Nuova presentazione della “ Verità sull’eccidio del Ponte di Ferro”

di Riccardo CERVELLINI

Il 15 aprile ad Industrie Fluviali il libro di Giorgio Guidoni

Dopo il primo incontro che si è tenuto lo scorso febbraio alla Casa della Memoria e della Storia, arriva la presentazione sul territorio del libro di Giorgio Guidoni “La verità sull’eccidio del Ponte di Ferro”. L’evento, organizzato dal Municipio VIII in collaborazione con Cara Garbatella, avrà luogo il 15 aprile alle ore 18.00 presso le Industrie Fluviali, in via del Porto Fluviale 35. Con questo saggio l’autore ha finalmente fatto luce su uno degli episodi più controversi e da sempre ritenuti dubbi dalla storiografia resistenziale romana. Si tratta della vicenda, nota come l’eccidio del Ponte dell’Industria, riguardante le dieci donne trucidate dai nazisti la mattina del 7 aprile 1944, esattamente ottant’anni fa, colpevoli di aver assaltato insieme ad una folla affamata il forno Tesei a poche decine di metri dal ponte, lato via Antonio Pacinotti, che faceva da base di rifornimento ai soldati tedeschi. Il tragico fatto viene celebrato annualmente con la deposizione di una corona alla memoria sulla lapide che porta i nomi delle dieci donne. Giorgio Guidoni, appassionato di storia locale, attraverso un accurato lavoro d’archivio e testimonianze dirette dei parenti è riuscito a ricostruire le vite delle dieci presunte vittime scoprendo che nessuna di loro trovò la morte in quell’occasione. Gran parte di loro erano comunque delle patriote ed ebbero un ruolo decisivo nella Resistenza contro gli occupanti, ma morirono in altri frangenti, prima o dopo quel fatidico 7 aprile. Sul palco insieme all’autore non mancheranno personalità di rilievo, a partire dalla presidentessa dell’Irsifar Paola Carucci, la conduttrice televisiva e docente di Storia contemporanea all’Università di Tor Vergata Michela Ponzani e il giornalista e scrittore Gianni Rivolta direttore di Cara Garbatella. A rappresentare le istituzioni, Maya Vetri, assessora alle Politiche culturali dell’VIII Municipio.

La ricerca di Guidoni è partita da una lista di nomi presi dall’unica fonte che racconta di quella drammatica mattina del ’44, un testo del giornalista e scrittore Cesare De Simone, ormai deceduto, uscito nelle librerie nel 1994, cinquant’anni dopo l’accaduto. Nonostante De Simone descriva con dovizia di particolari e rimandi alle fonti i nove mesi di occupazione tedesca a Roma, proprio su questo specifico episodio non fornisce documentazione a tuttoggi riscontrabile. Riporta solo di aver visto personalmente un mattinale della Questura dell’aprile di quell’anno depositato presso l’Archivio Centrale dello Stato, tuttavia irreperibile. Inoltre, anche l’autorevole storico Gabriele Ranzato nel suo saggio “La Liberazione di Roma”, edito nel 2019, aveva già avanzato forti perplessità, poi ribadite nell’incontro avvenuto alla Casa della Memoria, sulla veridicità dell’accaduto in virtù del fatto che negli archivi e sulla stampa clandestina non era stato possibile reperire alcun tipo di documentazione e nemmeno i parenti delle presunte vittime, anche dopo la Liberazione, avevano mai rivendicato i corpi di quelle donne.

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