Addio Emilio Marè, fornaio della Garbatella

Emilio Marè era un fornaio come pochi, capace di portare calore non solo con il pane appena sfornato, ma con la sua presenza luminosa. Rilevò dal “sor Ezio” il forno di via Anna Maria Taigi; erano gli anni Ottanta e continuò a sfamare a suon di ciriolette tutti i bambini delle case Incis, attorno a Piazza Caterina Sforza. Generoso, brillante, sempre sorridente, aveva quella rara capacità di trasformare ogni incontro in un momento di leggerezza. La sua battuta pronta scioglieva le giornate più pesanti e ti lasciava sempre con un sorriso sulle labbra, come un dono semplice e prezioso.
Emilio, nato alla Garbatella nel 1936, era uno di quei romani autentici che è impossibile dimenticare. La sua vita è stata avventurosa fin da bambino: a nove anni già lavorava, con una determinazione che lo avrebbe accompagnato per tutta l’esistenza.
La strada, il mestiere, gli incontri: tutto contribuì a farne un uomo solido, altruista, capace di affrontare ogni giorno con lo spirito di chi non si tira mai indietro.
Emilio, che era un figlio della Garbatella e ne era orgoglioso, ci ha lasciati sabato 29 novembre. Mancherà profondamente a chiunque abbia avuto la fortuna di incrociare il suo cammino. Ma il suo modo di stare al mondo — verace, autentico, pieno di vita — continuerà a essere un esempio e un ricordo che scalda il cuore.
Ciao Emilio, ti ricorderemo per l’esempio, per ogni sorriso che ci hai regalato, per la tua risata inconfondibile.

La redazione di Cara Garbatella si stringe con affetto attorno alla moglie Lisetta e ai figli Massimo, Sabrina, Sonia e Mara.

[Articolo pubblicato sul periodico Cara Garbatella, Anno XVIII – Dicembre 2025/numero 70, pag. 4]

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