L’evoluzione del paesaggio nella Città Giardino

Come cambia il verde alla Garbatella

di Valter Cecilia

Passeggiando tra le strade, le piazze e nei giardini dei lotti si possono osservare diverse varietà arboree: dagli agrumi agli alberi da frutto, come olivi, ciliegi, albicocchi, nespoli e perfino piante tropicali come avocado e banani. Alzando lo sguardo possiamo ammirare i pini marittimi o i cedri del Libano, che si ergono maestosi. Da un po’ di anni sta accadendo che, in occasione di forti raffiche di vento, cadono diversi alberi, soprattutto pini marittimi che sono tra i più diffusi alla Garbatella.  Altre piante, tra cui un pino di Aleppo e una casuarina, fusto di provenienza australiana molto raro, sono state abbattute per motivi di sicurezza, perché erano situate in prossimità  delle case. La perdita di tutto questo patrimonio  verde, che è avvenuta negli ultimi anni,  è dovuta a vari fattori. In primo luogo il riscaldamento globale sta causando fenomeni metereologici di forte intensità, con venti  che spezzano rami e abbattono alberi, a volte anche causando gravi danni. Inoltre il fatto che gli alberi nell’ambiente urbano crescono  tra  l’asfalto o il cemento, fa sì che le loro radici si ammalino: un segno molto evidente è il sollevamento dell’asfalto vicino ai pini. Un’altra causa inevitabile è l’invecchiamento.

Questo porterà nei prossimi anni a un radicale cambiamento del paesaggio: dai pini e alberi ad alto fusto con altre specie  che sono state saggiamente  scelte di media grandezza e di crescita più lenta, come aceri e cipressi. Negli anni Cinquanta, infatti, furono messe a dimora delle piante di alto fusto creando il paesaggio, che abbiamo goduto fino ad ora, ma che potrebbe inevitabilmente cambiare. D’altronde la natura è sempre in perenne mutamento. E’ possibile immaginare che Tremila anni fa su queste colline e nelle valli dove scorreva l’Almone c’era un continuum di boschi. Poi con la nascita di Roma la città ebbe bisogno di molto legno per le costruzioni e per il riscaldamento, materiale che si prendeva nelle immediate vicinanze. Il disboscamento si praticava anche per favorire la pastorizia e l’agricoltura. Più recentemente, verso la fine del 1800, i dati storici ci dicono che, oltre alla pastorizia, sulle colline di San Paolo e lungo la via delle Sette chiese c’erano vigneti e olivi e nelle vicinanze dell’acqua qualche orto e campi a maggese, che  producevano per i bisogni della città, ora Capitale d’Italia, in rapida crescita. Nel lotto 55, dietro la casa che si affaccia su largo Randaccio, c’è in posizione rialzata un olivo secolare probabilmente testimone di quei giorni.

La natura e il verde fanno parte della bellezza della Garbatella e il cambiamento arboreo, che nei prossimi anni avverrà, sarà per migliorare il connubio tra uomo e natura nel benessere di entrambi. Per contrastare il problema del riscaldamento globale è soprattutto nelle città che dovremo piantare alberi, in grado di assorbire l’anidride carbonica ( CO2 ) lì dove si produce e rilasciare ossigeno, dove viviamo e ne abbiamo bisogno. Essi, inoltre, ci rinfrescano in estate con la loro ombra e ci deliziano con la loro bellezza. Piantare alberi deve essere quindi un impegno prioritario dell’Ater, del Comune e dei cittadini, che insieme dobbiamo assumere  per  la nostra salute e per le generazioni future.

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