A Sant’Eurosia con la signora dei piccioni. Malumori tra gli abitanti della piazza

di Lorena GUIDALDI

Mira ha inventato il suo nome.
Signora di mezza età all’anagrafe, candore di bimba nei gesti e nelle parole. Tutte le mattine, da quasi quattordici anni, arriva in piazza Sant’Eurosia con un sacco di mais e buste di pane e, con eleganza leggera, sparge cibo per i piccioni. Arrivano a frotte, come abituati ormai all’appuntamento quotidiano, accompagnati da cornacchie e gabbiani, in uno spettacolare volteggiare di centinaia d’ali.
Lei sta lì, si siede sul muretto che circonda le aiuole e li osserva. Racconta entusiasta delle sue scoperte, di come è riuscita, nel tempo, a capire certi meccanismi o dell’aver rinunciato a difenderli dagli uccelli nemici, perché, in fondo, “è la natura”… Narra delle sue osservazioni, disponibile e solare, capitata per caso in questa sua passione, partendo da un amore assoluto per gli animali e proiettata poi in questa stramba avventura. Gli abitanti dei palazzi intorno alla piazza disapprovano questa sua abitudine, lamentano sporcizia e rumore, ma lei continua serafica e costante a spargere cibo ed entusiasmo.

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