Criminalità estiva? Garbatella si salva

Nostra intervista al maresciallo Gabriele Ricco, comandante della stazione dei Carabinieri

Criminalità estiva? Garbatella si salva

Nel quartiere diminuiti i reati. Consigli contro i furti in appartamento. Il problema droga. Aumentano schiamazzi notturni e atti vandalici

Estate. La stagione del sole, del caldo, delle ferie. Le località turistiche si riempiono di villeggianti in cerca di sollievo dal caldo, di divertimento, e di riposo. Le città d’arte vengono invase dai turisti, ma le periferie si svuotano. Il livello di sicurezza nei quartieri semideserti cala sensibilmente. Ed infatti l’estate è una stagione molto popolare nella cronaca.
Si registra un aumento soprattutto della piccola criminalità: gli scippi, a danno di donne e pensionati; casi di piccola delinquenza minorile; furti negli appartamenti; atti vandalici. Ma come è la situazione alla Garbatella? Lo chiediamo al maresciallo Gabriele Ricco, comandante della storica stazione dei Carabinieri della Garbatella. Storica, perché è nata insieme al quartiere, nel 1920, ed ha alle spalle, attraverso le generazioni di carabinieri che si sono succedute, 85 anni di conoscenza del posto e dei suoi abitanti. …..

Nostra intervista al maresciallo Gabriele Ricco, comandante della stazione dei Carabinieri

Criminalità estiva? Garbatella si salva

Nel quartiere diminuiti i reati. Consigli contro i furti in appartamento. Il problema droga. Aumentano schiamazzi notturni e atti vandalici

Estate. La stagione del sole, del caldo, delle ferie. Le località turistiche si riempiono di villeggianti in cerca di sollievo dal caldo, di divertimento, e di riposo. Le città d’arte vengono invase dai turisti, ma le periferie si svuotano. Il livello di sicurezza nei quartieri semideserti cala sensibilmente. Ed infatti l’estate è una stagione molto popolare nella cronaca.
Si registra un aumento soprattutto della piccola criminalità: gli scippi, a danno di donne e pensionati; casi di piccola delinquenza minorile; furti negli appartamenti; atti vandalici. Ma come è la situazione alla Garbatella? Lo chiediamo al maresciallo Gabriele Ricco, comandante della storica stazione dei Carabinieri della Garbatella. Storica, perché è nata insieme al quartiere, nel 1920, ed ha alle spalle, attraverso le generazioni di carabinieri che si sono succedute, 85 anni di conoscenza del posto e dei suoi abitanti.

di Valerio Maccari

Maresciallo, l’estate porta di solito ad un leggero aumento della criminalità. Come è la situazione alla Garbatella?
I problemi estivi sono dovuti alla “desertificazione delle città”.
Alla Garbatella questa tendenza non è così marcata, forse lo è un po’ di più dall’altra parte della Colombo. Le persone qui da noi abbandonano le loro case per periodi piuttosto brevi e lo svuotamento non raggiunge mai la soglia dell’ingestibilità. Settembre, in realtà, è il mese più a rischio.
Ma i furti in appartamento sono un problema molto sentito. Le forze dell’ordine hanno messo sotto stretto controllo le zone a rischio ma, ovviamente, non possono entrare nelle case.

Che fare, allora?
Oggi è possibile installare antifurti collegati direttamente con il 112. C’è bisogno della collaborazione dei cittadini. Se si prendono misure adeguate si può lasciare il proprio appartamento con relativa serenità.

Quindi la Garbatella è un quartiere sicuro?
Relativamente sicuro. Lo ritengo un quartiere con un indice di sicurezza maggiore di molti altri. Non si può dire che non avvengano reati, ma sono reati che si consumano dappertutto. D’altronde la Garbatella si inserisce in una grande città e ne condivide i problemi. Il grande afflusso di persone nei locali e alle varie manifestazioni festive serali, ad esempio, non semplifica la situazione. Una cosa, però, c’è da dire. Rispetto ai decenni scorsi abbiamo registrato una notevolissima diminuzione delle denunce.
Un tempo, ad esempio, in caso di furti d’auto in città, eravamo subito contattati e messi in allarme dalle altre stazioni: la Garbatella non godeva di buona fama! Non è più così.

