Garbatella borgo marinaro? Sì, ma fu soltanto un progetto

Garbatella borgo marinaro? Sì, ma fu soltanto un progetto

Il quartiere era stato ideato anche in funzione di un porto-canale che non fu più costruito.
Quasi tutte le sue strade furono intitolate a uomini del mare

di Cosmo Barbato

Si è sempre detto che la borgata-giardino fondata nel 1920 sui Colli di San Paolo (doveva chiamarsi Concordia, prevalse il toponimo popolare Garbatella) fosse, oltre che un insediamento operaio, anche un borgo marinaro. Ciò è vero, se si riguardano le intenzioni dei suoi ideatori. Questi infatti avevano concepito il nuovo agglomerato urbano, oltre che in funzione della sottostante zona industriale ostiense, che da qualche decennio si andava sviluppando, anche di un canale navigabile, affiancato al Tevere, che avrebbero dovuto mettere in comunicazione il mare di Ostia …..

Garbatella borgo marinaro? Sì, ma fu soltanto un progetto

Il quartiere era stato ideato anche in funzione di un porto-canale che non fu più costruito.
Quasi tutte le sue strade furono intitolate a uomini del mare

di Cosmo Barbato

Si è sempre detto che la borgata-giardino fondata nel 1920 sui Colli di San Paolo (doveva chiamarsi Concordia, prevalse il toponimo popolare Garbatella) fosse, oltre che un insediamento operaio, anche un borgo marinaro. Ciò è vero, se si riguardano le intenzioni dei suoi ideatori. Questi infatti avevano concepito il nuovo agglomerato urbano, oltre che in funzione della sottostante zona industriale ostiense, che da qualche decennio si andava sviluppando, anche di un canale navigabile, affiancato al Tevere, che avrebbero dovuto mettere in comunicazione il mare di Ostia con un porto interno localizzato poco a valle della Basilica di San Paolo. In realtà però la Garbatella di marinaro non ha mai avuto niente, perché già nel 1922, cioè due anni dopo la posa della prima pietra di fondazione della borgata, il progetto del porto-canale era stato accantonato per le gravi condizioni del bilancio statale. Poi, nel 1923, era stato addirittura sciolto l’Ente autonomo per lo sviluppo marittimo e industriale di Roma, che avrebbe dovuto realizzare l’ambizioso programma.L'ing. Paolo Orlando (al centro), ideatore e progettista del porto-canale che doveva sorgere all'Ostiense. Alla sua sinistra il re Vittorio Emanuele III e alla sua destra il presidente delle Case popolari Vincenzo Magaldi. Sta per nascere la borgata Garbatella
Qualcosa di marinaro però alla Garbatella era ed è rimasto: l’intitolazione della maggior parte delle sue strade, che la Commissione comunale di toponomastica, opportunamente sollecitata, aveva preventivamente voluto dedicare a personaggi che avevano a che fare con il mare: navigatori, armatori, progettisti, ingegneri, capitani della cantieristica o della collegata industria pesante, scrittori di cose navali, ammiragli ecc.
L’ultimo richiamo, in ordine di tempo, a quella lontana vocazione marinara fu l’intitolazione pochi anni fa ai Caduti del mare del Parco di Via Pullino.
La zona ostiense in un lontano passato avevo beneficiato di un porto fluviale minore, localizzato sulla riva sinistra del Tevere, all’altezza dei cosiddetti Prati di San Paolo. Al tempo dell’antica Roma faceva capo ad un borgo denominato Vicus Alexandri: qui, tra l’altro, furono scaricati buona parte dei materiali utilizzati per la costruzione delle Terme di Caracalla, trasportati per via fluviale. Si chiamò in seguito Portus Grapigliani ed era ancora in funzione nel 1800 col nome di Porto della pozzolana (costituiva infatti l’imbarco più prossimo alle cave di pozzolana della zona ardeatina). Poco dopo Roma capitale, 1870, si ipotizzò, per la sua economicità, il ripristino del traffico fluviale con la creazione di un vero e proprio porto interno. Esclusa però, per varie ragioni, la ripresa della navigazione per grandi traffici sul Tevere nel tratto dalla foce alla città, si era cominciato a pensare alla costruzione di un canale navigabile: già nel 1876 venne presentato un primo progetto, un altro nel 1885, poi nel 1889. Nel 1887-89 irrompe un ambizioso nuovo progetto dell’ingegner Paolo Orlando, intraprendente erede di una potente famiglia siciliana, figlio dell’ingegnere navale Luigi Orlando, mazziniano, direttore dell’Ansaldo, fondatore dei cantieri di Livorno e cofondatore delle acciaierie di Terni.
La creazione di un canale navigabile Ostia-Roma e addirittura il ripristino, a partire da Roma, dell’antica navigabilità del Tevere e del Nera fino in Umbria, costituiranno, per Paolo Orlando, il sogno cui tenacemente dedicherà tutta la vita. Nel 1904 intanto dà il via a un Comitato per Roma marittima, elevato al rango di ente morale nel 1914. Nel 1907-1908 vengono individuate le aree da espropriare. Nel 1916, in piena guerra, il Consiglio comunale discute della creazione di un quartiere industriale ostiense e dello spostamento di un tratto del letto del Tevere per fare spazio alla costruzione del porto.
