La soddisfazione del Municipio VIII, scetticismo tra i cittadini

Sarà affidato al Teatro dell’Operail centro culturale ex Mafai

di Giuliano Marotta

Sarà il Teatro dell’Opera a gestire il futuro centro culturale di Tor Marancia, lo ha deciso il Comune di Roma. I finanziamenti per la costruzione dell’edificio ammontano a circa 5,5 milioni di euro e provengono da una parte degli oneri di costruzione del palazzo di vetro di Piazza dei Navigatori e dell’albergo bianco il cosidetto “bidet” di San Paolo. Inizialmente i soldi erano stanziati per la riqualificazione dell’edificio a via di Grotta Perfetta 309, poiché il progetto ha ricevuto più voti rispetto a quello di Tor Marancia nel concorso online #RomaDecide. Ma non si è potuto procedere poiché parte dello stabile è ancora abitato da famiglie  in attesa della realizzazione di un progetto di auto-recupero. Con la memoria di giunta del 17 settembre 2019 l’amministrazione comunale ha quindi deciso di spostare i fondi su Tor Marancia.

La struttura che si andrà a comporre sarà circa di 2.800 metri quadrati incluso il giardino: di questi 1.735 per le scuole di danza e il coro del Teatro dell’Opera, 500  per il centro culturale a disposizione della cittadinanza e infine 640  metri quadrati di spazi condivisi tra cui il teatro.

Questa suddivisione delle aree, in favore dell’ente gestionale, ha creato vivaci contestazioni durante il percorso partecipato, recentemente concluso, in cui gli abitanti del Municipio Roma VIII, hanno potuto dare la propria opinione e fare proposte su quello che sarà il futuro centro culturale. Alcuni cittadini e il comitato promotore del progetto, lamentano oltre all’iniqua divisione degli spazi, il fatto che il teatro dell’opera non sia l’ente più idoneo per la gestione di un centro culturale locale. E’ un ente esclusivo inserito in un contesto popolare, i corsi di danza e coro sono molto costosi e a numero chiuso, difficilmente saranno accessibili al quartiere.  La scelta del gestore doveva essere condivisa e non imposta, così sembra più un regalo al Teatro dell’Opera che la ricompensazione alla cittadinanza.

La giunta municipale dal canto suo esprime soddisfazione, in quanto  il Teatro dell’Opera è un ente di garanzia nazionale e internazionale, già protagonista l’estate scorsa nelle piazze del municipio VIII con l’Opera Camion, ed è l’unico che si è offerto per garantire la gestione di tutta la struttura. Tor Marancia ritornerà ben presto a poter usufruire di spazi per attività culturali e ricreative. Tra le proposte inserite nel Centro ex Mafai, durante il percorso partecipato, ci sono: sale prove di musica, una palestra popolare gestita dagli abitanti del quartiere, sale espositive e luoghi dove riunirsi, oltre ad un’area esterna.

Al civico 103 in viale di Tor Marancia si sono succedute dal 1963 la scuola elementare Raimondi e il liceo artistico Mafai, fino al 2012 quando la scuola è stata chiusa e due anni dopo ridotta in uno scheletro. Oggi quel luogo, così centrale nel quartiere, è una delle tante manifestazioni dell’abbandono di beni pubblici. Entro la prossima primavera saranno spesi i primi 700 mila euro, già in bilancio, per la demolizione e la bonifica dell’area, una priorità che non si può più rimandare.

Nonostante tutto gli abitanti di Tor Marancia e Navigatori ne escono penalizzati, l’esperimento del concorso online #RomaDecide, voluto dal Comune di Roma, è risultato fallimentare, oltre alla scarsa partecipazione (meno del 2% della popolazione del municipio), il quadrante interessato dalla cementificazione, non ha ottenuto nessuna ricompensa in termini di servizi. La concessione a poter costruire gli edifici, che oggi vediamo, era stata permessa a fronte di opere pubbliche che non saranno mai realizzate, tra cui un sottopassaggio per autovetture sulla Cristoforo Colombo, un asilo, un parco e dei parcheggi pubblici. Inoltre ben presto s’innalzerà a piazza dei Navigatori un altro mostro di cemento, simile a quello già presente.

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