E come mai la Garbatella è migliorata tanto?
Senz’altro per merito di un accrescimento culturale generale.
L’inserimento di varie istituzioni universitarie, per esempio, può aver contribuito a gratificare un quartiere nato in forma diversa. Ed è più facile per le forze dell’ordine ottenere risultati. E poi, ovviamente, per l’impegno delle forze dell’ordine sul territorio. Eppure si parla di furti, scippi, rapine… Come le dicevo, sono reati che vengono consumati dappertutto. Malgrado il forte afflusso di persone che vengono da fuori, credo che i reati siano veramente ridotti, invertendo la tendenza dei decenni passati. Sia ben chiaro, la sicurezza totale e completa non esiste.

Qual è il problema più grave della Garbatella?
Sicuramente il problema droga, al quale ci dedichiamo notte e giorno, costantemente. Tanto da poterle dire che, se non contenuto, è ormai decisamente sotto controllo. Poi, chiaramente, risse e, soprattutto intorno alla stazione Ostiense, quindi ai margini del quartiere, scontri interetnici. Un problema della Garbatella di oggi sono gli schiamazzi notturni, spesso una “coda”di serate in locali notturni all’Ostiense.

E come può essere risolto?
Bisognerebbe riorganizzare quei locali. Magari spostarli in zone meno abitate. Ogni cittadino ha diritto al riposo. Senza contare che altri reati sono spesso legati a questi locali. I danneggiamenti, ad esempio. Se i clienti di questi disco-pub bevono troppo, c’è anche un’alta probabilità che procurino danneggiamenti.
Per questo molti propongono il poliziotto di quartiere.
Sarebbe senz’altro una cosa positiva, ma bisogna vedere come verrebbe interpretata dai cittadini. Il sospetto dell’esistenza di uno stato di polizia non fa bene a nessuno. Noi crediamo di più nella collaborazione. Il cittadino deve dare il suo contributo: la segnalazione, ad esempio, è un elemento importante per prevenire. Però una specie di poliziotto di quartiere c’è. Da sempre la cultura dell’Arma ha valorizzato l’utilizzo di pattuglie a piedi. La nostra prerogativa è il contatto con il cittadino. Sa, la prevenzione è importantissima, pur se non è quantificabile.

E per la prostituzione?
C’è un serio impegno sul territorio. Questa piaga colpisce soprattutto la zona della Colombo, sul confine della Garbatella.
Combatterla non è semplice. Ma cerchiamo di esserci continuativamente.
Con un occhio di riguardo per le persone.
Che cosa intende? Proprio in quel momento squilla il telefono.
Dopo una breve conversazione il maresciallo mi spiega.
E’ una persona a cui hanno rubato in casa. E’ molto demoralizzata.
Le persone che subiscono questo genere di furti si sentono violate nella loro intimità. Noi cerchiamo di agire anche a livello psicologico. Siamo disponibili a rassicurare le vittime, a cercare di far loro capire che la società è qui per proteggerle. E’ un lavoro delicato. Cerchiamo di essere anche un po’ assistenti sociali.
Quando vado al bar le persone mi fermano, mi raccontano i loro problemi, mi chiedono consiglio. Noi carabinieri siamo sì per loro un punto di riferimento istituzionale, ma anche umano.

E’ importante?
Sì, perché crediamo nella prevenzione. Per noi arrestare una persona è una sconfitta. Per questo cerchiamo di combattere sul nascere i disagi che spesso portano a comportamenti criminosi.
Garbatella è migliorata molto. Ma senza strette relazioni umane tra cittadini e istituzioni non si può migliorare ancora.

 

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 2 – Luglio 2005

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