In pericolo gli orti urbani su via del Tintoretto.Intervista al presidente Gianni Fattorini

S.O.S.“Ortolino”

di Daniele Ranieri

Uno dei più  grandi orti urbani  di Roma l’Ortolino rischia di chiudere o almeno di vedersi fortemente ridimensionato a causa del progetto comunale di costruirci nel bel mezzo una rotatoria stradale.

L’Ortolino è nato nel 2015, su quasi un ettaro di terreno che fino allora faceva parte di una area più vasta trasformata in una  immensa discarica di materiali edili. I costruttori delle aree vicine avevano individuato quell’area verde, ai confini di via del Tintoretto,  come luogo ideale per gettarci senza spesa mattoni e mattonelle, grandi blocchi di cemento e altro materiale di risulta.

Gli abitanti della zona stanchi di avere sotto casa questo panorama degradato,  decisero di rimboccarsi le maniche e di  liberare il terreno restituendolo alla sua originaria destinazione di verde pubblico. Riuscirono a spese loro e con grande fatica a bonificarlo completamente. A quel punto  ad alcuni venne l’idea di trasformarlo in un area destinata a orti urbani. Si costituirono in associazione e quindi con le carte in regola avanzarono la richiesta al Comune di avere in concessione parte del terreno. Nacque così l’Ortolino. Un area di 123 lotti di 50 metri quadrati ciascuno,  5 metri per  10, su cui oggi coltivano circa 200 famiglie, cioè oltre 600 persone.

La storia ce la racconta il Presidente dell’Associazione, ex ufficiale dell’esercito, Gianni Fattorini ,che coordina l’attività affiancato dai  sette componenti del direttivo dell’Associazione eletti dai soci.

“Ottenuta la concessione dal Comune, per prima cosa si è provveduto a far analizzare chimicamente il terreno  per capire se il lungo periodo in cui è stato adibito a scarico di materiali avesse lasciato tracce di inquinanti. Anche i primi prodotti coltivati vennero  sottoposti a severi  test. I risultati conclusero che era tutto perfettamente a posto. A quel punto sono iniziate le assegnazioni e la coltivazione di verdure e ortaggi  rigorosamente biologici. Nell’area è infatti proibito l’uso di fertilizzanti aggressivi e di pesticidi. Due anni fa è stato scavato persino un pozzo e una cisterna per irrigare gli orti, collegato poi a un impianto di distribuzione a goccia, per ottimizzare l’uso dell’acqua. Nel tempo l’Ortolino-prosegue il presidente- è diventato una comunità. Le persone si scambiano gli attrezzi e i consigli. Si aiutano quando ci sono oggetti pesanti da trasportare e svolgono insieme i lavori di sistemazione dei vialetti, dei terrazzamenti, di abbellimento delle  aree comuni. Entrando c’è un’area coperta con  dei tavoli e delle sedie.  E’  l’unico punto di ritrovo per i cittadini della zona a parte il vicino centro commerciale. E’ in programma anche  la costruzione di un campo da bocce e un percorso sportivo attrezzato. Poi, improvvisa, la doccia fredda. Dall’altra parte della strada, sui terreni che compongono il Parco del Tintoretto, iniziano ad apparire tecnici comunali che svolgono dei sondaggi. Si viene così a sapere che il Comune ha l’intenzione di costruire una bretella stradale di quattro corsie, che unisca via di Vigna Murata con via del Tintoretto, dividendo il Parco in due monconi. Ai lati della strada sono previste la collocazione di un Ipermercato Esselunga e forse di altre costruzioni ad uso residenziale. La terza rotatoria, inoltre, occuperà una buona parte degli attuali orti. Eppure fino a pochi giorni prima- conclude Fattorini- stavamo discutendo con il Comune delle migliorie da apportare agli orti e nessuno aveva accennato a costruzioni stradali imminenti.”

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Manifesti di protesta davanti all’Ortolino in via del Tintoretto
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