Socrate occupato, la protesta studentesca verso il 4 ottobre

Roma torna a essere teatro di nuove mobilitazioni studentesche. Questa mattina, martedì 30 settembre, il liceo classico e scientifico Socrate, in via Padre Reginaldo Giuliani, è stato occupato da studenti e studentesse.
La giornata è iniziata con un picchetto alla succursale di Tor Marancia, dove le classi non sono entrate a lezione. Successivamente gli studenti si sono spostati nella sede centrale di Garbatella per un’assemblea straordinaria molto partecipata. Al termine dell’incontro è arrivata la decisione di occupare l’istituto. Sia la dirigenza scolastica sia le forze dell’ordine hanno atteso l’esito dell’assemblea e poi si sono allontanati, senza episodi di tensione.
Si tratta della terza occupazione in città in meno di una settimana, dopo quella del Rossellini, durata dal 24 al 28 settembre, e quella del liceo Cavour, iniziata ieri. La notizia è stata diffusa dal collettivo Rosa Luxemburg, che ha sottolineato come l’iniziativa del Socrate sia nata da un’assemblea scandita dal motto “Prendiamoci tutto”.
Gli occupanti chiariscono che non si tratta di un gesto rivolto contro la presidenza o i docenti, ma di un’azione politica collegata a mobilitazioni più ampie. L’occupazione del Socrate, infatti, si inserisce nell’ondata di proteste che attraversa diverse scuole romane, dopo lo sciopero del 22 settembre e l’occupazione della facoltà di Lettere alla Sapienza.

Il comunicato: solidarietà alla Palestina e appello alla mobilitazione

Nel comunicato diffuso, gli studenti e le studentesse definiscono l’occupazione della scuola “un atto consapevole“, non rivolto contro la presidenza o i docenti, ma nato dall’urgenza di esprimere solidarietà al popolo palestinese, che accusano di essere vittima di apartheid e genocidio. Accusano inoltre Israele di bombardare civili e infrastrutture essenziali, di aver trasformato Gaza in una “prigione a cielo aperto” e di impedire l’accesso a beni fondamentali come acqua, cibo e medicinali.
Il testo denuncia la complicità dei governi occidentali, incluso quello italiano, accusati di anteporre interessi economici e militari all’autodeterminazione palestinese. Dichiarano sostegno alla Global Sumud Flotilla e alla Freedom Flotilla, impegnate a portare aiuti umanitari rompendo il blocco navale israeliano. Con lo slogan “Blocchiamo tutto”, gli occupanti invitano a costruire una mobilitazione unitaria attraverso scioperi, manifestazioni e occupazioni, chiamando a raccolta tutte le scuole del Paese.
I ragazzi e le ragazze sottolineano anche la necessità di ripensare la condizione degli alunni in Italia, denunciando la precarietà degli spazi scolastici, la scarsità di investimenti e la gestione centralizzata del ministro Giuseppe Valditara, accusato di portare avanti una politica autoritaria che limita l’autonomia delle comunità scolastiche e ignora le reali esigenze di chi vive ogni giorno nelle aule.
Nel comunicato inseriscono la protesta in una più ampia riflessione sul loro ruolo nella società: “Abbiamo la forza di bloccare dal basso gli ingranaggi del nostro Paese“, scrivono, ribadendo che la lotta studentesca deve intrecciarsi con quella dei lavoratori, dei disoccupati e dei movimenti sociali.
Infine hanno comunicato che l’occupazione terminerà sabato 4 ottobre, quando partiranno in corteo da Porta San Paolo dopo le 14.30 per raggiungere San Giovanni e partecipare alla mobilitazione nazionale organizzata da diverse sigle palestinesi, sostenuta dai sindacati di base e dai collettivi studenteschi.
Un appuntamento che, nelle loro parole, gli organizzatori descrivono come un momento decisivo per unire le lotte sociali, studentesche e internazionaliste.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail