Un libro sulla Via delle Sette Chiese

Un libro sulla Via delle Sette Chiese

Ho letto il bel libro “Garbatella mia” di Rivolta e Gori. Vorrei approfondire le mie conoscenze sulla Via delle Sette Chiese intorno alla quale si è sviluppata la Garbatella. Per favore, mi potete indicare una pubblicazione?

Oreste Dragonetto

Della Via delle Sette Chiese si parla in articoli e in capitoli di moltissime pubblicazioni, essendo quella strada, come è noto, un tratto del celebre pellegrinaggio alle sette maggiori basiliche …..

Un libro sulla Via delle Sette Chiese

Ho letto il bel libro “Garbatella mia” di Rivolta e Gori. Vorrei approfondire le mie conoscenze sulla Via delle Sette Chiese intorno alla quale si è sviluppata la Garbatella. Per favore, mi potete indicare una pubblicazione?

Oreste Dragonetto

Della Via delle Sette Chiese si parla in articoli e in capitoli di moltissime pubblicazioni, essendo quella strada, come è noto, un tratto del celebre pellegrinaggio alle sette maggiori basiliche romane istituito nel 1500 da San Filippo Neri. Un libro che ne riassuma la storia e ne illustri i luoghi è “Via delle Sette Chiese in Roma”, Gangemi Editore.
E’ reperibile presso il negozio di libri e collezionismo di Largo delle Sette Chiese 20 o presso l’editore, in Piazza San Pantaleo 4.
Sulla Garbatella in  generale è appena uscito in libreria “La Garbatella a Roma” di Monica Sinatra, Franco Angeli Editore. Ce ne occupiamo in altra parte del giornale.

Via Anton da Noli e Via Usodimare

Apprendo che il Municipio si sta interessando perché sia cambiato il nome di una delle due vie, traverse della Circonvallazione Ostiense, in realtà intestate a una stessa persona: Anton da Noli e Antoniotto Usodimare, rispettivamente nome e soprannome di un grande navigatore genovese della fine del ‘400 al servizio dei portoghesi, scopritore delle isole del Capo Verde.
In precedenza avevo già letto la segnalazione della doppia intestazione nel numero di novembre di “Cara Garbatella”, in un articolo di Cosmo Barbato dedicato alla toponomastica del nostro quartiere. Vorrei aggiungere che il caso di una doppia intestazione di strade a uno stesso personaggio a Roma non è unico. Ce n’è infatti almeno un altro: Via Giovanni Borgi e Via Tata Giovanni. Borgi, detto Tata Giovanni, fu un benemerito filantropo del ‘700 fondatore di un ospizio per giovani sbandati, i “callarelli”.
Via Borgi è in centro vicino a Piazza Cairoli; Via Tata Giovanni è nei pressi di Piazzale Ardeatino.

Stefano Tesini

Una segnalazione ai vigili urbani

Non so quel che accade negli altri quartieri, ma alla Garbatella i motorini e le auto abbandonati si sprecano.
Rimangono lungo i marciapiedi a volte per mesi, senza che nessuno si preoccupi di recuperarli e di segnalarne il ritrovamento ai proprietari.
E questo pur quando cittadini di buona volontà si prendono la briga di avvisare i vigili. Potrei citare parecchi esempi. Eccone due: un motorino è in stato d’abbandono già da settimane a Piazza Nicola Longobardi; un’auto è chiaramente abbandonata in Piazza Vallauri.
Auto e motorini, dopo un certo tempo di abbandono, finiscono col diventare preda di vandali, mentre potrebbero essere segnalati ai legittimi proprietari e quindi recuperati.

Maria Laura Trin

Decadenza del Consultorio  di Via Montuori

Lo scorso anno in aprile ho effettuato la visita di controllo al consultorio familiare nel complesso della scuola Battisti, l’unico alla Garbatella, dove mi trovo benissimo: il personale medico è molto professionale e umano, cosa non facile da trovare in strutture pubbliche dove le liste sono lunghissime e la disponibilità quasi nulla.
Mi è stata consigliata una mammografìa (che naturalmente ho dovuto fare privatamente per poter rispettare l’appuntamento seguente): se ci fossero stati problemi avrei dovuto chiamare e così ho fatto. Non riuscendo a contattare per telefono il centro, sono andata di persona e mi hanno ricevuto subito. Mentre aspettavo ho chiesto come mai non riuscivo a chiamare.
Mi è stato detto che la linea per le chiamate in entrata non funziona. Entro e trovo il mio medico senza il suo solito sorriso e provo una sensazione di disagio che prima d’ora non avevo mai provato, visto che sono sei anni che lo conosco. Mi sono permessa di chiedere se era solo una mia sensazione che tutto il personale fosse un po’ sotto tono.
Non mi sbagliavo, mi hanno fatto vedere in che condizioni stanno lavorando e ho pensato a tutte quelle mamme che portano i bambini per le vaccinazioni che devono tenerseli stretti, altrimenti potrebbero toccare fili scoperti o intonaci cadenti; oppure a quelle future mamme che per sedersi sui lettini per i corsi preparto devono fare lo slalom tra i buchi nel pavimento; oppure a quelle come me che, dopo tante campagne (pagate dai contribuenti) di sensibilizzazione alla prevenzione del tumore al seno o all’utero, si trovano a non poter effettuare alcuni esami perché non c’è una sterilizzatrice per i ferri e si è obbligati a fare quello che si può con quelli usa e getta. Tra un mese tornerò al controllo.
Mi piacerebbe entrare e trovare il sorriso che mi aspetto di solito, perché qualcuno della Asl si sia scomodato a dare a quelle persone ciò che serve per lavorare e perché i fondi che erano loro destinati non siano andati sul conto di Lady Asl.

Stefania

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