Oh…bella ciao Ricordo di Concetta Rizza-Esposto

Oh…bella ciao

Ricordo di Concetta Rizza-Esposto

Cara Concetta, te ne sei andata così come hai vissuto la tua lunga vita: lottando fino all’ultimo, impegnandoti in ogni cosa che affrontavi, nel dolore non cedendo alle malattie ultimamente sempre più frequenti, nell’amore quotidiano verso le persone sia fossero le più intime e vicine, sia fossero le più lontane e sconosciute.
Te ne sei andata così, nella tua casa, con i tuoi cari attorno che mai, neanche per un secondo, ti hanno lasciato da sola. …..

Oh…bella ciao

Ricordo di Concetta Rizza-Esposto

Cara Concetta, te ne sei andata così come hai vissuto la tua lunga vita: lottando fino all’ultimo, impegnandoti in ogni cosa che affrontavi, nel dolore non cedendo alle malattie ultimamente sempre più frequenti, nell’amore quotidiano verso le persone sia fossero le più intime e vicine, sia fossero le più lontane e sconosciute.
Te ne sei andata così, nella tua casa, con i tuoi cari attorno che mai, neanche per un secondo, ti hanno lasciato da sola.

La tua storia personale che ti ha portato fino a Roma, alla Garbatella si intreccia con la memoria storica del nostro Paese; nasci nel 1914 a Noto, in Sicilia, da una famiglia d’idee socialiste. E’ proprio nel tuo paese che incontri, nel lontano 1936, quello che sarà poi tuo marito, Remo (di famiglia con ideali comunisti) giovane soldato spedito ad Addis Abeba per le tristi velleità imperialistiche dell’Italia fascista; a Noto il battaglione di Remo fa una sosta e così, prima di ripartire per l’Africa, in pochi giorni v’innamorate.
Fortunatamente Remo riesce a tornare a Roma, da cui riparte, ma questa volta è per venire da te.
Vi sposate e comincia così la tua nuova vita a Roma.
Moglie e madre, ma soprattutto donna forte e determinata, pur rimanendo allegra e affettuosa.
Da sempre antifascista, militante alla Villetta, sede della sinistra storica del nostro quartiere , hai sempre lottato contro l’ingiustizia, per la libertà di tutti di poter esprimere le proprie idee, per la giustizia sociale, per l’emancipazione delle donne e fino all’ultimo non ti è mancata la voglia di discutere di politica per continuare a capire il presente tenendo alti i tuoi ideali.
Tanto coraggio e dignità anche nel dolore che tu hai portato dentro il tuo fragile ma resistente corpo.
Sei andata via per sempre solo da poco tempo, è stato il 16 febbraio, ma ci manchi molto.
Nelle tue mani nodose che cercano e stringono le mie in un lungo saluto, c’è tutta l’esperienza di vita passata trasmessa nella speranza di futuro.
Oh bella ciao, ciao, ciao …

Paola Angelucci

 

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 7 – Giugno 2010

 

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