“La volpe e l’uva”

“La volpe e l’uva”

Memorie da una vecchia osteria

Nel numero di luglio di “Cara Garbatella”, sotto il titolo “La volpe e l’uva: era la nostra osteria”,  iniziammo la pubblicazione dei ricordi di Nicola Cozza, ex gestore dell’enoteca che si chiamava appunto “La volpe e l’uva”, che funzionò tra il 1983 e il 1986 e che si trovava in Via Giovanni Ansaldo 5. Il locale era un seminterrato, arredato in modo semplice con piccoli tavolini, la parete di fondo occupata da tre grossi tini rettangolari pieni di vino. La zona esterna, protetta da alberi e siepi, era attrezzata con tavoli e panche. Vi si consumava vino, sfuso o in bottiglia, insieme a qualche stuzzichino. L’enoteca divenne un ritrovo particolare, un punto di riferimento per chi voleva trascorrere qualche ora serena in un ambiente non convenzionale. Fu anche un punto di incontro di esponenti politici e di artisti che apprezzavano l’originalità della struttura. Nicola Cozza affiancò nella gestione il suo amico Luigi, …..

 “La volpe e l’uva”

 Memorie da una vecchia osteria

Nel numero di luglio di “Cara Garbatella”, sotto il titolo “La volpe e l’uva: era la nostra osteria”,  iniziammo la pubblicazione dei ricordi di Nicola Cozza, ex gestore dell’enoteca che si chiamava appunto “La volpe e l’uva”, che funzionò tra il 1983 e il 1986 e che si trovava in Via Giovanni Ansaldo 5. Il locale era un seminterrato, arredato in modo semplice con piccoli tavolini, la parete di fondo occupata da tre grossi tini rettangolari pieni di vino. La zona esterna, protetta da alberi e siepi, era attrezzata con tavoli e panche. Vi si consumava vino, sfuso o in bottiglia, insieme a qualche stuzzichino. L’enoteca divenne un ritrovo particolare, un punto di riferimento per chi voleva trascorrere qualche ora serena in un ambiente non convenzionale. Fu anche un punto di incontro di esponenti politici e di artisti che apprezzavano l’originalità della struttura. Nicola Cozza affiancò nella gestione il suo amico Luigi, che aveva avuto l’idea del locale. Da attento osservatore registrò nella sua memoria una serie di episodi che ha voluto rievocare per “Cara Garbatella” e che noi, avendoli apprezzati, un po’ per volta offriremo ai nostri lettori.”.

Contenitori di vino
Durante i lavori di ristrutturazione del locale abbiamo dovuto demolire i tre grandi contenitori di vino, in muratura, che occupavano un’intera parete del locale. Pensavamo fossero di eternit e che sarebbero andati in frantumi dopo pochi colpi di mazza. Fu uno dei lavori manuali più duri che affrontammo; da spaccapietre!
All’inizio, ignari di ciò, col sorriso sulla bocca, ci avvicinammo ai contenitori come due bambini che
si accingevano a rompere una vetrina. Presi la mazza e, con l’occhio rivolto ad Enzo, come per dirgli “attento ai frantumi”, tirai una gran botta sul contenitore. Il colpo risuonò forte, come una cannonata.

Sulla  parete un semplice graffio!
Il nostro sorriso si modificò. Non scomparì completamente, perché la cosa aveva anche un suo aspetto comico, ma si mescolò ad un’espressione incredula, preoccupata.
Prese la mazza Enzo. Ha sempre avuto una forza incredibile. Ogni problema che comportasse uno sforzo fisico lo risolveva sempre lui. Colpì con una violenza tripla rispetto alla mia. Il contenitore ebbe un sussulto. Ruggì in modo forte e cupo, ma non accadde nulla! Enzo – dissi –
sono stati costruiti quando l’Italia era in guerra.
Gli operai hanno lavorato come in un bunker!
Il pesante lavoro di demolizione durò più di una settimana!.

L’affare
Col passare del tempo erano più evidenti gli errori che si facevano nella gestione economica dell’ enoteca. Un giorno vidi Luigi che trattava con uno dei nostri fornitori di birra.
Dopo una lunga conversazione a base di prezzi, sconti, quantità, ecc… il locale cominciò a riempirsi di varie casse di birra che venivano scaricate da un camion e che, una dopo l’altra, si ammucchiavano lungo una parete.
Pensai che era stato coperto il fabbisogno di un anno e domandai a Luigi come mai avesse comprato una tale quantità di birra.
– E’ un affare! – disse – Ho strappato uno sconto enorme sul prezzo di mercato.
– Ma nel locale c’è poco spazio – dissi  – Ci vorrà almeno un anno per vendere tutto! – Non ti preoccupare – rispose
– l’importante è aver comprato bene!

 

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 5 -Dicembre 2008

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