Nel 1919 nasce l’Ente per lo sviluppo marittimo e industriale, diretto naturalmente da Paolo Orlando: sembra avvicinarsi l’inizio delle opere per il porto-canale. La fondazione nel 1920 della borgata-giardino della Garbatella, sorta sotto gli auspici dell’Ente per lo sviluppo marittimo e industriale e dell’Istituto Case Popolari, rappresentava solo una piccola tessera di questo complesso mosaico. E invece, dopo 35 anni di battaglie, il progetto verrà definitivamente accantonato e Orlando dovrà consolarsi con un riconoscimento formale: la concessione di un seggio di senatore del Regno.
Una sua impronta tuttavia è rimasta proprio alla Garbatella. Come autorevole membro della Amministrazione comunale al tempo di Prospero Colonna sindaco, Orlando farà predisporre l’intitolazione delle strade della nascente borgata a uomini del mare. Naturalmente non dimenticherà suo padre Luigi, ma la piazza principale del primo nucleo della Garbatella sarà dedicata a Benedetto Brin, ingegnere navale, più volte e per anni ministro della Marina, progettista delle corazzate Duilio e Italia, costruttore della moderna marina del Regno, fondatore dell’Accademia navale di Livorno, patron della fondazione nel 1884 delle Acciaierie di Terni. Una via della nuova borgata sarà dedicata direttamente agli Armatori e un’altra a Giovanni Ansaldo, fondatore dei famosi cantieri navali di Genova.
Ma vediamo, a partire dal nucleo originario della Garbatella, le intitolazioni “marinare” di una parte delle strade, eccezion fatta per alcuni toponimi storici che furono istituiti o che preesistevano, come Via delle Sette Chiese, Via di Commodilla, Via di Sant’Adautto, Via di Sant’Emerita, Via di San Nemesio, Via della Moletta, Via di Vigna Pozzi, Via di Vigna Serafini, Via Pomponia Grecina, Via Giovannipoli e, naturalmente, Via della Garbatella.
Cominciamo con Via Guglielmotti, 1812-1893, storico della marina pontificia e autore di un vocabolario di termini marinareschi; Via Cialdi, 1807-1882, capitano di vascello della marina pontificia, trasportò per via d’acqua i due obelischi di Villa Torlonia; Piazza Pantera, 1568-1625, capitano di galee pontificie, scrittore di cose navali; Via Fincati, 1824-1893, viceammiraglio e scrittore di tecnica navale; Piazza B. Romano, navigatore e scrittore di cose navali del ‘500; Via Cravero, 1835-1905, tecnico di impianti portuali; Via Ferrati, 1846-1915, ingegnere capo del Genio navale, riordinatore dei nostri cantieri; Via Passino, 1856-1908, tecnico di armi subacquee; Piazza Albini, 1830-1909, ufficiale della marina sarda nelle Guerre d’indipendenza; Via Odero, armatore, dirigente dei cantieri di Genova-Sestri e delle Acciaierie di Terni; Via Badoero, architetto navale veneziano del ‘500; Via Pullino, 1837-1898, ingegnere navale progettista del primo sottomarino italiano; Piazza Sauli, esperto del ‘700 dell’arte e della tecnica navale e della navigazione; Via Magnaghi, 1839-1902, viceammiraglio, esperto di idrografia, organizzatore dell’Ufficio idrografico della Regia Marina; Piazza Masdea, 1849-1910, tenente generale del Genio navale; Largo Randaccio, 1827-1908, direttore generale della Marina mercantile; Via Chiodo, 1823-1870, progettista degli arsenali di La Spezia e Taranto; Via Vettor Fausto, architetto navale del ‘500, costruttore della nave ammiraglia della battaglia di Lepanto del 7 ottobre 1571; Via Luigi Luiggi, 1856-1931, ingegnere costruttore di porti; Via Caffaro, storico medievale della città marinara di Genova; Via Cuniberti, 1854-1913, generale del Genio navale, precursore della combustione a nafta.
Ci fermiamo qui, trascurando per la verità molte altre intitolazioni ad altri uomini di mare. Citiamo solo una curiosità. Due strade attigue alla Circonvallazione Ostiense sono intitolate a due nomi che appaiono diversi ma in realtà appartengono alla stessa persona: Anton da Noli e Antoniotto Usodimare, un navigatore genovese del ‘400 al servizio dei portoghesi, scopritore dell’arcipelago di Capo Verde. Quella doppia intitolazione fu con tutta evidenza un errore della Commissione di toponomastica.
In conclusione, questo è tutto quel che resta a testimoniare una presunta passata vocazione marinara della ex borgata della Garbatella. Fino a qualche anno fa il mare, durante le ore più calde dell’estate, qui da noi in qualche modo era presente: ci rinfrescava inviandoci il suo lieve “ponentino”. Oggi quella benefica brezza non riesce più a raggiungerci. La blocca il diaframma dei palazzoni dei nuovi quartieri che si frappongono tra noi e la costa.

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