Case popolari: il pasticcio delle lettere

Case popolari: il pasticcio delle lettere

L’ATER ha commesso molti errori che hanno disorientato gli inquilini. Importi chiesti per “somme contabilizzate ma non ancora richieste”

di Flavia Micci

Poco prima dell’inizio delle scorse vacanze estive gli inquilini delle case popolari di Roma si sono visti recapitare una strana lettera dall’ATER. Una lettera corposa e cortese, che – di fatto – offriva ai destinatari la “ghiotta” possibilità di sanare le loro pendenze con l’Istituto sino al 31.12.2005 aderendo ad una transazione che arrivava a scontare le somme dovute sino all’80%! …..

Case popolari: il pasticcio delle lettere

L’ATER ha commesso molti errori che hanno disorientato gli inquilini. Importi chiesti per “somme contabilizzate ma non ancora richieste”

di Flavia Micci

Poco prima dell’inizio delle scorse vacanze estive gli inquilini delle case popolari di Roma si sono visti recapitare una strana lettera dall’ATER. Una lettera corposa e cortese, che – di fatto – offriva ai destinatari la “ghiotta” possibilità di sanare le loro pendenze con l’Istituto sino al 31.12.2005 aderendo ad una transazione che arrivava a scontare le somme dovute sino all’80%!
Come non approfittare di  questa occasione?
Purtroppo, però, ad una più attenta lettura (cosa non facile, perché lo schema della transazione non risulta di semplice comprensione, soprattutto quando si deve capire qual è effettivamente la cifra che bisognerebbe pagare), molti si sono accorti che forse quelle somme non erano dovute.

L’Istituto, infatti, ha commesso – nella fretta di inviare così tante lettere – alcuni errori abbastanza evidenti, come quello di imputare delle morosità per canoni di affitto non pagati anche a chi ha acquistato da anni.
Ma quello che più ha sconcertato gli inquilini sono stati gli importi chiesti per “somme contabilizzate ma non ancora richieste”, che a molti sono sembrate un controsenso!
Di fatto, l’Istituto ha colto l’occasione dell’invio di queste lettere per cercare di recuperare anche parte delle somme che avrebbe dovuto chiedere nei prossimi mesi, creando però così non poca confusione.
Ad aggravare la situazione c’è stata l’impossibilità di dialogare con l’ATER per far valere molte legittime contestazioni (affitti pagati, conteggi errati,…) perché l’ufficio di Piazza dei Navigatori (cui bisogna inviare l’accettazione della transazione) dopo alcuni giorni agostani in cui ha cercato di smaltire la valanga di visitatori, dopo le ferie non riceve più nessuno e gli impiegati rinviano tutti a Tor di Nona, dove la situazione non appare certo più semplice.
Stupisce poi che le possibili motivazioni per chiedere il riconteggio delle somme richieste siano solo 2 (errata fascia reddituale e somme eccessive rispetto al periodo di occupazione dell’immobile) e non si sia invece tenuto conto – tra le altre – della più ovvia: e se posso dimostrare che la morosità non esiste? O che è di importo sicuramente inferiore?
Perché dovrei rinunciare ad un nuovo conteggio della somma e – su questa – ad una nuova transazione? Perché penalizzare l’inquilino (che così si vede privare della possibilità di una transazione vantaggiosa?) per una errata richiesta che può essere “colpa” solo dell’Istituto, che non è in grado di tenere aggiornate le posizioni contabili dei propri assegnatari?
Capiamo che la nuova gestione si è trovata a dover mettere ordine in una situazione sicuramente disperata delle casse dell’Istituto, ma l’invio indiscriminato di queste lettere non ha certo contribuito a facilitare la vita né agli inquilini (soprattutto a tutti coloro che – non morosi – hanno perso tempo e denaro nel tentativo di far valere le proprie ragioni) né allo stesso Istituto, alle prese con centinaia di cittadini che – prima ancora di pagare – si rivolgono ai suoi uffici per avere delle legittime spiegazioni.
Dal canto nostro – come ormai da molti anni – continuiamo a fornire la assistenza gratuita con il nostro Sportello Casa tutti i giovedì dalle 18.30 alle 20,00 per tutti coloro che hanno bisogno di capire se e quanto devono effettivamente pagare all’Istituto.
Nel frattempo, per chi volesse iniziare ad esaminare la propria posizione, abbiamo predisposto uno schema sintetico che prende in esame le situazioni più diffuse, sperando che questo possa servire a chiarire parte dei molti dubbi che queste lettere hanno suscitato.

