La morte del giornalista e editore Campanella Addio caro Francesco

La morte del giornalista e editore Campanella

Addio caro Francesco

di Gianni Rivolta

C’è tutta la Garbatella nella chiesa di San Filippo Neri, in questa fredda mattina di novembre. Siamo tutti lì per salutare un amico che se ne andato troppo in fretta, lasciandoci sbigottiti.
Già, Francesco Campanella ci ha lasciato all’improvviso, …..

La morte del giornalista e editore Campanella

Addio caro Francesco

di Gianni Rivolta

C’è tutta la Garbatella nella chiesa di San Filippo Neri, in questa fredda mattina di novembre. Siamo tutti lì per salutare un amico che se ne andato troppo in fretta, lasciandoci sbigottiti.
Già, Francesco Campanella ci ha lasciato all’improvviso, devastato in pochi mesi da un male incurabile. Ha lasciato un grande vuoto nella sua famiglia, nella moglie Mirella e nelle due figlie che adorava. Ma ha lasciato un grande dolore anche in noi che lo conoscevamo come amico, sempre con quel sorriso sulle labbra e quello sguardo dolce.
Tutto il popolo giallorosso, i parenti, i vicini di casa di via Tolli, dove era cresciuto, i vecchi compagni di gioco della “chiesoletta”, i colleghi del “Corriere dello Sport” e quelli del “Romanista”, di cui era stato fondatore e vicedirettore, erano lì a chiedersi perché così in fretta.
Io l’avevo conosciuto tre anni fa, in occasione dell’uscita del libro “Garbatella mia”, di cui è stato più che l’editore. Lui l’aveva voluto caparbiamente. Era entusiasta perché, con Enzo Gori, avevamo avuto quest’idea. Voleva fare quella scommessa editoriale perché ci credeva, perché amava la Garbatella, perché voleva dare un contributo al suo quartiere. E quando ci siamo ritrovati al Palladium, insieme a più di 700 “garbatellari” in occasione della presentazione del libro e abbiamo sentito il calore della gente, ho letto nel suo viso una grande soddisfazione, aveva tirato un bel sospiro di sollievo, come quando si realizza un sogno della propria vita. Era un uomo instancabile, lavorava al giornale nale e poi alla casa editrice. Con lui ho presentato tanti libri in questi tre anni di breve ma intensa conoscenza.
Libri di poesie, romanzi, saggi, ma con gli autori Francesco riusciva ad instaurare un rapporto speciale, da amico.
Ci eravamo visti a cena a casa sua all’inizio dell’estate, si sentiva stanco.
Aveva una tosse fastidiosa e la velocità del sangue sballata.
Nonostante le analisi non si rassegnava, continuava a lavorare. Aveva tanti progetti. Stava preparando un testo in occasione del Trentennale della fondazione dell’Oratorio di San Filippo Neri, insieme a Paolo Moccia: doveva uscire a novembre, ma non ne ha avuto il tempo. Pur stanco morto dopo una interminabile giornata di lavoro, mi parlava sempre di aprire insieme un settimanale locale, quando sarebbe andato in pensione: era un nostro sogno. Ecco, Francesco vorrei ricordarmelo sempre così, pieno di progetti e con quel suo sorriso sulle labbra.
Ciao Francesco

 

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 2 – Dicembre 2005

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