Si chiude un capitolo lungo e complesso nella vicenda delle famiglie residenti nei complessi di via Pincherle e via dei Colli Portuensi. Dopo mesi di mobilitazione e confronto istituzionale, Regione Lazio e Roma Capitale hanno raggiunto un’intesa che prevede un contributo di 3,2 milioni di euro da parte del Campidoglio per interventi di manutenzione straordinaria e messa in sicurezza del patrimonio.
La misura rientra nel Piano strategico per il diritto all’abitare 2023-2026 e garantisce la piena tutela dei nuclei familiari, ponendo fine a un’incertezza che si trascinava da quasi due decenni.
Una svolta attesa da anni
La vicenda degli alloggi ex Fata Assicurazioni (Fondo Assicurativo tra Agricoltori) è una delle pagine più significative delle politiche abitative romane.
Diciassette anni fa, grazie alla mobilitazione degli inquilini e all’intervento congiunto di Regione Lazio e Ater Roma, fu bloccata la vendita a privati di oltre cento appartamenti, fermando un’operazione di speculazione immobiliare.
Nel 2009, gli immobili furono acquistati da Ater, consentendo, a chi viveva già negli stabili, affitti a canoni calmierati. Negli ultimi mesi, però, il rischio si era ripresentato a seguito della decisione di Ater di avviare la vendita dell’intero complesso.
L’intesa siglata tra Regione Lazio e Roma Capitale rappresenta una soluzione strutturale e sostenibile. Il finanziamento servirà per lavori di messa in sicurezza e riqualificazione, scongiurando ogni ipotesi di vendita e garantendo la continuità abitativa per tutte le famiglie.
Si tratta di un passaggio chiave per consolidare il diritto a restare nelle proprie case e preservare un patrimonio pubblico.

Le voci delle istituzioni
L’accordo ha trovato un ampio consenso trasversale, e nelle parole degli amministratori si percepisce il sollievo di aver messo fine a una lunga incertezza. L’assessore regionale alle Politiche abitative, Pasquale Ciacciarelli, parla di un’intesa che dimostra come «quando le istituzioni dialogano, si possono dare risposte concrete e tempestive», mettendo fine a una vicenda che «durava da troppo tempo» e restituendo serenità alle famiglie. Un concetto ripreso anche dall’assessore capitolino al Patrimonio, Tobia Zevi, che la definisce «una vittoria delle famiglie e delle istituzioni» e ringrazia inquilini e rappresentanti locali per aver impedito «la svendita di un patrimonio pubblico strategico» e garantito «il diritto di restare nella propria casa».
Andrea Catarci, Responsabile Giubileo Persone e Partecipazione di Roma Capitale ed ex presidente dell’Ottavo Municipio, ha ricordato il lungo impegno a fianco degli abitanti: «Roma Capitale mette a disposizione 3,2 milioni per manutenzione e sicurezza degli appartamenti di via Pincherle. Ora l’Ater archivi i propositi di vendita e stipuli i contratti regolari attesi da anni, restituendo serenità alle famiglie».

Dai banchi della Regione, la consigliera di Fratelli d’Italia Laura Corrotti ricorda i quindici anni di paura vissuti dagli inquilini, mentre Claudio Marotta di Sinistra Civica Ecologista sottolinea che il merito va «a chi non ha mai smesso di lottare», avvertendo però che «la partita non è chiusa» e che occorre regolarizzare i contratti. Un richiamo condiviso anche dal presidente del Municipio VIII, Amedeo Ciaccheri, che vede in questo accordo «un risultato concreto» e promette di continuare a vigilare affinché nessuna famiglia si ritrovi di nuovo a rischiare la propria casa.
La vittoria degli inquilini e dei sindacati
Accanto alle istituzioni, l’Unione Sindacale Asia Usb e il Comitato Inquilini via Pincherle hanno espresso grande soddisfazione per il risultato dell’11 agosto: «Con grande felicità comunichiamo che l’operazione di vendita delle case è stata ritirata. Questa è una vittoria sociale di chi difende il diritto all’abitare, ma la vertenza non è conclusa: resta da regolarizzare i contratti».
Una vittoria, ma non la fine del percorso
L’accordo segna una vittoria storica per gli inquilini di via Pincherle e via dei Colli Portuensi. Tuttavia, le stesse istituzioni e i rappresentanti politici coinvolti sottolineano che resta aperta la questione della regolarizzazione dei contratti e della garanzia di canoni sostenibili per tutti.
La mobilitazione degli abitanti, che 17 anni fa fermò la speculazione, resta il simbolo di una battaglia per il diritto alla casa che, pur avendo raggiunto un traguardo importante, non è ancora del tutto conclusa.







