ottaVocolle: dopo la riunione delle commissioni capitoline ancora nulla di Fatto

Prevarrà il buon senso sul parco del tintoretto

di daniele RANIERI

Non c’è pace per l’Ortolino e i cittadini del Tintoretto. Infatti, la riunione congiunta delle Commissioni comunali Urbanistica e Mobilità del 17 aprile scorso si è chiusa senza decisioni positive per il Parco del Tintoretto e dei vicini orti urbani. L‘Assessore all’Urbanistica Luca Montuori si è solo impegnato ad aprire un Tavolo a cui invitare, oltre al Municipio VIII e gli Uffici dipartimentali competenti, anche il Comitato di Quartiere per verificare ipotesi alternative. La vicenda, quindi, si allunga ancora.

Tutto è nato nel 2005 da un iniziale programma di trasformazione urbanistica della zona. Nel 2014 si è passati a sottoscrivere un accordo di programma e infine, tre anni dopo, si è firmata la convenzione che vede, come contraenti, il Comune, la catena di supermercati Esselunga e i costruttori. Il progetto prevede la costruzione di cubature pari a diciassettemila metri quadrati: un centro commerciale, due palazzi di 11 piani e una strada a quattro corsie. Un collegamento stradale di ottocento metri di lunghezza che taglierebbe in due il Parco del Tintoretto, ne spianerebbe la collina, cancellerebbe gli eucalipti, presenti in tutta la zona dalla bonifica dell’agro romano di fine Ottocento per contrastare la malaria.

E, come se non bastasse, finirebbe con una rotatoria che dimezzerebbe lo spazio dato in concessione all’Associazione Ortolino, che vi ha impiantato dei meravigliosi orti urbani. Una ipotesi che, come abbiamo già scritto nel numero di Aprile, vede l’opposizione del Comitato di Quartiere Ottavocolle, dei coltivatori degli orti, del Municipio VIII e dei partiti all’opposizione della Giunta Raggi. Tutti d’accordo che la strada a quattro corsie aveva un senso inizialmente quando era parte di un progetto, che collegava diverse zone della città. Progetto, però, abbandonato da tempo. Mentre per collegare solo Via di Vigna Murata a Via del Tintoretto non ha nessun senso.

La Giunta capitolina ha riunito, una prima volta, la Commissione Urbanistica il 13 febbraio , quindi la Commissione Trasparenza e i rappresentanti dell’VIII Municipio. E infine, l’ultima volta, tutti insieme il 17 aprile, senza giungere tuttavia a nessuna conclusione e respingendo ogni proposta alternativa perché richiederebbe, secondo l’Assessorato, la modifica del Piano Regolatore cittadino. Operazione che comporterebbe, secondo la Giunta, almeno tre anni di tempo per essere conclusa.

Un tempo incompatibile con quelli previsti dalla convenzione e per questo contestata anche da Esselunga che, nel caso, richiederebbe compensazioni finanziarie. Una proposta mediana sarebbe quella di una strada, realizzata con il consenso di tutti e senza modificare il Piano regolatore, con un tracciato meno invasivo, con l’incrocio “a raso” senza la grande rotatoria finale. Salvaguardando così il Parco e gli orti. Prevarrà il buon senso e i diritti dei cittadini o gli interessi economici?

La storia continua.

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