Fresco di stampa un bel libro sulla Garbatella
E’appena giunto in libreria un nuovo libro sul nostro quartiere, un bel libro, “La Garbatella a Roma” di Monica Sinatra, Ed. Franco Angeli, Milano, pagg.159, euro 18,00: un testo agile, frutto di una ricerca puntigliosa sulle fonti e appassionata nel territorio, condotta inizialmente in occasione della redazione di una tesi di laurea in storia contemporanea conseguita a pieni voti. L’autrice frequenta attualmente la Scuola vaticana di Biblioteconomia e tiene corsi di italiano per stranieri. Si legge nella prima pagina: “La Garbatella si presenta come un’isola, un’isola costruita in mezzo alla campagna allora, un’isola di forme …..
Fresco di stampa un bel libro sulla Garbatella
E’appena giunto in libreria un nuovo libro sul nostro quartiere, un bel libro, “La Garbatella a Roma” di Monica Sinatra, Ed. Franco Angeli, Milano, pagg.159, euro 18,00: un testo agile, frutto di una ricerca puntigliosa sulle fonti e appassionata nel territorio, condotta inizialmente in occasione della redazione di una tesi di laurea in storia contemporanea conseguita a pieni voti. L’autrice frequenta attualmente la Scuola vaticana di Biblioteconomia e tiene corsi di italiano per stranieri. Si legge nella prima pagina: “La Garbatella si presenta come un’isola, un’isola costruita in mezzo alla campagna allora, un’isola di forme e colori diversi in mezzo al costruito oggi”.
Quasi una città nella città, alquanto omogenea, intuisce Monica Sinatra, pur se la ex borgata, contrariamente a quanto spesso si ritiene, non ha seguito nel suo sviluppo, a partire dal 1920, un progetto unitario di urbanizzazione.
Malgrado sia cresciuta a ondate successive, con apporti di culture e di popolazione diverse che hanno occupato tipologie abitative diverse, “alla Garbatella si riceve l’impressione di una partecipazione collettiva ad una storia comune, fatta anche della condivisione delle medesime condizioni materiali di vita di tutti i giorni, la cui asprezza tendeva a schiacciare gli uni sugli altri i ceti e le classi, cancellando o riducendo al minimo le loro differenziazioni”.
Che cos’è che ha creato quest’amalgama di culture e anche di parlate diverse? Dal libro sembra di capire che lo sradicamento dai quartieri di provenienza, la percezione di ritrovarsi in qualche modo nella condizione di “deportati” abbiano agevolato il bisogno di aggregazione e alimentato lo spirito di solidarietà. L’autrice riesce a intuire che non c’è contraddizione tra questa casuale mescolanza di genti ed esperienze diverse e il nuovo originale crogiuolo culturale in cui si è sviluppata la vita nel nucleo originario delle casette con orto prima, nei cortili dei grandi lotti dopo e infine negli androni dei cosiddetti Alberghi, i quattro grandi edifici una stanza per famiglia, cucine e servizi in comune.
Il libro di Monica Sinatra, oltre a riprendere tutta la storia e i miti di fondazione del quartiere, va a scavare nell’animo degli abitanti, a coglierne senza retorica lo spirito di appartenenza, a capire ad esempio perché la Garbatella, fondata alla vigilia dell’avvento del fascismo e sviluppatasi poi negli anni della sua ascesa, sia rimasta così impenetrabile alla dittatura, rifiutandone il demagogico messaggio: una resistenza attivata anche dalla presenza dei numerosi “sovversivi” che vi erano stati confinati e che poi diventerà diffusa resistena armata nei mesi dell’occupazione nazista. (C.B.)
Copyright
tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 3 – Maggio 2006