LETTERE ATER

A COSA SI RIFERISCONO:
Le somme chieste dall’ATER riguardano la posizione di ciascun inquilino fino al 31.12.2005 e si riferiscono a diverse situazioni contabili:
a. MOROSITÀ PER AFFITTI CHE ALL’ATER RISULTANO NON PAGATI NEGLI SCORSI ANNI
b. INTERESSI SU QUESTI MANCATI O RITARDATI PAGAMENTI
c. SPESE SOSTENUTE DALL’ATER PER MANUTENZIONE ED ALTRO ANCHE SE NON EFFETTUATE NEL LOTTO IN CUI SI TROVA IL DESTINATARIO DELLA LETTERA.Non ha importanza se nel proprio lotto le pulizie o la manutenzione in genere vengano fatte dagli inquilini

CHI NON DEVE PAGARE:
a. CHI HA ACQUISTATO CASA COSA FARE: inviare all’ATER la lettera di transazione insieme ad una copia della prima pagina dell’atto di acquisto
b. CHI HA OCCUPATO CASA IRREGOLARMENTE DOPO IL 30 SETTEMBRE 1999 O CHI NON HA PASSATO LA SANATORIA Chi è abusivo non può essere al momento sanato e, quindi, qualunque versamento fatto all’Istituto non modifica una situazione che rimane comunque IRREGOLARE.

A CHI CONVIENE PAGARE:
a. Coloro che sanno di avere affitti o servizi arretrati non pagati.
b. Coloro che, pur non avendo arretrati di affitto da pagare, hanno ricevuto la richiesta di una somma che – con gli sconti applicati per la transazione – risulta essere più bassa di quella dovuta per i soli servizi aggiuntivi.

CASI PARTICOLARI:
CHI E’ INQUILINO REGOLARE, MA NON HA LA BOLLETTAA NOME PROPRIO (perché ha chiesto la voltura dal precedente assegnatario o perché ha passato la sanatoria): oltre al pagamento (se ci sono delle somme da dare all’Istituto), bisogna scrivere sulle apposite righe all’inizio della lettera di transazione i propri dati, così da far sapere all’Istituto chi effettua realmente il pagamento.

INDICAZIONI GENERALI:
QUALI CIFRE BISOGNA PAGARE: La somma da pagare è quella indicata nella parte finale della lettera di transazione, dopo il calcolo dello sconto applicato, al primo punto delle ipotesi di transazione dove viene indicata la possibilità di fare anche un pagamento rateale delle cifre richieste.
PERCHE’ CONVIENE PAGARE: Perché così si chiude qualunque pendenza con l’Istituto fino al 31.12.2005, pagando – in media – cifre minime.
PAGAMENTO RATEALE: Conviene soprattutto quando le cifre richieste sono alte. Chi decide di pagare a rate deve inviare all’ATER – oltre alla lettera di transazione – anche una fotocopia del bollettino pagato. Questo serve a far vedere subito all’Istituto che la prima rata è già stata pagata, evitando così problemi nelle rate future.

COSE DA FARE:
PRIMA DI SPEDIRE LA LETTERA DI TRANSAZIONE fatene una fotocopia da conservare in caso di problemi o contestazioni con l’Istituto.
DOPO AVER SPEDITO LA LETTERA DI TRANSAZIONE (per chi vuole pagare a rate): controllate nei prossimi mesi (non prima di gennaio prossimo) che sulla bolletta dell’affitto sia indicata la rata che avete chiesto di pagare.

Per ulteriori informazioni: – DS GARBATELLA – Sportello CASA Tutti i giovedì dalle 18.30 alle 20.00 Via Francesco Passino 26 – Tel. 06/5136557

 

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 3 – Ottobre 2006

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