortino, occupato dai gappisti prima dell’arrivo degli alleati il 4 giugno del 1944, nella Fgci di fine anni Sessanta trova la meglio gioventù della Garbatella e in quella romana Angelo Fredda, Franco Russo, Augusto Illuminati, Fabrizio Grillenzoni e Silvia Calamandrei.
Sono gli anni delle segreterie garbatellane di Renzo Cecilia, Giuliano Naccarato e Liana Cellerino, aperte nei confronti dei giovani extraparlamentari, tanto che nella cruenta manifestazione del maggio 1970, si scatenerà sulla Villetta la furia dei reparti antisommossa dei carabinieri.
La sezione, intitolata a Giuseppe Cinelli, martire delle Ardeatine, è violata. Cosa che non era riuscita nemmeno ai neofascisti nel 1950, quando cercarono di assaltarla in massa e furono respinti dai compagni all’interno con l’aiuto degli abitanti dei lotti popolari. Ma la resa dei conti interna al Partito è avviata: Spartaco Cerrina, Giorgio Giorgi e definitivamente l’ex partigiano Orlando Lombardi rimettono ordine tra gli iscritti ed emarginano le devianze filo movimento studentesco.

Non tutti si trovano a casa nella maggioranza ortodossa e post togliattiana. Sotto il settecentesco Pino della Villetta si incontrano vecchie istanze troskiste e nuove simpatie filo studentesche, tra quei giovani ci sono Natale Di Schiena, Gianni Pistilli, Mino Zarfati, Aldo Santini e Antonio Angelucci, detto Uccio. Alcuni di loro verranno espulsi dal Partito con la frazione del Manifesto altri continueranno a mugugnare e digerire bocconi amari. Natale Di Schiena, tra i comunisti eretici incontrerà Luigi Pintor e Rossana Rossanda con cui farà un pezzo di strada.
Gli anni dell’impegno sindacale
Ma di Natale, si ricorda l’esperienza maturata nel sindacato, nel quale ricoprì ruoli di primo piano: quello di Segretario della CGIL in Basilicata, nella segreteria romana della FILLEA (sindacato degli edili), coordinatore della Segreteria Regionale CGIL Lazio, con Umberto Cerri e Fulvio Vento, Segretario generale nel Sindacato dei lavoratori della Comunicazione, SLC e poi nella funzione pubblica nazionale. Insomma un impegno di tutta la vita.

Nel frattempo, dopo la Bolognina e lo scioglimento del Pci, Natale seguì il segretario nazionale Achille Occhetto, iscrivendosi al Pds e vi rimase fino al 2007, quando scelse di non entrare nel Partito Democratico. Sono gli anni di Sinistra Democratica, con Fabio Mussi. Di quella formazione sarà segretario della sezione Garbatella e membro della Segreteria Regionale. Negli ultimi anni aderì a Sinistra Ecologia e Libertà di Nichi Vendola e, finita questa esperienza, si iscrisse a Sinistra Italiana.
Tutta la redazione di Cara Garbatella si stringe attorno al figlio Valerio e alla compagna di una vita Linda Moroni.
In suo ricordo, si terrà una cerimonia il 5 maggio alle ore 16.00, presso l’Aula Magna della Facoltà Valdese, in piazza Cavour.









