È da cinque anni che i proiettori del cinema Ambassade sono spenti, ed è da qualche mese che i residenti della Montagnola si sono mobilitati per chiederne la riaccensione. Alla campagna condotta dal Comitato di Quartiere, culminata con una petizione che in poche settimane ha raggiunto il risultato lampo di oltre quattromila firme, si è recentemente aggiunta la proposta del gruppo Progetto Ambassade. Si tratta di un movimento di giovani il cui zoccolo duro è costituito da studenti delle Università Roma Tre e Sapienza. Nelle due assemblee pubbliche che si sono tenute a marzo e maggio, una sessantina di partecipanti si è riunita per stilare una lista di obiettivi ispirati alla seguente premessa: “è stato subito chiaro che la chiusura del cinema potrebbe rappresentare un nuovo inizio per riprogettarne gli spazi a servizio del quartiere” – come si legge in un loro comunicato.

La possibile riapertura del cinema di via Accademia degli Agiati si fonda su un’auspicata collaborazione pubblico-privato, e si articola in due punti: dotare l’Ambassade di un’aula studio come è accaduto per il cinema Troisi, e mettere a disposizione locali destinati a ospitare eventi culturali che possano coinvolgere cittadini di ogni fascia di età. Il tutto all’interno di una struttura che non perderebbe la sua vocazione originaria: quella di raccogliere un pubblico davanti al grande schermo. “Secondo la nostra proposta, l’Ambassade godrebbe del patrocinio pubblico per il finanziamento dei servizi aperti al territorio” – ha specificato Matteo Annunziata, giovane ideatore del progetto. “Le sale cinematografiche, invece, continuerebbero ad essere gestite dal fondo detentore dell’immobile. Per noi il cinema non è solo un luogo legato ai ricordi personali” – ha proseguito, riassumendo il senso della battaglia – “ma un’occasione per dotare il quartiere di un luogo dove i giovani possano incontrarsi per studiare o svagarsi. La nostra ambizione è mettere a punto un metodo che possa essere replicato anche altrove, in quartieri che hanno lo stesso problema della Montagnola, di Tormarancia o della Garbatella: una forte presenza di giovani, ma pochi luoghi di aggregazione”.
Se chiaro è l’obiettivo di Progetto Ambassade, non meno definiti sono i metodi da adottare: né manifestazioni né raccolte firme, che rischierebbero di suscitare scarso interesse nei palazzi di governo. La strada che questo gruppo di studenti vuole perseguire è quella istituzionale. E il primo passo in questa direzione risale proprio a qualche settimana fa. Lo scorso 12 maggio, infatti, la consigliera Emanuela Droghei (Pd) ha avanzato in consiglio regionale una mozione che dà voce alla proposta di Progetto Ambassade. “Adesso attendiamo la calendarizzazione e la discussione della mozione” – ha concluso Annunziata. Nella speranza che, nel frattempo, non passino altri anni.
[Articolo pubblicato sul periodico Cara Garbatella, Anno XVIII – Giugno 2025/numero 68, pag. 3]






