Circonvallazione Ostiense, abbassa le serrande Clipper

Aperto a Circonvallazione Ostiense, sessantacinque anni fa da Marcello Rosati, il negozio è stato gestito negli ultimi decenni dalle figlie

Dopo ben sessantacinque anni, chiude un pezzo importante della storia della Garbatella: il negozio Clipper, un negozio (o forse sarebbe meglio dire il negozio!) di abbigliamento storico situato lungo la Circonvallazione Ostiense al civico 307.
Questa attività, creata praticamente dal nulla da Marcello Rosati, gestita con passione e dedizione dalle figlie Alessandra, Laura e Mirella, insieme al fratello Sergio, che si occupava della sartoria, era molto più di un semplice punto vendita; era un vero e proprio riferimento per il quartiere. Chiunque amasse vestirsi in maniera sobria e al tempo stesso elegante, indossando capi di qualità e finemente rifiniti conosceva questa boutique, conosciuta per la professionalità anche da Alitalia e AirOne, al punto che entrambe le compagnie aeree si erano rivolte alla maestria della sartoria per il confezionamento delle divise di steward e piloti.
La chiusura definitiva è avvenuta alla fine di maggio, ma prima dell’epilogo, per diverse settimane, appena si è sparsa la voce, è stato un susseguirsi di visite, di amici e vecchi clienti increduli, ma anche sollevati dal fatto che dopo tanti anni di sacrifici e impegni improrogabili, la famiglia Rosati si sarebbe goduta finalmente il meritato riposo.
Per lunghi anni Marcello è stato promotore e animatore del comitato locale che ha portato avanti iniziative e battaglie, insieme al resto degli esercenti della zona, collaborando con le istituzioni del territorio, ma anche pungolandole, criticandole apertamente con lealtà e trasparenza. Le sue istanze, legate spesso al decoro e alla pulizia, nonché al rispetto delle regole, sono state seguite con attenzione anche dalla cronaca locale per mezzo della Gazzetta dell’Undicesima, giornale guidato all’epoca da Gianni Rivolta, ora direttore di Cara Garbatella.

Marcello aveva quindi istaurato un rapporto schietto e amichevole con l’allora presidente Andrea Catarci che per l’occasione ne ha tracciato anche un significativo ricordo sulla sua pagina Facebook. “L’ho conosciuto più di trent’anni fa — racconta Catarci — ed è scattata una simpatia immediata che presto è diventata amicizia, poi aumentata di intensità, in particolare nel periodo in cui ho avuto l’onore di fare il presidente del municipio”. Come spesso succede in molte zone di Roma, anche il tessuto sociale dei quartieri sta cambiando rapidamente. La chiusura di negozi storici come Clipper è simbolo di un mutamento più ampio: le botteghe e le piccole attività a conduzione familiare stanno lasciando il passo a grandi catene o a negozi più moderni, spesso più orientati alla rapidità e alla convenienza e altrettanto spesso non alla qualità. Dei vecchi esercenti, dei pionieri che sono arrivati nella zona quando l’Almone era stato appena interrato, è ormai rimasta soltanto la pizzeria “Da Giovanni” in via Carlo Citerni. Questi cambiamenti portano con sé un senso di nostalgia, ma anche la consapevolezza che i quartieri si evolvono, portando nuove sfide e opportunità. La perdita di negozi storici come Clipper significa anche la fine di un modo di vivere e di fare comunità, ma ci ricorda l’importanza di preservare la memoria e l’identità di quei luoghi che hanno fatto parte della vita di tante persone.

[Articolo pubblicato sul periodico Cara Garbatella, Anno XVIII – Giugno 2025/numero 68, pag. 3]

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