Ater: incerto il destino degli inquilini

Ater: incerto il destino degli inquilini

Affollata assemblea nella sede di Sinistra Democratica. Si chiede la prosecuzione delle vendite degli alloggi ai prezzi già definiti

di Natale Di Schiena

Abbiamo deciso di convocare nei giorni scorsi nella sede di Sinistra Democratica alla Villetta un’assemblea sulle vicende dell’Ater (ex Iacp) perché da troppo tempo la questione del futuro delle case popolari appare incerto, soprattutto in relazione al destino degli inquilini e degli abitanti: vendita degli alloggi, ruolo dell’Ater e rilancio dell’edilizia pubblica.
Questa scelta è nata perché negli ultimi mesi sulla vicenda dell’Ater è stata costruita una speculazione politica inaccettabile, tesa a vanificare i diritti maturati dagli abitanti delle case popolari. …..

Ater: incerto il destino degli inquilini

Affollata assemblea nella sede di Sinistra Democratica. Si chiede la prosecuzione delle vendite degli alloggi ai prezzi già definiti

di Natale Di Schiena

Abbiamo deciso di convocare nei giorni scorsi nella sede di Sinistra Democratica alla Villetta un’assemblea sulle vicende dell’Ater (ex Iacp) perché da troppo tempo la questione del futuro delle case popolari appare incerto, soprattutto in relazione al destino degli inquilini e degli abitanti: vendita degli alloggi, ruolo dell’Ater e rilancio dell’edilizia pubblica.

case ater alla Garbatella

Questa scelta è nata perché negli ultimi mesi sulla vicenda dell’Ater è stata costruita una speculazione politica inaccettabile, tesa a vanificare i diritti maturati dagli abitanti delle case popolari.
Molti esponenti politici, giornalisti della carta stampata e della televisione, hanno costruito un’immagine delle case popolari come luoghi vissuti da ricchissimi approfittatori che abitano in case magnifiche, dotate di tutti i comfort, che renderebbero queste abitazioni di particolare pregio a tal punto che – secondo costoro – l’intera zona dovrebbe essere definita tale.
L’attacco è partito da Robilotta , consigliere regionale di incerta collocazione politica, il quale ha chiesto una revisione dei prezzi di vendita, sostenendo che, praticare quelli previsti dalla legge 42/91, avrebbe prodotto una svendopoli del patrimonio dell’Ater perché, a Garbatella come in altri quartieri, i prezzi di mercato sarebbero di gran lunga più elevati. Molti hanno poi sostenuto che ciò porterebbe ad una successiva speculazione da parte degli acquirenti, producendo così arricchimenti illeciti. A ciò si è aggiunta “La Repubblica” e varie testate televisive con servizi attorno alla qualità delle abitazioni popolari.
Questo coro ha scosso la sensibilità della Giunta regionale a tal punto che il Presidente Marrazzo ha deciso di bloccare le vendite per rivedere i prezzi, ovviamente verso l’alto. Ci colpisce l’atteggiamento del Presidente e della Giunta di centrosinistra che, pur raccogliendo un vasto sostegno elettorale proprio nei quartieri popolari, dimentica le speranze accese dopo la vittoria del 2005. Il problema, perciò, è proprio nelle valutazioni che sono alla base di queste novità. Innanzitutto la qualità dell’abitare nelle case popolari. Oggi queste sono abitabili in ragione di interventi individuali, fatti dai singoli abitanti che hanno rinnovato le abitazioni costruendo i servizi igienici (esistevano a Garbatella i bagni pubblici per venire incontro alle esigenze di igiene dei cittadini), abbellendo i cortili, i portoni e talvolta introducendo l’uso dell’ascensore che è ancora assente in quasi tutte le abitazioni, costringendo anziani e disabili a rimanere “rinchiusi” dentro le mura domestiche.
A questo processo individuale e collettivo di ristrutturazione, l’ex Iacp e l’attuale Ater non hanno partecipato minimamente.
Va ricordato a tutti che la condizione economica degli abitanti delle case non è di benessere, perché ci vivono pensionati, incapienti, giovani precari, lavoratori che campano di salari e stipendi con una famiglia media che non potrebbero mantenere, se fossero costretti a lasciare le loro attuali abitazioni. Inoltre, va detto che in queste abitazioni si sono succedute intere generazioni che hanno maturato storie, relazioni e modelli di vita che sarebbe socialmente grave spostare.
Accanto a questi elementi sociali, esistono situazioni di mancato contratto a cittadini che da oltre vent’anni vivono nelle case Ater e pagano il canone di locazione previsto e spesso arbitrariamente aumentato dallo Iacp ora Ater.
Occorre sistemare tutto ciò e noi lo abbiamo ribadito nell’assemblea che è stata partecipata in modo massiccio.
Dall’incontro sono maturate le seguenti proposte: prosecuzione della vendita degli appartamenti ai prezzi già definiti, facilitando l’acquisizione dei mutui tenendo conto dei necessari processi di ristrutturazione che non saranno limitati; accertamento dei redditi e contrattazione di eventuali nuovi prezzi di vendita per coloro che hanno redditi elevati il cui importo annuo deve essere definito; voltura dei contratti a tutti i cittadini che hanno la residenza certificata.
Al tempo stesso, occorre una valutazione della politica urbanistica pubblica perché, in molte situazioni e anche nel nostro quartiere, avvengono costruzioni su aree pubbliche di inutili opere infrastrutturali o di abitazioni di lusso a carattere speculativo che mantengono elevata la rendita immobiliare.
Su questi temi, Sinistra Democratica ha intenzione di proseguire nella iniziativa sul territorio per difendere gli interessi e i diritti dei cittadini, chiedendo il rilancio a Roma e nel nostro quartiere di una politica pubblica della casa, simile a quella che viene praticata in altri paesi europei dove l’abitare è un diritto di civiltà e le città divengono luoghi di accoglienza e non di esclusione. Occorre una politica urbanistica per tutta la città di Roma per rendere meno diseguali le condizioni di vita dei cittadini.

 

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 4 – Dicembre 2007

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