Quando muore un ex partigiano
Scomparso a 85 anni Antonio Motta. Ufficiale carrista, dopo l’armistizio passò alla resistenza jugoslava. Gravemente ferito, fu insignito di medaglia d’argento
“Il giorno 13 settembre 1943, in base alla decisione presa da ufficiali e soldati, nella maggioranza carabinieri dell’ex esercito italiano disgregato in seguito alla capitolazione dell’Italia, viene formato a Spalato il Battaglione Garibaldi, la cui forza iniziale ammonta a 350 soldati sotto il comando di ufficiali dell’ex esercito italiano e che dispone del seguente armamento: un cannone 65/17, un mortaio di 81 mm., …..
Quando muore un ex partigiano
Scomparso a 85 anni Antonio Motta. Ufficiale carrista, dopo l’armistizio passò alla resistenza jugoslava. Gravemente ferito, fu insignito di medaglia d’argento
“Il giorno 13 settembre 1943, in base alla decisione presa da ufficiali e soldati, nella maggioranza carabinieri dell’ex esercito italiano disgregato in seguito alla capitolazione dell’Italia, viene formato a Spalato il Battaglione Garibaldi, la cui forza iniziale ammonta a 350 soldati sotto il comando di ufficiali dell’ex esercito italiano e che dispone del seguente armamento: un cannone 65/17, un mortaio di 81 mm., una mitragliatrice di 20 mm., 8 mitragliatrici del tipo Breda, 18 fucili mitragliatori; a questo va ancora aggiunto l’armamento individuale dei membri del Battaglione”.
E’ questo il testo dell’atto di nascita del Battaglione Garibaldi, regolarmente registrato nel Diario storico del reparto, cinque giorni dopo l’annuncio dell’armistizio dell’8 settembre 1943. Si tratta di una delle tante formazioni italiane che operarono fuori dal territorio nazionale, in particolare, come in questo caso, a fianco dei partigiani jugoslavi, contro i tedeschi e i feroci ustascia croati.
Piccola formazione all’inizio, molto combattiva, confluì in seguito in una delle divisioni partigiane italiane che operarono in Jugoslavia.
Perché ne facciamo cenno su “Cara Garbatella”, fuori dalle nostre competenze territoriali e dalle date ufficiali delle ricorrenze? Perché nei giorni scorsi, il 23 marzo, è venuto a mancare, a 85 anni, un nostro concittadino, Antonio Motta, abitante nella zona della Circonvallazione Ostiense, che di quell’avvenimento e degli altri drammatici che seguirono fu protagonista in prima persona.
Sottotenente carrista, comandante della 3^ Compagnia, il 21 gennaio del ’44, durante una battaglia contro Quando muore un ex partigiano Scomparso a 85 anni Antonio Motta. Ufficiale carrista, dopo l’armistizio passò alla resistenza jugoslava. Gravemente ferito, fu insignito di medaglia d’argento un reparto tedesco forte di 10 carri armati, alcune autoblindo e 15 autocarri, venne gravemente ferito da una raffica di mitragliatrice. In quei pochi mesi iniziali di resistenza innumerevoli erano state le azioni del Battaglione Garibaldi,
eseguite in mezzo a disagi inenarrabili soprattutto in Bosnia e in Montenegro. Moltissime, 82, furono le decorazioni italiane concesse ai militari della formazione: ad Antonio Motta fu conferita la medaglia d’argento.
Il Battaglione, continuamente integrato, continuò poi la sua attività partigiana fino alla Liberazione.
Romano, studente di Economia (conseguirà la laurea alla fine della guerra), il giovane carrista, con la gamba destra spappolata e la sinistra anch’essa ferita, sarà salvato dai suoi
compagni che lo trasporteranno, tra immaginabili sofferenze, da un fronte di battaglia all’altro a dorso di un pony. Finché non verrà prelevato, in un campo di fortuna in una zona controllata dai partigiani, da un aereo inglese che lo trasporterà a Trani.
Qui gli salveranno la gamba dalla cancrena ma non potranno impedire che resti gravemente menomato: invalido di 1^ categoria, camminerà per tutto il resto della vita con l’aiuto di un bastone.
Dalla Puglia rientrerà a Roma nel 1945, dove completerà gli studi e inizierà una intensa attività sindacale che lo porterà a militare nella Cgil e poi nel suo Istituto di assistenza, l’Inca, come responsabile dell’Ufficio internazionale dell’emigrazione. Lascia la moglie e tre figlie, alle quali esprimiamo le nostre più vive condoglianze. (C.B.)
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tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 3 – Maggio 2006



