Nel cuore del Giubileo della Speranza, in un intreccio simbolico di fede, storia e destino, Papa Francesco si è spento il 21 aprile 2025, nel giorno in cui si celebra il Natale di Roma, coincidente quest’anno con il Lunedì dell’Angelo. Una data carica di significati, tra la risurrezione e la fondazione della città eterna, che si intreccia indissolubilmente alla fine di un pontificato che ha segnato il nostro tempo.
La notizia della morte del 266° Pontefice è stata diffusa alle 7:32 del mattino, e ha subito attraversato ogni angolo del pianeta, suscitando un’ondata di emozione, cordoglio e riflessione. Attualmente, la salma di Francesco riposa nella cappella privata della Domus Sanctae Marthae, dove ha celebrato messa per tutto il suo pontificato, evitando gli appartamenti papali. Da domani, martedì 22 aprile, il corpo sarà traslato nella Basilica di San Pietro, dove sarà esposto alla devozione dei fedeli fino a venerdì 25 aprile, mentre i funerali solenni si terranno sabato 26 aprile.
Elogi e critiche del mandato
Jorge Mario Bergoglio, argentino di origini italiane, è stato il primo Papa gesuita, il primo latinoamericano, il primo a scegliere il nome di Francesco, in omaggio al santo di Assisi. Il suo pontificato, iniziato il 13 marzo 2013, ha attraversato anni complessi, da Benedetto XVI, alla pandemia, fino ai grandi scenari geopolitici della guerra e della crisi climatica.
Accanto a Papa Ratzinger, che aveva scelto la storica rinuncia al soglio pontificio nel 2013, Francesco ha convissuto in un inedito dualismo papale per quasi un decennio, fino alla morte di Benedetto nel 2022. La convivenza fu improntata al rispetto, pur tra sensibilità teologiche molto differenti.
Francesco sarà ricordato per aver condannato il riarmo, per aver invocato la pace nei conflitti più cruenti, per aver mostrato solidarietà alla Palestina e ha parlato senza mezzi termini di genocidio a Gaza. Inoltre, ha più volte visitato carceri, incontrato detenuti e detenute, e ha costantemente denunciato le politiche migratorie europee, in particolare le tragedie nel Mediterraneo.
Ma non mancano le ombre. Francesco ha mantenuto, con toni spesso rigidi, la condanna dell’aborto, definendolo “omicidio“, ha contrastato i diritti delle persone Lgbtq+ e ha stigmatizzato in modo diretto quella che definiva “frociaggine” in ambienti ecclesiastici. Il suo sostegno ai movimenti pro-vita ha allontanato molte persone dalla religione e soprattutto, sotto il suo pontificato, la tragedia degli abusi nella Chiesa ha continuato a generare ferite profonde, con accuse di omertà e gestione insufficiente dei casi.
La comunità cattolica del Municipio Roma VIII in lutto
Da San Paolo fuori le Mura, l’Abbazia benedettina scrive: “La Comunità monastica dell’Abbazia di San Paolo fuori le Mura, grata per l’instancabile servizio offerto alla Chiesa e all’umanità, per la quale ha levato alta la sua voce in favore della pace e della fraternità tra i popoli, affida la sua anima al Signore, fonte di misericordia e di bontà“.
Anche la Comunità di Sant’Egidio, da sempre vicina agli ultimi, si è unita nel cordoglio: “Grande dolore per la perdita di papa Francesco: ha guidato e orientato la Chiesa e il mondo in un tempo difficile, voce forte contro le guerre e a favore degli ultimi e dei migranti. Ricordiamo con affetto i tanti incontri, il suo incoraggiamento ad essere fedeli alla preghiera, ai poveri e alla costruzione della pace“.
Il Municipio Roma VIII ha diffuso una nota ufficiale di cordoglio: “Roma piange Papa Francesco. Roma Capitale piange la scomparsa di Sua Santità Papa Francesco e si unisce al cordoglio della Chiesa universale e del mondo intero. In segno di rispetto e di lutto, tutti gli eventi pubblici di Roma Capitale previsti sono annullati”.
Verso un nuovo conclave: un cardinale della Montagnola
Dopo i funerali, la Chiesa si prepara a un nuovo Conclave, previsto tra il 5 e il 10 maggio 2025, destinato a essere uno dei più internazionali della storia. Circa 134 cardinali elettori, provenienti da ogni angolo del pianeta, si ritroveranno nella Cappella Sistina per eleggere il 267° Papa della Chiesa cattolica.
Tra i nomi che emergono, quello del cardinale sudcoreano Lazarus You Heung-Sik, 73 anni, già prefetto del Dicastero per il Clero e vicino al movimento dei Focolari. Eletto cardinale da Francesco nel concistoro del 27 agosto 2022, è titolare della diaconia di Gesù Buon Pastore alla Montagnola. È considerato un profilo progressista, attento alla pastorale asiatica e ai temi della pace e della giustizia sociale.







