A San Francesco Saverio la statua di Carlo Acutis

All’ingresso della chiesa di San Francesco Saverio, sul lato sinistro, scorgiamo una statua atteggiata come quelle dei santi, tipica di questi luoghi sacri, ma in questo caso si tratta di un ragazzo vestito con jeans e sneakers. È la statua di Carlo Acutis che ha raggiunto la chiesa della Garbatella il 12 ottobre 2021, lo stesso giorno della morte del ragazzo nel 2006. Carlo è nato nel 1991, da una famiglia non particolarmente religiosa, ed è stato un bambino molto precoce che a 3 mesi disse la prima parola e a 5 mesi già parlava, come racconta la mamma.
Altrettanto precoce è stato il suo avvicinamento alla religione che lo ha portato, grazie ad una speciale dispensa, a ricevere la Prima Comunione all’età di 7 anni. Definiva questo suo amore per l’Eucarestia “la mia autostrada per il cielo”. Ma oltre a questo suo straordinario trasporto verso Dio e la Fede, Carlo è stato anche un ragazzo come altri con una vera e propria passione per la tecnologia che gli ha permesso di sviluppare le sue conoscenze informatiche utilizzate poi nella realizzazione di siti web.
Questa predisposizione per la tecnologia potrebbe portarlo ad essere dichiarato dalla Chiesa “patrono di Internet”. Non solo web e tecnologia, in Acutis era sempre viva l’attenzione verso gli ultimi e i paria della nostra società e lo dimostrava facendo volontariato nell’aiutare i senzatetto.
Dopo la sua morte, avvenuta in brevissimo tempo a causa di una leucemia fulminante, sono state molte le testimonianze di interventi miracolosi per guarire malattie di fedeli che si erano rivolti a Carlo. In particolare la inspiegabile, dal punto di vista scientifico, guarigione di un bambino brasiliano, certificata dai medici ha determinato il processo di beatificazione con la cerimonia dell’ottobre di due anni fa.
Papa Francesco avrebbe voluto che diventasse santo durante il Giubileo dei Giovani, che ha visto migliaia di adolescenti affluire a Roma i primi di agosto, durante le manifestazioni dedicate ai suoi coetanei.
Ma per la morte di Francesco e l’elezione di Papa Leone è avvenuta il 7 settembre in Piazza San Pietro.
È proprio in questo modo che potremmo guardare alla figura di Carlo Acutis, come uno dei tanti ragazzi che possiamo incontrare nelle scuole, nelle parrocchie o nelle famiglie e che aveva trovato la sua strada di santità: “La statua simboleggia ciò che Carlo ha incarnato per i giovani e per la Chiesa, ovvero che la santità è alla portata di tutti, non è solo delle grandi figure di secoli fa.
Per questo è bellissimo vedere una statua con i blue jeans e le scarpe da ginnastica in mezzo ai santi con il saio” è il pensiero di Don Alessandro Di Medio, parroco di S. Francesco Saverio.
Da ricordare che nella sacrestia di San Francesco è presente anche una reliquia di Carlo rappresentata da alcuni capelli.
Infatti è con jeans, maglietta, sneakers e zaino che lo studio artistico altoatesino Ferdinand Stuffleser ha realizzato la statua in legno di Carlo.
Vestito proprio come un qualsiasi ragazzo di oggi che potremmo incrociare per le vie della Garbatella.

[Articolo pubblicato sul periodico Cara Garbatella, Anno XVIII – Ottobre 2025/numero 69, pag. 8]

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