Ennesima esplosione al centro sociale La Strada: convocata assemblea pubblica

Garbatella si è svegliata ancora una volta con l’eco di un ordigno esplosivo contro il centro sociale La Strada, in via degli Armatori. L’attacco si è verificato nella notte, alle 4:08, quando la deflagrazione ha scosso l’ingresso dello stabile. Accanto al luogo dell’attentato sono state rinvenute tracce di polvere da sparo e uno striscione con la scritta offensiva: “Di Battista puttana di Hamas”.
Alessandro Di Battista, ex parlamentare del Movimento 5 Stelle, pochi giorni fa, dal palco della festa del Fatto Quotidiano al Circo Massimo, aveva duramente attaccato il Governo per la mancata presa di posizione contro Israele, chiedendo provvedimenti concreti. Non esiste però alcun legame diretto tra lui e il centro sociale colpito.
Sono intervenuti fin dalle prime ore del mattino gli agenti della polizia scientifica. Le indagini sono in corso, anche con l’assistenza degli artificieri, per chiarire la dinamica dell’accaduto: tra le ipotesi al vaglio degli investigatori, quella che l’ordigno sia stato collocato sulla maniglia d’ingresso e poi fatto esplodere.

Lo striscione esposto contro Di Battista

Una scia di aggressioni che non si ferma

Nonostante la violenza dell’attacco, gli autori non sono riusciti a penetrare all’interno dei locali. Nessuna persona è rimasta ferita, ma i danni materiali e il clima di tensione si aggiungono a una lunga scia di episodi che, da troppo tempo, colpiscono ripetutamente la struttura e la comunità che la anima.
In meno di un anno il centro sociale ha segnalato decine di aggressioni: dalle minacce agli imbrattamenti, dai danneggiamenti fino a veri e propri ordigni esplosivi. L’ultimo attentato di questo tipo risale al 15 maggio scorso.
In precedenza, anche opere d’arte legate alla memoria e alla solidarietà alla Palestina, come i murales di Laika e il monumento di Handala, erano stati presi di mira con atti vandalici e danneggiamenti, segno di una pressione costante contro luoghi e simboli che rappresentano valori di resistenza e pace.

Il comunicato de La Strada, convocata un’assemblea pubblica

In una nota diffusa poche ore dopo l’esplosione, il centro sociale ha denunciato con forza la matrice politica dell’attacco: «È l’ennesimo episodio. La matrice è chiara: ambienti filo-israeliani che vogliono colpire chi, come noi, si batte per la fine del genocidio a Gaza, per la libertà del popolo palestinese e contro le politiche criminali del governo Netanyahu. La nostra è una lotta limpida: contro la guerra e le logiche di oppressione, mai contro il popolo ebraico e ancora – Roma sta vivendo un’escalation inquietante. Non solo La Strada: pensiamo, da ultimo, alla contestazione al Fatto Quotidiano al Circo Massimo pochi giorni fa. È un clima d’odio costruito con menzogne e semplificazioni brutali, per criminalizzare voci diverse, accomunando persone e movimenti che chiedono soltanto di fermare il genocidio a Gaza».
Il centro sociale ha convocato per oggi alle 17:00 un’assemblea pubblica nei propri spazi, ribadendo che non si farà intimidire e continuerà le proprie battaglie «alla luce del Sole», contro quella che viene definita la «vigliaccheria degli squadristi notturni».

Municipio Roma VIII

Il Municipio VIII e la solidarietà al popolo palestinese

L’attacco di questa notte arriva in un contesto politico già acceso. Proprio ieri, infatti, il Municipio Roma VIII ha deciso di issare la bandiera della Palestina sulla facciata della sede istituzionale in via Benedetto Croce 50, in seguito all’approvazione di un atto della maggioranza per esprimere solidarietà al popolo palestinese.
Accanto alla bandiera, è stato esposto anche uno striscione in sostegno alla Global Sumud Flotilla, la cui delegazione italiana è appena partita. «Un atto di solidarietà e vicinanza – si legge nella nota del Municipio – perché anche dalle istituzioni locali si diffonda una voce di pace, diplomazia e cooperazione, per porre fine alla drammatica situazione in Palestina».

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