Assemblea in via Pincherle: inquilini in allarme per la vendita delle case Ater

Via Salvatore Pincherle – Si è svolta con una calorosa partecipazione l’assemblea organizzata dal comitato inquilini e Asia Usb, in via Pincherle, nel quartiere Valco San Paolo, dove numerose persone si sono riunite per affrontare una notizia che ha destato preoccupazione e sconcerto: l’Ater ha deciso di mettere in vendita ben 106 alloggi, situati nei civici 153/169 della via, che coinvolgono circa 130 persone.
Gli inquilini, molti dei quali vivono da sempre in questi appartamenti, hanno ricevuto nei giorni scorsi una comunicazione ufficiale tramite raccomandata. Nella missiva, l’ente regionale annuncia l’intenzione di vendere gli immobili a prezzi di mercato (stima media 3.600€ mq) con diritto di prelazione per gli inquilini.
A rendere la proposta ancora più gravosa è la modalità di pagamento: una sola soluzione, senza possibilità di rateizzazione. Ma non finisce qui. Ai residenti viene inoltre richiesto di sostenere personalmente le spese per ottenere tutte le certificazioni necessarie, tra cui quella di abitabilità e l’attestato di prestazione energetica.
Il termine per aderire alla proposta è estremamente ristretto: solo trenta giorni. Trascorso questo lasso di tempo, gli immobili verranno messi all’asta sul mercato libero.
L’assemblea si è svolta in un clima di forte determinazione, con gli inquilini decisi a non accettare passivamente quella che molti hanno definito una vera e propria “ingiustizia sociale”. Al centro delle critiche, anche il commissario Ater Orazio Campo, accusato di voler “fare cassa” sulla pelle dei più vulnerabili. Le maggiori preoccupazioni riguardano infatti le numerose persone anziane, gli invalidi e le famiglie con difficoltà economiche, per le quali l’acquisto degli alloggi risulta del tutto insostenibile. A tutto questo si aggiunge la totale assenza di alternative abitative, in un contesto cittadino già gravemente segnato dall’emergenza casa.

Un patrimonio con una lunga storia

Gli alloggi in questione facevano originariamente parte del patrimonio della ex Fata Assicurazioni (Fondo Assicurativo tra Agricoltori). Nel 2009, quando il fondo decise di venderli, gli inquilini ricevettero avvisi di sfratto. A salvarli fu l’intervento della Regione Lazio, che acquisì gli immobili attraverso l’Ater. Tuttavia, queste abitazioni non vennero mai classificate come Erp (Edilizia Residenziale Pubblica), ma come unità a canone calmierato, permettendo comunque agli abitanti di restare nelle loro case.

Le reazioni politiche

All’assemblea erano presenti numerosi esponenti politici, in particolare del Partito Democratico, di Sinistra Civica Ecologista e di Rifondazione Comunista. Andrea Catarci, Responsabile dell’Ufficio Giubileo delle Persone e Partecipazione di Roma Capitale ed ex presidente del Municipio, ha ricordato le vicende del 2009: «Fu una vittoria fondamentale per la vita delle famiglie coinvolte e per tutta la città. Si bloccò la vendita a terzi e si garantirono affitti sostenibili. Tornare indietro ora sarebbe inaccettabile. Non possiamo lasciarli soli.»
Massimiliano Valeriani, presidente della Commissione Trasparenza e consigliere regionale Pd, ha aggiunto: «Chiederò alla Presidente Corrotti di convocare subito una commissione per discutere questa vicenda. Ci auguriamo che Ater fermi la procedura.» Sulla stessa linea anche il consigliere regionale Claudio Marotta di Sinistra Civica Ecologista: «La vendita non può essere trattata come un freddo calcolo economico. Ogni appartamento è la casa di qualcuno, con una storia e delle fragilità. Le istituzioni devono prendersi cura caso per caso, per evitare ingiustizie.»
Anche Roberta Cecili, Responsabile politiche dell’Abitare per Lazio Prc-Se, è intervenuta con parole nette: «Rifondazione Comunista, da sempre contro le speculazioni edilizie e interna alle lotte che rivendicano il diritto all’abitare, nel registrare come Ater Roma, allontanandosi ogni giorno di più dalla funzione sociale per cui è nata stia diventando ormai un’agenzia immobiliare che, allo scopo di pareggiare un bilancio in enorme deficit, mette in vendita il suo patrimonio trasformando gli inquilini in moneta contante, è al fianco, oggi come 17 anni fa, degli inquilini di via Pincherle».

L’audizione in Regione

Sebbene nessun rappresentante del centrodestra fosse presente all’incontro, è arrivata una nota da Laura Corrotti di Fratelli d’Italia, presidente della Commissione Urbanistica, Politiche Abitative e Rifiuti del Consiglio Regionale del Lazio: «Sto seguendo con attenzione la situazione di via Pincherle. Nessuno intende dimenticare le famiglie coinvolte.»
A seguito delle sollecitazioni è stata convocata un’audizione per lunedì 5 maggio alle ore 11:00 in Consiglio regionale in via della Pisana, alla presenza dei vertici di Ater Roma.
Nel frattempo, Gli inquilini hanno annunciato che proseguiranno nella mobilitazione, attivando tutte le strade possibili per impedire quella che appare come una dismissione forzata del patrimonio pubblico a danno dei più fragili.

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