Troppi alberi abbattuti nei lotti: a rischio il paesaggio

di Daniele RANIERI

E’ una vera decimazione quella che sta subendo il patrimonio arboreo della Garbatella. Particolarmente dalla fine di ottobre, con l’ondata di maltempo che ha investito tutta la città, nei lotti le seghe elettriche si ascoltano con maggiore frequenza. Infatti pini marittimi, abeti, eucalipti sono stati abbattuti, altri hanno subito una robusta potatura e il paesaggio urbano nei cortili dei lotti popolari sta subendo un notevole cambiamento e non in meglio. La sequenza delle alberature cadute in questi ultimi mesi è lunga: a febbraio è crollato un leccio all’interno della Casa dei bimbi; a settembre un altro albero si è schiantato su un auto a via Nicolò da Pistoia danneggiandola gravemente; infine a ottobre un pino di circa trenta metri si è spezzato ed è caduto sul tetto di una palazzina del lotto 15. E sappiamo che a marzo è in programma l’abbattimento di due querce sempre nel giardino della Scoletta a piazza Nicola Longobardi. Questi sono solo i casi più eclatanti, ma sono decine gli interventi nel Municipio per la messa in sicurezza delle alberature gravemente danneggiate dal maltempo e dalla vetustà. La domanda che ci poniamo è: un intervento così radicale risponde a un piano o fronteggia esclusivamente l’emergenza?
Seguirà un progetto di ripiantumazione o i giardini rimarranno spogli e abbandonati?
L’abbiamo chiesto all’Assessore all’Ambiente Michele Centorrino, il quale ci ha assicurato che la campagna di tagli è partita su iniziativa del Municipio dopo un sopralluogo tecnico al fine di definire la mappatura degli alberi a rischio. Anche l’Ater è stata sollecitata a fare lo stesso nelle zone di sua competenza, ma per ora non fornisce notizie sulla questione.
Intanto sul verde della Garbatella è entrato in campo nientedimeno che lo chef Rubio. Il famoso cuoco di Frascati, infatti, ha lanciato una raccolta fondi per finanziare un censimento arboreo nel parco Cavallo Pazzo in via G.B.Magnaghi, per studiare il comportamento delle alberature presenti nell’area verde. Un progetto che, se troverà il finanziamento, potrà essere replicato su tutta Roma.

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