Il corso d’acqua che scorre sotto la Circonvallazione Ostiense Per il risanamento del fiume Almone

Il corso d’acqua che scorre sotto la Circonvallazione Ostiense
Per il risanamento del fiume Almone

L’Associazione di volontariato “Comitato per il Parco della Caffarella” e l’Associazione culturale “Humus” hanno presentato i giorni scorsi uno splendido volumetto di 112 pagine intitolato “Il sacro Almone da fiume a discarica”, nel quale si riassume la storia del fiume Almone dal mito alla storia romana a quella medioevale a quella preindustriale fino a quella dei nostri giorni che lo vede ridotto a lurida fogna.
Il volume si inquadra in una campagna rivolta alla società Acea Ato2 e alla Regione Lazio perché si provveda finalmente al risanamento delle acque dell’Almone, il terzo affluente del Tevere.
Si chiede di reinserire l’Almone tra i fiumi soggetti a monitoraggio, sospeso dal 2004;
di provvedere a bonificare l’alveo del fiume da rifiuti solidi;
di chiudere al transito delle auto le aree soggette a discarica;
di perseguire i reati ambientali;
di far depurare dall’Acea Ato2 tutte le acque reflue dei Comuni dei Castelli romani, di Ciampino e dei quartieri Quarto miglio e Statuario;
di spostare le aree di autodemolizione dal perimetro del Parco dell’Appia Antica.
Come ricordano i nostri nonni, l’Almone, nel territorio della Garbatella, scorreva a cielo aperto lungo il percorso della attuale Circonvallazione Ostiense, proveniente appunto dalla Valle della Caffarella e sotto passando l’Appia Antica all’altezza del ristorante Quo Vadis. Nel nostro territorio, dove l’Almone spesso si impantanava, si veniva ad approvvigionarsi di rane, da portare nelle magre tavole o da vendere per rimediare qualche spicciolo.
Poi il fiume procedeva verso il Tevere, alimentando all’altezza dell’Ostiense la centrale termoelettrica Montemartini, oggi museo archeologico.
Infine, con la costruzione della Colombo e con l’estendersi della Garbatella lungo l’asse della Circonvallazione, il fiume “scomparve”, inghiottito da un condotto sotterraneo che giace a 17 metri sotto il piano stradale. L’Almone oggi si interra in un “incile” che si trova ai
margini del Parco Scott, dove arriva già inquinato dagli scarichi incontrollati che si riversano lungo il suo percorso dalla base dei Castelli romani e nel quale confluisce anche la grossa cloaca del Quarto Miglio.
In tali condizioni di inquinamento il fiume non poteva più affluire nel Tevere. Così è stato semplicemente deviato nel grande collettore di sinistra del Tevere, diretto al depuratore, il quale però, ricevendo una eccessiva massa d’acqua (acque del fiume e acque nere), non è in grado di svolgere agevolmente la sua funzione di depurazione.
Per informazioni sulla campagna di risanamento dell’Almone ci si può rivolgere al Comitato per il Parco della Caffarella tel/fax 067803513, www.caffarella.it

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 9 – Aprile 2013

 


(C.B.)

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