Il ponte di via Giulio Rocco sarà abbattuto

Ancora difficoltà per la viabilita tra la Garbatella e l’Ostiense

di Eraldo SACCINTO

Niente di buono per il ponte di via Giulio Rocco. Il cavalca ferrovia, danneggiato dal terremoto del 2016 e chiuso al traffico veicolare, dovrà essere completamente abbattuto e ricostruito.
Le sue condizioni sono più serie del previsto. Il collegamento stradale tra via Ostiense e piazza Benedetto Brin costituisce uno degli ingressi alla Garbatella e attraversa i binari della Linea B della Metropolitana e della Roma- Lido, costeggiando l’edificio che ospita l’Università Roma Tre. Rappresenta un’infrastruttura viaria molto importante nel quadrante Ostiense e costituisce una valida alternativa all’attraversamento del più moderno ponte Settimia Spizzichino per chi deve dirigersi verso Garbatella o San Paolo.
Il cavalca ferrovia ha quasi cento anni, fu costruito, infatti, nel lontano 1921 all’epoca della fondazione della Borgata Giardino Concordia e dedicato all’omonimo scrittore di cose nautiche. Purtroppo il sisma, che il 30 ottobre 2016 sconvolse l’Italia centrale, procurò gravi danni alla sua stabilità. Per motivi di sicurezza l’infrastruttura fu chiusa alle automobili, creando inevitabili ripercussioni per la circolazione stradale, ma anche per quella ferroviaria; infatti, mentre i treni della metro B possono viaggiare alla velocità ordinaria, per quelli della Roma-Lido, per misure cautelari, è rimasta la limitazione a 30 chilometri orari..
Le verifiche sullo stato del manufatto sono iniziate con forte ritardo, soprattutto a causa della mancanza di una direttiva politica durante il commissariamento del Municipio, ma anche per i diversi soggetti che hanno competenza sull’infrastruttura: Atac, Regione Lazio e Roma Capitale.
La situazione è piuttosto complessa. Storicamente, la prima campata del ponte è stata realizzata in occasione della costruzione
della linea ferroviaria Roma-Lido (1920-21), mentre la seconda è più recente e risale alla realizzazione della prima linea metropolitana di Roma. Allo stato attuale gli interventi sono consistiti in una campagna di indagine notturna da parte di Atac per pianificare gli interventi da realizzare, dalla quale è emersa la qualità scadente dei calcestruzzi e dell’intonaco.
Da qui la decisione di demolire e ricostruire l’impalcato corrispondente alla parte orizzontale del ponte, mentre la parte verticale,
cioè le “spalle” e la “pila” centrale devono essere oggetto di ulteriori verifiche.
Intanto Roma Capitale ha inserito nel piano investimenti 2019-2021 uno stanziamento di un milione e quattrocentomila euro per un intervento di ristrutturazione e la Regione Lazio dovrebbe finaanziare la stessa cifra per la sua parte di competenza. L‘Atac, nominata stazione appaltante per l’esecuzione dei lavori, verificherà lo studio di fattibilità tecnico-economica sull’intervento.
Per ora è stata bandita, da parte del Comune di Roma, la gara della progettazione definitiva ed esecutiva. Tenendo presente i tempi di redazione si avrà la consegna del progetto non prima di marzo e dopo circa quattro mesi si può ipotizzare di ottenere la validazione e l’invio per l’autorizzazione al Genio Civile. Quindi da settembre 2019 il progetto dovrebbe essere rinviato all’Atac per l’esecuzione dei lavori. Insomma, stando così le cose, l’avvio del cantiere sembra essere relativamente lontano.
Così continueranno ancora a lungo i disagi alla viabilità per centinaia di studenti dell’Università Roma Tre e per tutta la cittadinanza.
Se a tutto ciò aggiungiamo la chiusura del primo tratto di via delle Sette chiese verso San Paolo e l’inagibilità del sovrappasso pedonale della vecchia stazione della metro, che collega piazza Vallauri con via degli Argonauti all’Ostiense, la mobilità è seriamente compromessa.
Intanto il Municipio ha avanzato all’assemblea capitolina la richiesta di ridurre la Tari per i commercianti, che tra mille disagi insistono su via Giulio Rocco.

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