E’ ora di dare certezze sui lavori del mercato coperto della Garbatella
Sull’annosa questione del mercato coperto della Garbatella, i cui lavori di ristrutturazione sono cominciati quasi quattro anni fa e sono attualmente fermi, abbiamo chiesto un parere al segretario dei Democratici di sinistra Natale Di Schiena
Chi abita alla Garbatella o chi si trova a passare per il quartiere nota un edificio un po’ malandato che però mostra un’imponenza vera che è testimone di fasti trascorsi. Quello è il mercato. Una struttura di vendita di prodotti, non solo alimentari ma di merci di tutti i tipi: una specie di suk arabo multicolorato e vociante come lo sono un po’ i vecchi mercati che a Roma hanno contribuito a costruire la storia della città. …..
E’ ora di dare certezze sui lavori del mercato coperto della Garbatella
Sull’annosa questione del mercato coperto della Garbatella, i cui lavori di ristrutturazione sono cominciati quasi quattro anni fa e sono attualmente fermi, abbiamo chiesto un parere al segretario dei Democratici di sinistra Natale Di Schiena

Chi abita alla Garbatella o chi si trova a passare per il quartiere nota un edificio un po’ malandato che però mostra un’imponenza vera che è testimone di fasti trascorsi. Quello è il mercato. Una struttura di vendita di prodotti, non solo alimentari ma di merci di tutti i tipi: una specie di suk arabo multicolorato e vociante come lo sono un po’ i vecchi mercati che a Roma hanno contribuito a costruire la storia della città.
Il mercato della Garbatella è l’identità del quartiere perché al centro della sua parte storica e per il fatto di essere stato per decenni un punto di incontro tra le persone, un luogo di scambio di esperienze e di socializzazione. Al mercato andavano le forze politiche a saggiare il polso della situazione, a sentire gli umori delle persone, ben sapendo che l’orientamento del mercato rappresentava un humus profondo, di grande rilievo.
Il mercato della Garbatella rappresentava il cuore pulsante del quartiere. Con la sua complessa umanità era un elemento di civilizzazione importante perché luogo di scambio delle merci e di costruzione/consolidamento di rapporti sociali.
Un quartiere, soprattutto se popolare, vede ridotta la propria identità se manca il mercato e le persone sono costrette a cambiare i propri riferimenti e le abitudini. Oggi ci troviamo in questa situazione perché non c’è il mercato alla Garbatella e sono molto lontani i tempi per la ripresa del suo ruolo.
I motivi che suggerirono la ristrutturazione sono noti: strutture vecchie e inadeguate; problemi di igiene; inagibilità del luogo perché privo di parcheggi e perciò con difficoltà di presenza per le persone e per lo scarico delle merci. Questa situazione aveva indotto problemi nel mercato, perché diminuiva la presenza degli acquirenti e quindi era ridotta la remunerazione per i commercianti.
E’ in quest’ottica e nella volontà di rilanciare/rimodernare il mercato che, da alcuni anni, è stato deciso uno spostamento temporaneo del mercato a Santa Galla nella prospettiva di un rientro, nel vecchio sito, a migliori condizioni. Dapprima ci furono resistenze al trasferimento che avvenne con caratteri di temporalità: i banchi erano e sono all’aperto e questo è un problema igienico significativo; il traffico in quella parte del quartiere è aumentato; una parte del quartiere è rimasta priva di un riferimento per la spesa e molti cittadini sono ricorsi ai negozi, ai supermercati o alle piccole bancarelle. Tutto questo ha prodotto disagi per i prezzi, la freschezza e la qualità dei prodotti.

I commercianti, pur in condizioni operative un po’ disagiate ,hanno aumentato il loro introiti. E’ in quest’ambito che sono iniziate le difficoltà. Innanzitutto la questione dell’andamento dei lavori. Va detto che attualmente siamo in una fase di stallo perché non ci sono interventi e non si capisce quando riprenderà l’azione che fino ad oggi ha prodotto solo la ristrutturazione di una parte del mercato e più precisamente una sala a disposizione del Municipio XI, risistemata da una associazione privata come “urban center.”
