L’album del quartiere in mostra negli stenditoi

Grande successo per la rassegna fotografica “Garbatella Images”

di Francesca VITALINI

I luoghi sono spazi nei quali l’identità, le relazioni e le storie, come sosteneva l’antropologo Marc Augé, si intrecciano.
E un luogo, Garbatella, con le sue storie, i suoi abitanti, le sue memorie è stato il protagonista della mostra “Garbatella Images”, che durante il mese di dicembre ha popolato il quartiere romano. La mostra, parte del programma del Campidoglio “Contemporaneamente Roma”, è stata pensata appositamente per il quartiere popolare dell’Ater: una scoperta delle sue caratteristiche urbane, sociali, architettoniche, antropologiche, storiche attraverso l’uso della fotografia, grazie al lavoro di ricerca sul territorio di due fotografi contemporanei come Francesco Zizola e Giovanni Cocco, ma anche agli scatti donati dalla popolazione locale. Le fotografie d’epoca estratte dai cassetti delle famiglie del quartiere, infatti, sono state messe a disposizione del lavoro di ricostruzione e riscoperta promosso da “Laboratorio Territorio Personale”, in collaborazione con “WSP Photography” e i centri anziani del quartiere. Trentadue immagini in tutto, in parte ingrandite e stampate in pvc e appese come lenzuola tra gli stenditoi dei lotti, altre esposte nei locali dall’associazione culturale e galleria fotografica 10b Photography, ideatrice del progetto.
Il percorso è stato curato dalla storica dell’arte Sara Alberani: “Garbatella è un luogo particolare, prezioso, dove la storia collettiva e le storie individuali si intrecciano – racconta, facendo un bilancio dell’iniziativa –siamo stati piacevolmente colpiti dalla partecipazione degli abitanti, tanto che vogliamo far continuare nel tempo questa progettualità, che ha visto una risposta importante del quartiere, arrivando al suo Centenario nel 2020 con un archivio fotografico locale più ricco, ampliando il numero dei partner sul territorio ed estendendo il numero dei lotti coinvolti nell’esposizione. Ma non ci fermeremo qui, ci piace pensare di far dialogare la fotografia con i video, portando dei proiettori nei cortili dei lotti e vorremmo commissionare a dei fotografi stranieri dei reportage sul quartiere”.
La Garbatella, dunque, si è messa in mostra, presentandosi nella sua immediatezza e nella sua intimità, raccontando storie lontane nel tempo, eppure così familiari: gli operai che hanno costruito il Gazometro, i balli sfrenati sui tavoli delle Sgarbatelle, i ragazzini che si sfidano all’oratorio San Filippo Neri.
Si è raccontata per i suoi abitanti, ma anche per i tanti che sono venuti dalle altre parti della città: “Il pubblico è stato numerosissimo e composito per età e per provenienza – continua Sara – mai ci saremmo aspettati una risposta del genere.
La Garbatella genera curiosità perché ha molto da dire di sé, una ricchezza da raccontare con attenzione”.

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