Il resto del progetto non marcia e ciò crea una grande confusione. Le motivazioni sono molteplici: vi è difficoltà ad armonizzare gli interventi finanziari perché sono diversi e non collegati tra loro i centri erogatori e questo fatto determina un andamento delle opere di ristrutturazione segnato da grande confusione; non si conoscono realmente i progetti di rilancio del mercato (che erano parti essenziali dell’idea di un mercato dotato di ufficio postale, di banche e ristoranti) che, nelle mutate condizioni storico-sociali, ridiventasse punto di aggregazione e perciò di profitto per gli operatori; le strutture di vendita proposte, a sentire i commercianti, parrebbero piccole e strette e quindi poco agibili per un’organizzazione del lavoro adeguata.
Infine c’è il problema dei parcheggi. Gli operatori hanno detto chiaramente che, senza questa struttura, l’opera si rivelerebbe inutile. Sembra non sia stato prodotto uno studio attento sulla localizzazione degli stessi, data la difficoltà di avviare le opere di sbancamento in un luogo vicino al mercato senza arrecare danno all’ambiente circostante.
Le risposte a queste osservazioni sono diverse e vanno dal riconoscimento dei ritardi, alla considerazione che il progetto è stato studiato da professionisti di grande valore che hanno apportato continue revisioni al progetto originario proprio per tenere conto delle osservazioni degli operatori economici.
Va detto per onestà e per comprendere bene la natura della discussione che, nel quartiere, stanno maturando novità immobiliari molto forti, tali da spostare in altre aree della zona gli interessi economici. Sappiamo che l’area vicino al Terminal Ostiense è stata ceduta ad una società privata per circa 22 miliardi di vecchie lire e che lì sta nascendo un sistema di negozi; un supermercato; insediamenti abitativi di prestigio; alcune parti del futuro Campidoglio 2: perciò quel luogo potrebbe diventare interessante per l’inserimento in una parte pubblica degli operatori del vecchio mercato.
Probabilmente, anche questi motivi oltre a quelli oggettivi già sottolineati, potrebbero essere alla base di un malumore crescente di parecchi commercianti che non vorrebbero tornare al vecchio sito. A questo punto vogliamo fare qualche considerazione: sarebbe utile discutere con le forze politiche presenti nella zona sulla possibilità/necessità di grandi insediamenti urbani e infrastrutturali perché questi, se non governati, producono disagi alla popolazione, compresa quella che
viene ad insediarsi ex novo.
Può darsi che ciò sia avvenuto. Noi non siamo a conoscenza di nulla in questo ambito e vorremmo capire cosa sta accadendo. Inoltre, qualche osservazione vogliamo esprimerla. I lavori debbono andare avanti con rapidità e concludersi entro il 2008 altrimenti tutto diventa inutile; perciò pensiamo che chi è preposto al controllo dell’andamento dei lavori dovrebbe rapidamente intervenire e chiedere ragione dei ritardi e valutare eventuali diverse scelte.
Per noi non è possibile che alla Garbatella, di fatto, non ci sia più il mercato, perché i cittadini non lo accetterebbero tenendo conto che, da quella parte del quartiere, abitano persone anziane che hanno la necessità di poter usufruire, in luoghi raggiungibili, di tutti i servizi di cui hanno bisogno. Questa nostra opinione non comporta il rifiuto delle osservazioni che parte dei commercianti esprimono.
Ovviamente accettiamo le loro valutazioni comprese quelle di una parte degli operatori che ha maturato l’idea di cercare una allocazione diversa, pur nello stesso quartiere, utilizzando strutture pubbliche. E’ necessario un confronto con il Municipio e con l’Assessorato competente in questa materia, avviando una discussione sui possibili, alternativi spazi che il Municipio può offrire a tutti gli operatori interessati.
Natale Di Schiena
Segretario D.S. Garbatella
Copyright
tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 3 – Dicembre 2006



